La manifestazione
Non è sport se utilizza gli animali
Come associazione animalista siamo qui a criticare la ventilata riapertura dell’ippodromo Caprilli, che per ora sembra sventata. Non è comprensibile che ancora sia considerato sport un’attività basata sullo sfruttamento animale. Uno sport bello ed etico è quello dove un essere umano usa le sue stesse forze per gareggiare e vincere, lo sono un esempio le ultime olimpiadi; dominare e utilizzare animali per fare sport non è moralmente accettabile. Oltre all’aspetto etico, per noi primario, ci sono anche altri aspetti. Quello relativo alla ludopatia di cui si parla molto ma per il quale non si fa mai abbastanza fornendo, invece, una tentazione aggiuntiva con la riapertura delle scommesse. Quello relativo alla scelta di guardare a un passato fallimentare: l’area del Caprilli è importante sia come dimensioni che come struttura e, secondo noi, sarebbe potuta essere riutilizzata al meglio con altre destinazioni d’uso: un parco acquatico per i nostri figli, un centro polisportivo multifunzionale con ritorni importanti per la città sia in termini di posti di lavoro che a livello economico. L’ippica, allo stato attuale, è un settore in forte crisi e non riusciamo a capire come mai l’amministrazione comunale abbia voluto investire soldi pubblici in un settore che è quasi al collasso. Questo denota una mancanza di visione e di prospettive per il futuro da parte della politica locale. Soprattutto ora, post-pandemia, si sarebbe potuto investire in altre attività che avrebbero di conseguenza reintregrato i lavoratori ex-Caprilli e creato nuovi e ulteriori posti di lavoro e dato alla città un nuovo smalto invece di tornare al grigiore di riutilizzare i cavalli per le corse.
Vorremo porre alla cittadinanza una domanda: la riapertura del Caprilli con le corse dei cavalli è il meglio che si poteva fare per la nostra città?
*Associazione AnimAnimale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
