Proteste
Case popolari in regione una svolta
Caro direttore,
è trascorso un po’ di tempo dal mio impegno come candidato sindaco di Firenze. E se dopo quell’esperienza ho deciso di scendere nuovamente in campo per questa avventura regionale, l’ho fatto in virtù di un programma elettorale che mi ha convinto del fatto che il centrodestra lavorasse seriamente per essere un’alternativa di governo alle sinistre. All’interno di questo programma, sottoscritto da tutte le forze politiche del centrodestra, il tema delle case popolari è affrontato in modo puntuale ed inequivocabile:
- occorre stanziare risorse regionali per finanziare la costruzione di nuovi alloggi;
- occorre applicare a livelli regionale il Dpr 445/2000 per evitare che attraverso autocertificazioni mendaci, non verificabili dalle nostre pubbliche amministrazioni, i cittadini extracomunitari già proprietari di immobili all’estero possano accedere alle nostre case popolari;
- dobbiamo inserire forti premialità sulla base della residenza, per tutelare chi da più tempo risiede in Italia e in Toscana;
- dobbiamo introdurre un malus per gli stranieri che non conoscono la lingua italiana al fine di rendere meno conflittuale la convivenza nei condomini;
- dobbiamo essere più celeri nella manutenzione degli alloggi, affinché tornino nella disponibilità di chi ne ha diritto;
- dobbiamo mettere al centro della gestione del patrimonio Erp i comuni, superando molte pessime gestioni degli ultimi decenni.
Se il centrodestra vuole continuare ad essere credibile in futuro, lo può fare solo agendo nel solco di quel programma presentato agli elettori e quindi portando avanti le misure richiamate con coerenza, coraggio e responsabilità.
Venendo ai 2.500 emendamenti che abbiamo presentato e che hanno bloccato l’approvazione della legge regionale voluta dal presidente Giani e dal Pd, voglio essere molto franco e sfido chiunque a smentirmi. Sappiamo che la sentenza della Corte costituzionale fa giurisprudenza ma questo non significa che la Regione Toscana sia obbligata a modificare urgentemente la sua norma, non significa che in assenza di una nuova norma regionale i comuni non possano approvare bandi e graduatorie e soprattutto non significa che la Toscana debba intervenire malamente sul proprio ordinamento, trasformando la norma sull’edilizia residenziale pubblica in una bomba sociale.
Noi chiediamo che, nell’ipotesi in cui si metta mano alla norma regionale lo si faccia, dunque, in modo serio, una volta per tutte e senza trasformare i prossimi bandi di edilizia pubblica in un assalto alla diligenza. A tal proposito è utile ricordare che la sentenza della Corte ritiene irragionevole la richiesta di una residenza ultraquinquennale, ma con i nostri tecnici abbiamo valutato che un’anzianità di residenza minima debba essere mantenuta per evitare comportamenti elusivi, collegati all’eventuale stanziamento nella Regione al solo fine di presentare la domanda di assegnazione dell’alloggio. I nostri emendamenti danno risposta a tutti gli argomenti fin qui evidenziati e se la sinistra non vorrà entrare nel merito di questi temi con noi, siamo pronti a tornare sulle barricate a settembre.
Venendo al centrodestra, io credo che su questa partita, si possa recuperare l'unità, stando nel merito delle questioni e lavorando insieme per migliorare un testo di legge pericoloso per i toscani e che agevola i furbetti.
*consigliere regionale Lega
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