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Più contagi, tre regioni a rischio: c'è anche la Toscana, ma l'Italia resta bianca

Ilaria Bonuccelli
Più contagi, tre regioni a rischio: c'è anche la Toscana, ma l'Italia resta bianca

Il rapporto dell'Istituto superiore di sanità: Toscana, Puglia e Sicilia hanno i dati peggiori, ma l'occupazione dei posti letto negli ospedali è ancora bassa. Solo la Sardegna vicina al limite per la zona gialla

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Aumenta l’infezione. Aumentano i contagi, aumentano i ricoveri anche nelle terapie intensive. Non sono picchi – segnala l’Istituto superiore di Sanità – nella relazione settimanale. Ma sono campanelli d’allarme. La pandemia non si ferma, malgrado i vaccini. E in tre regioni si diffonde più che altrove: Sicilia, Toscana e Puglia vengono classificate come zone «a rischio moderato con alta probabilità di progressione», mentre tutto il resto d’Italia resta classificato come zona a rischio “moderato” dal punto di vista della diffusione dell’infezione. Con Lazio e le Province speciali di Trento e Bolzano che restano a “basso rischio”.

L’epidemia avanza

«L’incidenza settimanale (dei contagi) a livello nazionale evidenzia un ulteriore leggero aumento dei casi diagnosticati – scrive l’Istituto superiore di Sanità – e si mantiene sopra la soglia di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti (la soglia di sicurezza, ndr). L’attuale impatto del Covid 19 sui servizi ospedalieri è limitato, ma i tassi di occupazione e il numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sono in aumento». Infatti fra il 3 e l’11 agosto, il tassodi occupazione dei posti letto in terapia intensiva sale al 4% ( i 258 ricoveri in Italia sono diventati 322). Ancora più evidente è l’aumento dei ricoveri nei reparti “ordinari” che in una settimana arriva al 5%: i pazienti, infatti, sono passati da 2.196 a 2.880. E questo nonostante le vaccinazioni non si siano mai interrotte.

variante delta

Le vaccinazioni sono servite a limitare i casi gravi, i decessi e anche a contenere l’infezione. Ma non a fermare la pandemia. Perché la variante Delta – ammette l’Istituto superiore di Sanità – che oggi è «dominante nell’Unione Europea, è associata a un aumento di casi anche in Paesi con alta copertura vaccinale. Tuttavia una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire recrudescenze di circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità». Da qui l’invito a «realizzare un capillare tracciamento dei casi, rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale». Che non si diffonde ovunque nello stesso modo.

DIVIETI IN SICILIA

I dati ci dicono che Puglia, Toscana e Sicilia sono le regioni più in affanno in questo momento. Tanto che il presidente della Sicilia ha adottato un’ordinanza straordinaria per la settimana di Ferragosto. Da oggi al 23 in Sicilia scattano questi obblighi: ricognizione della popolazione non vaccinata; sedi fisse di vaccinazione nei Comuni con meno del 60% di vaccinati: uso della mascherina all’aperto in luoghi affollati; green pass per accedere agli uffici pubblici; tampone per partecipare a cerimonie se non si è completato il ciclo vaccinale; tampone per chi arriva dagli Usa.

REGIONI A RISCHIO

Nessun provvedimento del genere, è previsto, ad esempio, in Toscana o Puglia, anche se già segnalate come regioni ad alta probabilità di progressione del contagio. E neppure in Sardegna, la Regione con il tasso più alto in Italia di occupazione di posti letto di terapia intensiva: 11,6% contro il 3,4% della media nazionale (la Toscana ha il 5,3%, la Sicilia il 6% e l’Emilia Romagna, altra regione ad alta vocazione turistica, “solo” il 4,1%).

Spetta, comunque, alla Sicilia il primato di occupazione dei posti letto dell’area medica: il 14,1%, il doppio della Sardegna e quasi un terzo di quello della Toscana che è identico alla media nazionale: 5,2%. A far restare fuori dalla zona di pericolo l’Emilia Romagna, è il tasso di positività (casi per 100mila abitanti): 2,4%,percentuale più bassa perfino della media nazionale che nell’ultima settimana si è attestata al 2,8%. Invece il Toscana è al 4,9%, in Sicilia al 5,97% e il Sardegna al 5.3%.

«vaccinatevi»

È in questo quadro che arriva l’appello dei chirurghi «preoccupati che una recrudescenza della pandemia possa riportarci alla situazione dei quei mesi che speriamo passati. Non esistono solo pazienti positivi; esistono pazienti cronici, acuti, fragili, ai quali la pandemia ha tolto risorse e possibilità. Esistono pazienti neoplastici (malati di tumore) per i quali la continuità delle cure e una diagnosi precoce corrisponde in maniera direttamente proporzionale a migliori possibilità di guarigione, di sopravvivenza e qualità di vita. La vaccinazione può aiutare a ridurre la pressione sui sistemi sanitari di tutto il mondo, compreso il nostro, evitando di ricorrere nuovamente a misure drastiche di ridimensionamento».

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