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Scuola, l'ira dei presidi toscani: le Asl ci mandino le liste dei non vaccinati o non possiamo controllare

Matteo Scardigli
Scuola, l'ira dei presidi toscani: le Asl ci mandino le liste dei non vaccinati o non possiamo controllare

Artini, presidente dei dirigenti scolastici, sollecita un sistema per i controlli. «Dovremmo comportarci come per gli alunni non a posto coi vaccini obbligatori» 

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Sollecita le Asl a inviare la lista del personale non vaccinato, per agevolare i controlli. È anche d’accordo sulle “sanzioni” per chi a scuola si presenta senza green pass, a patto che siano blande. Ma sulla necessità che professori, impiegati, personale tecnico di vario livello sia monitorato dal punto di vista della pandemia Alessandro Artini, presidente dell’associazione nazionale dei presidi non ha alcun dubbio, anche se questo significa contestare la linea dei sindacati della scuola. Meno che mai, nutre dubbi ora.

Scatta domani, infatti, il conto alla rovescia per definire l’obbligo della Certificazione verde Covid-19 per il personale scolastico. Governo e ministero avranno poco più di due settimane per mettere nero su bianco le regole e soprattutto il sistema delle sanzioni che i dirigenti, dal 1° settembre, dovranno applicare nei confronti di insegnanti e collaboratori non vaccinati; così come le sanzioni che i dirigenti subiranno in caso di mancati controlli.

Professor Artini, ritiene necessario il green pass per il personale scolastico?

«I dirigenti scolastici che io rappresento sono a favore perché il green pass è uno strumento di difesa collettiva per il personale scolastico stesso, che in questo modo si esporrebbe in misura minore al rischio di contagio. Poi c’è un obbligo, seppure indiretto, e quindi è normale che ci siano anche le sanzioni se l’obbligo non viene rispettato. Da questo punto di vista accolgo, seppur con una certa riluttanza, anche l’istituzione delle sanzioni per chi non fa rispettare l’obbligo di presentarsi con il green pass a scuola»

I sindacati della scuola però si oppongono al green pass obbligatorio per il personale scolastico.

«Nessun sindacato, in realtà, sostiene i no-vax: si sta portando avanti, con lievi differenze, una resistenza” al green pass contestando l’obbligo indiretto alla vaccinazione e le sanzioni per i docenti (sospensione senza stipendio e trattenute dal quinto giorno di assenza non giustificata), così come l’obbligo per i dirigenti ad applicare le sanzioni a chi non si presenta a scuola con il certificato verde. L’intenzione è di aprire un contenzioso e andare di fronte ai giudici, forse addirittura alla Corte Costituzionale. Questi sindacati, però, stanno ascoltando la voce della minoranza che protesta, più forte della maggioranza silenziosa. In questo modo puntano sulle iscrizioni dei docenti che non vogliono il green pass, ma non rispettano i lavoratori della scuola: è una contraddizione».

E i dirigenti scolastici come intendono comportarsi?

«I dirigenti non ambiscono certo a diventare dei vigili urbani. Dovranno sanzionare i lavoratori che si presentano senza green pass o senza tampone, ma dovranno vigilare anche su fornitori e genitori che frequentano – anche se raramente – la scuola. Il che vuol dire lavoro di “contabilità” in più (per esempio per controllare il rinnovo delle certificazioni scadute), che tuttavia deve essere svolto per senso civico e del dovere. Data la complessità del controllo ritengo quindi che le sanzioni debbano essere blande e miti. Governo e ministero dell’Istruzione devono poi indicare chi dovrà riscuotere le sanzioni – e non dovrà essere compito dei dirigenti – e inoltre favorire il controllo».

Come pensa che si possa favorire il controllo?

«Come succede per gli alunni che non sono in regola con i 10 vaccini già obbligatori: le Asl comunicano i nominativi alle scuole, che poi devono verificare l’andamento della situazione con i genitori. Allo stesso modo le Asl dovrebbero fare altrettanto con il personale scolastico non vaccinato, mettendo le proprie banche dati a disposizione dei dirigenti. Insomma ci dovrebbero mandare i nomi del personale non vaccinato. Per effettuare tutte queste operazioni serve poi un aumento di personale nelle scuole. Abbiamo presentato questi suggerimenti a livello nazionale e locale: al ministero e all’ufficio scolastico regionale. Confidiamo che il ministero si regoli in tal senso. Sembra che l’obbligo parta già dal 1° settembre, ma le modalità attuative sono ancora da definire. Questo vuol dire che abbiamo a disposizione ancora un paio di settimane perché venga chiarito ogni aspetto».

Docenti e studenti come si comportano?

«Gli stessi docenti, che in molti casi sono anche genitori, mi raccontano che i loro figli vogliono tutti vaccinarsi per continuare ad avere una vita sociale nei luoghi di ritrovo. È l’effetto positivo generato dal sistema delle “spinte gentili” all’americana: questi incentivi funzionano e ridurranno il rischio, e questo vale anche per la scuola. La didattica a distanza è stata contestata anche se ha funzionato. Se non si vuole tornare alle lezioni da casa, con il computer, non ci sono altre strategie».

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