Il Tirreno

Toscana

«Scrivete a mano». L’appello per il rito ormai dimenticato

Francesca Ferri
L’indirizzo a cui vanno spedite le lettere a mano (in un’elegante calligrafia)
◗
L’indirizzo a cui vanno spedite le lettere a mano (in un’elegante calligrafia)

L'iniziativa di un'associazione maremmana per la promozione della calligrafia

3 MINUTI DI LETTURA





Sembrano spedite da un’epoca lontana, avvolte nella loro aurea elegantissima. Parole che danzano sulla carta, frutto della maestria di una mano, ma anche cariche della personalità di chi le ha vergate, in altrettanto raffinate buste di filigrana, rilegate o decorate con motivi floreali. C’è chi sceglie un elegante corsivo che pare ondeggiare al vento, chi impagina un carattere medievale tanto severo quanto affascinante, chi propone uno stampatello sorprendentemente impeccabile e chi, semplicemente, impugna una penna e la lascia scorrere. Perché il bello di scrivere a mano è lasciare sul foglio qualcosa di noi, trasmettere un’emozione, dar vita a una piccola opera d’arte.

Ne sanno qualcosa gli appassionati che quest’estate stanno partecipando all’iniziativa “Scriveteci una lettera”, dell’associazione Il Calamo di Grosseto.

Prima e unica associazione calligrafica in Toscana, nata nel maggio del 2006, per i suoi 15 anni Il Calamo ha lanciato la sfida: bandite le email, esclusi i WhatsApp, categoricamente vietati i vocali, l’associazione invita a concedersi il lusso di una vera lettera, di carta e inchiostro, con la sua busta, il suo francobollo comprato dal tabaccaio, il suo lungo viaggio per posta, di mano in mano, fino alla cassetta delle lettere.

Perché tanta fatica e tanto tempo quando basta un clic? Proprio per concedersi del tempo in più, per cullare il nostro messaggio, per impegnarsi a farlo bello, per regalarci un’emozione ormai in via d’estinzione: la trepidazione dell’attesa. Perché una lettera scritta a mano è una lettera scritta a mano, e non l’impulso elettrico di una macchina.

Corsivo inglese, cancelleresca, rotonda, gotica texture, spencerian e duntonian: be’, non serve arrivare a cotante vette di bella scrittura.

«Il nostro è un invito alla scrittura nella maniera classica: carta, penna, busta e francobollo – spiega il presidente del Calamo Ettore De Tora – Raccontateci qualcosa di voi e del rapporto con questi strumenti e modalità di scrittura, ormai desueti, fateci domande sulle nostre attività e cercheremo di rispondervi con la stessa modalità. L’invito è rivolto a tutti, non solo a coloro che hanno i capelli bianchi e dimestichezza con questa modalità di comunicazione, ma soprattutto ai giovani, esperti di email, internet e social, che probabilmente non hanno mai inviato lettere, né provato l’emozione di riceverne una».

L’iniziativa è partita a maggio e c’è tempo fino al 15 agosto per imbucare la propria lettera. Inizialmente il termine era il 30 giugno, ma è stato necessario posticiparlo. Inutile negarlo: in un’epoca in cui pressoché tutti, a tutte le età, passano la giornata a scriversi sul cellulare, le cassette postali languono, compresa quella del Calamo. Poco più di una dozzina le lettere arrivate nelle prime settimane, una ventina ad oggi. E tuttavia, va detto, i novelli amanuensi hanno incontrato anche le loro belle difficoltà.

«Diverse persone mi hanno detto di non aver trovato i francobolli dai tabaccai – spiega De Tora –. Perfino a Napoli. Lì bisogna recarsi a uno sportello filatelico delle Poste centrali, previo appuntamento. A Grosseto, invece, una tabaccaia si è fatta lasciare i soldi e ha promesso di pensare lei alla spedizione il giorno seguente. Non tengono più i francobolli e vanno di volta in volta alla Posta». Inutile nascondere anche che l’età media dei mittenti è molto avanzata. «Sotto i 40 anni, purtroppo, quasi nessuno – dice ancora De Tora – ma non diamoci per vinti». Tra le lettere più interessanti, anche un vero e proprio gioiello, una meravigliosa lettera del maestro calligrafo Ernesto Casciato, autore di una recentissima pubblicazione sulla calligrafia. Fra tutte le lettere ricevute, le più interessanti saranno esposte in una mostra che il Calamo allestirà in autunno al dopolavoro ferroviario di Grosseto, che ospita l’associazione fin dalla sua costituzione. Entro il 15 settembre saranno selezionate le più curate. Gli autori delle prime tre riceveranno in premio un’elegante penna Pelikan offerta da Antonio Cocchia, storica gioielleria grossetana. I successivi cinque potranno seguire gratis un corso di calligrafia (non appena si potrà fare in presenza).

Le lettere vanno spedite entro il 15 agosto a: Associazione Il Calamo, via Madagascar 55, 58100 Grosseto. Info 329 2904359, 346 2112167, 348 0802399.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.40306160:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2021/05/23/news/il-calamo-compie-15-anni-e-invita-a-scrivere-lettere-1.40306160]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web