Gioco
Lungo il Serchio come nel Klondike a setacciare l’oro
È lungo i corsi d’acqua della Valle del Serchio e della Lima il piccolo “Eldorado”, il mitico “Klondike” della Lucchesia che attira i frequentatori del Parco del Levigliese, in grado di fornire guide per escursioni alla ricerca dell’oro. Un gioco, un divertimento, ma come spiega Carlo Giannelli, guida ambientale e gestore del Parco, è davvero possibile trovare qualche pagliuzza del prezioso metallo setacciando i letti di fiumi e torrenti con gli strumenti giusti. E una buona dose di pazienza. Tanto basta perché nella Valle aumenti di continuo il numero di coloro che vogliono provare l’emozione di trovare, se non pepite, almeno qualche frammento. Del resto non è da oggi che si cerca l’oro in queste zone. Pare proprio che non sia infatti una leggenda la fama di Montefegatesi come area più ricca di oro. Ci sono testi autorevoli che parlano di “vene aurifere” in questa frazione montana del Comune di Bagni di Lucca, quasi a mille metri di altezza. Tra questi, il lavoro di John Bowring riportato dalla Statistica degli Stati Pontifici nel 1838, che parla delle miniere della Lucchesia indicando «piccole quantità d’oro e argento a Montefegatesi». Notizia ripresa nel 1844 da Francesco Garello che si sofferma anche su vani tentativi di sfruttare questi giacimenti. In parecchi ci hanno provato, senza successo, arrampicandosi fino agli 842 metri del paese più alto della Controneria, nei rilievi che coronano Bagni di Lucca e la Val di Lima.
A spiegare come stanno davvero le cose, oggi, è Giannelli, 56 anni, livornese, che ha scelto più di dieci anni fa di abitare a Bagni di Lucca proprio perché affascinato dalla natura e dalle risorse dei luoghi, dove ha realizzato un parco per gli amanti del verde che, grazie anche ai giochi, è una grande attrazione per piccoli e grandi. «Il tratto che va da Gallicano alla Grotta del Vento – dice – fino al monte Forato è chiamato “la via del ferro”. Il nome deriva dal fatto che qui sono state impiantate ferriere già dall’anno 1000. Anche dove ora c’è l’ingresso del Parco del Levigliese un tempo c’era una miniera, per l’esattezza una ferriera, dove veniva pure fuso il ferro. Nella zona esistevano diverse miniere, di epoca romana e più recenti. Quelle romane si riconoscono perché erano più basse: a quel tempo la gente moriva presto e dentro la miniera facevano lavorare i ragazzini. Quelle di costruzione più recente erano più alte. Le persone che ci lavoravano erano adulte».
Secondo Giannelli in queste miniere, quelle della zona di Gallicano e Fabbriche di Vergemoli, si trovava più pirite che oro. «Era un falso oro, chiamato anche oro degli stolti. Si trattava più di argento che di oro. L’oro vero si trovava però nella zona di Ponte a Gaio, all’Orrido di Botri, nel comune di Bagni di Lucca. I primi fiorini lucchesi furono ad esempio coniati con l’oro di Ponte a Gaio».
Altre miniere si trovavano a Monti di Villa e anche a Granaiola, sempre nel comune di Bagni di Lucca. «Nel 2019 l’Enel abbassò di circa 25 metri il livello della diga in località Trombacco (comune di Gallicano) per effettuare una manutenzione – prosegue Giannelli – scoprii che nel letto del torrente era possibile trovare tracce di oro grazie all’aiuto di due geologhe, Anna Ruggeri e Wanessa Lima, che, come me, amano i fiumi e la natura. Loro mi dissero che questa è una zona carsica. Il ritrovamento dell’oro è possibile in base al ritmo delle correnti e del movimento dell’acqua, non è un fenomeno che si presenta spesso. Tuttavia cominciammo la ricerca con le paiole, gli strumenti per i cercatori d’oro. Occorre tempo e pazienza, ma qualche pagliuzzetta viene fuori. L’oro va sul fondo e si crea un limo molto scuro».
Nacque così l’idea di formare piccoli gruppi, squadre che vanno alla ricerca dell’oro, oltre che di una natura incontaminata, di rara bellezza, nel vicinissimo Parco del Levigliese. Entusiasti soprattutto i bambini che frequentano l’area del parco, per metà nel comune di Gallicano e per l’altra nel comune di Fabbriche di Vergemoli. «Il punto più proficuo per trovare almeno un grammo d’oro, oggi quotato sui 49 euro, è però il letto del Serchio – conclude Giannelli -. Occorrono tempo e voglia, ma dalla mattina alla sera, con tanta pazienza, qualcosa si può trovare».
Chi vuole provare l’emozione di cercare l’oro nell’Eldorado della Valle del Serchio e della Lima può chiamare Giannelli al numero 345-1526406.
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