Il Tirreno

Toscana

I sindaci toscani trovano un rifugio ai cani sfrattati

Vezio Trifoni
A sinistra il sindaco di Prato Biffoni con uno dei cani ospiti al “Rifugio” di Prato. A destra un meticcio a Ospedaletto (Pisa)
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A sinistra il sindaco di Prato Biffoni con uno dei cani ospiti al “Rifugio” di Prato. A destra un meticcio a Ospedaletto (Pisa)

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Che bella storia da raccontare ai nipotini. Ma è anche una lezione per gli adulti. Volere è potere, sempre. Se possiamo aiutare 71 cani a trovare un rifugio, possiamo farlo anche con le persone: quelle che hanno bisogno, e ce ne sono tante, migranti e non migranti. E dunque da Prato e dai tanti altri comuni toscani che hanno raccolto l’appello del Comune di Molazzana arriva un messaggio di speranza: con il cuore niente è impossibile.

A maggio un canile a Molazzana, comune della Garfagnana, viene chiuso e sequestrato perché abusivo. Il sindaco Andrea Talani ammette di non avere i soldi per ospitarli: «Non possiamo pagare m aiutateci a farli vivere». Sarebbero serviti 120 mila euro, troppi per un piccolo municipio. Così nasce l’idea dell’appello agli altri sindaci della Toscana: adottate Fido. Intanto i cani, dai 61 che erano, sono diventati 71. La bella notizia è che tutti hanno trovato casa.

Riepilogando la vicenda: lo scorso maggio la struttura abusiva adibita a canile, situata nei pressi di un ex capannone, è stata chiusa e sequestrata dall’Asl e dai carabinieri. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta penale e gli animali, dal momento che il proprietario del canile è risultato nullatenente, sono stati affidati al Comune. Il sindaco si è subito attivato per trovare una sistemazione in altri canili, ma ha ricevuto la richiesta di un impegno di spesa per contribuire al mantenimento dei cani. Una somma di 120mila euro l’anno, cifra impossibile da trovare nel piccolo paese. In base alla legge, a ogni modo, quei cani erano residenti a Molazzana e, pertanto, doveva essere il Comune a provvedere a loro. «Insieme al direttore di Anci Toscana Simone Gheri - spiega Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana – abbiamo scritto a tutti i sindaci dei capoluoghi della Toscana per sensibilizzarli in modo che ciascuno comune potesse accogliere almeno tre o quattro bestiole nei propri ricoveri per salvare gli animali e dare una mano al piccolo paese della nostra regione».

Il Comune di Prato ha accolto dieci cani al canile "Il Rifugio", in via del Calice dove, tra l’altro, proprio in questi mesi sono nati altri dieci cuccioli. Morale, i cani ospitati sono diventati 71. Ma sono anche altri i comuni delle province di Pisa, Arezzo, Firenze e Grosseto che hanno risposto subito e hanno accolto nelle loro strutture alcuni dei cani rimasti senza casa a Molazzana. Pisa, per esempio, si è presa cinque cani in custodia, che sono finiti al rifugio “Soffio di vento” di Ospedaletto. Si tratta di due femmine, Kenya e Anuk, e tre maschi, Nairobi, King e Vegas. Tutti meticci, di taglia medio piccola. Al momento sono in osservazione sanitaria e, dopo le cure e le vaccinazioni previste per legge, sarà possibile adottarli. Nel 2020, primo anno del Covid, le adozioni tramite il canile “Soffio di vento” di Ospedaletto, erano state appena 32, mentre dall’inizio di quest’anno sono già 34 e altre tre sono in programma nei prossimi giorni. Al momento si trovano custoditi al canile in totale 40 cani.

Una bella storia che si conclude con la possibilità di avere un rifugio per tutti, a Prato come a Pisa. «Dopo questa brutta notizia e in seguito all'appello di Anci – spiega l'assessora di Prato alla città curata Cristina Sanzò – ci siamo attivati con l'associazione “Qua la Zampa” che gestisce il canile Il Rifugio per capire se c’era la possibilità di dare il nostro contributo. Così, dieci cani di Molazzana sono arrivati a Prato e affidati alle cure e all’affetto degli addetti e di tanti volontari che prestano la loro opera nella struttura al Calice. Ci auguriamo che questa non sia la sistemazione definitiva per loro, ma che presto possano avere una casa, grazie alla solidarietà dei pratesi». «Abbiamo ritenuto bello e importante – le fa eco l’assessore all’ambiente con delega anche alla protezione e benessere degli animali, Filippo Bedini – aderire all’appello del sindaco di Molazzana e ospitare nel nostro canile cinque dei cani oggetto del sequestro». «Il nostro obbiettivo è che un cane adottato non rientri mai più in un canile – spiegano dal “Rifugio" di Prato quelli dell’associazione “Qua la zampa” – non potevamo dire di no a ricevere dieci cani che si sono trovati senza casa».Pongo e Peggy nel film della Walt Disney sono i due cani che fanno incontrare Rudy e Anita e il finale, quando la porta di casa viene aperta per lasciare spazio ai 99 cuccioli e ai due “genitori adottivi”, somiglia un po’ alla vicenda dei cani di Molazzana. RIPRODUZIONE RISERVAT

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