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Green pass, in caso di falso paga solo il cliente

Donatella Di Nitto
Green pass, in caso di falso paga solo il cliente

I chiarimenti sul controllo dei certificati verdi in bar e ristoranti: gli esercenti devono controllare i green pass e possono chiedere i documenti in caso di "palesi violazioni"

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ROMA. I gestori dei locali al chiuso avranno l’obbligo di controllare il Green pass, ma non gli è dovuto l’accertamento della corrispondenza con l’identità del cliente, che spetterà alle forze dell’ordine, tranne nel caso in cui ci sia «una palese difformità o incongruenza» tra la persona e i dati riportati sul certificato verde. Lo stesso varrà per concerti, partite di calcio o eventi che prevedono la presenza di uno steward. In attesa della circolare del Viminale, si mette la parola fine alla polemica innescata dopo che il governo ha reso obbligatorio il green pass per l’ingresso in bar, ristoranti e locali senza posti a sedere all’aperto.

Chiedere i documenti non viola la privacy

Si specifica così, facendo chiarezza, la norma contenuta nel Dpcm del 17 giugno 2021 che affidava la verifica dei documenti di identità «a soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi» e al «proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività». Norma che, conferma lo stesso Garante sulla privacy, autorizza gli esercenti a richiedere il documento di identità, ma nello stesso tempo non obbliga il cliente a mostrarlo.

Verifiche a campione, multe a chi fa il furbo

Il controllo dei documenti spetterà infatti alla polizia, che agirà a campione – come anticipato dal ministro Lamorgese – con la specifica che in caso di Green pass falsi, il gestore del locale non avrà alcuna responsabilità o ammenda, mentre a farne le spese sarà il cliente con una multa da 400 a 1000 euro. Se invece dopo l’accertamento delle forze dell’ordine si riscontreranno clienti, seduti al tavolo e al chiuso, sprovvisti di certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione, o l’essere guariti dal Covid entro i sei mesi o l’esito negativo di un tampone entro le 48 ore, scatterà la sanzione per entrambi.

Stretta su controlli nelle zone della movida

I controlli sul Green pass saranno, infine, per questo finale di stagione estiva, mirati nelle zone più affollate dai turisti e più a rischio movida. Sarà compito dei prefetti e degli enti locali organizzare i servizi delle forze dell’ordine sul territorio ponendo l’attenzione su località come Rimini e Ostia, per fare qualche esempio.

Salvini polemizza ancora col governo

Intanto non si placa la polemica politica. Matteo Salvini continua ad attaccare l’operato del titolare del Viminale: «Il ministro dell’Interno dovrebbe garantire la sicurezza in tutto il paese. Ovviamente non puoi trasformare baristi, camerieri e pizzaioli in bersaglieri o carabinieri. Facesse meglio il suo lavoro, sarebbe meglio per tutti». Il leader della Lega non contesta quindi lo strumento – votato dai suoi ministri – ma tenta di cavalcare il malcontento: «Per andare a mangiare una pizza bisogna avere il Green pass mentre per sbarcare non c’è nessun limite». Non è d’accordo, ovviamente, Enrico Letta, che invece plaude ai cittadini che hanno «dimostrato che siamo in grado di vivere col Green pass. Abbiamo capito che siamo tutti in grado di scaricarlo, di vivere esibendolo, di organizzare qualsiasi manifestazione».
 

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