La manifestazione
Olimpiadi, quaranta modi di essere l’Italia
Malagò: multietnici e bravissimi, un record che durerà per tanti anni. Jacobs porta il tricolore nella cerimonia di chiusura. Ora tocca a Parigi
TOKYO. L’Italia Team «ha reso felice il Paese». Sono i numeri a riempire di orgoglio Giovanni Malagò. Record di 40 medaglie totali (10-10-20), almeno una al giorno. Non era mai successo. «Un primato che potrà solo essere eguagliato», sottolinea. Ma nella spedizione che ha scritto la storia a Tokyo c’è molto di più. Un’Italia «multietnica e super integrata», dice il presidente del Coni. In Giappone infatti sono arrivati atleti in rappresentanza di tutte le regioni italiane nati in tutti e cinque i continenti.
In pochi credevano a un risultato del genere, tranne Malagò. «Ero convinto che saremmo arrivati a 39 per una mia filosofia di vita cui spesso faccio riferimento, moltiplicando tutto per 13 – rivela – ma ero certamente sicuro che avremmo migliorato la nostra tradizione, l’ho sempre detto».
CREDIBILITÀ ED EVENTI
Risultati che hanno portato la credibilità dell’Italia «ai massimi livelli» e che hanno «posto le basi per ospitare grandi eventi sportivi nel nostro Paese». Risultati che, a dire del presidente del Coni, possono anche essere ripetibili a Parigi. La condizione indispensabile però è una: «Dobbiamo occuparci di sport e solo di sport. Non possiamo permetterci di perdere energie e giornate come abbiamo fatto negli ultimi anni perché non è giusto». Il riferimento è all’infinita querelle per la riforma. Ma questo è solo un giorno di festa, poi al ritorno ci sarà tempo per incontri e richieste.
IUS SOLI SPORTIVO
«Il Coni deve essere più centrale nella vita istituzionale del Paese», dichiara Malagò prima di puntualizzare ancora una volta la sua posizione sullo Ius soli sportivo. «In Italia c’è una legge. Ma se tu aspetti i 18 anni per fare la pratica rischi di perdere la persona, allora farò una proposta: anticipare l’iter burocratico che è infernale», dice. Altrimenti il rischio è che o l’atleta «smetta, o si tesseri con il paese di origine».
DA MATTARELLA
Intanto l’appuntamento è già per il 23 settembre al Quirinale per la riconsegna della bandiera al presidente Mattarella. Successivamente ci potrebbe essere anche un incontro con il premier Draghi per una sorta di “Olimpic day” sulla scia di quello della nazionale di calcio trionfatrice agli Europei.
LA PALLA A PARIGI
Si spegne la torcia olimpica, cala il sipario sui Giochi di Tokyo, appuntamento a Parigi 2024. La cerimonia di chiusura ha visto sfilare i portabandiera designati di tutti e 205 i Paesi partecipanti, i quali si sono tutti posizionati in cerchio. Per l’Italia, ovviamente, c’era Marcell Jacobs. «È stata una grandissima emozione, l’ennesima di questa estate favolosa».
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