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Tuti va al campus di Casa Pound: bufera politica sul terrorista empolese
In semilibertà fa infuriare i parlamentari Pd: «Ha ucciso in nome dell’ideologia fascista»
La risposta arriva per messaggio. «La dirigenza del movimento ha deciso di non rilasciare dichiarazioni». Il movimento è Blocco studentesco, associazione giovanile di Casa Pound. La dirigenza non vuole spiegare che cosa ci facesse a metà luglio Mario Tuti, il terrorista, la primula nera, l’assassino di poliziotti, pluriergastolano, al loro campo estivo.
Forse una risposta la daranno le ministre dell’Interno Luciana Lamorgese e della Giustizia Marta Cartabia alle quali è già stata presentata un’interrogazione (con risposta in commissione) da tutti i parlamentari toscani del Pd. Il deputato Luca Sani, chiede spiegazioni per una vicenda che ritiene «inammissibile». Una su tutte: come sia possibile che un detenuto in semi-libertà possa partecipare al raduno di un’associazione di chiara ispirazione fascista, in violazione di tutte le leggi che vietano la ricostituzione del partito fascista e l’apologia di fascismo. Nell’interrogazione parlamentare – sottoscritta anche da Susanna Cenni, Andrea Romano, Rosa Maria Di Giorgi, Lucia Ciampi, Laura Cantini, Filippo Sensi e Stefano Ceccanti e che al Senato è stata riproposta da Dario Parrini – si sottolinea il pericolo che «un detenuto che ha ucciso in nome dell’ideologia fascista possa influenzare pericolosamente i giovani (universitari) e i giovanissimi studenti (delle superiori) che sembrano rispecchiarsi in tali ideologie».
Mario Tuti, geometra empolese, fondatore di Fronte Nazionale Rivoluzionario, movimento di lotta armata ispirato alla repubblica sociale di Salò (fascistissima), la sera del 24 gennaio 1975, durante una perquisizione domiciliare, a Empoli, ammazza due agenti di polizia e ne ferisce in modo grave un terzo. Una tragedia mai superata per la città. Tanto che la sindaca Brenda Barnini sollecita un intervento della prefetta di Firenze, Alessandra Guidi. Neppure l’arresto di Tuti, dopo pochi mesi di latitanza, cicatrizza la ferita di Empoli. Né ferma la sua carriera criminale: commetterà un altro omicidio in carcere e sarà fra i protagonisti della rivolta del carcere di Porto Azzurro. Nel 2004, comunque, ottiene la semi-libertà. E da allora di frequente viene intercettato in situazioni legate alla destra estrema. Il 28 novembre 2018 a Lucca, Tuti si fa fotografare (in un garage) con un gruppo di ragazzi che vengono indagati per un’adunata nazi-fascista in Brancoleria. L’addestramento in divisa da SS degli amici camerati toscani (e lombardi) nel giorno di Befana lungo la linea gotica sopra le colline di Lucca non passa inosservata. Anche perché i ragazzi ritratti con Tuti sono gli stessi che il 27 gennaio 2019, giorno della Memoria, organizzano un raduno nazista sull’Appenino emiliano a Cà di Berna, località di Lizzano in Belvedere, nel Bolognese, sede di un eccidio (impunito) il 27 settembre 1944.
Ora c’è la partecipazione al campo estivo. Il referente toscano di Blocco studentesco garantisce che l’evento (16,17,18 luglio) non si è tenuto a Siena e neppure in Toscana. Anche se le foto del campo vengono rilanciate su Twitter dalla sezione di Siena di Blocco studentesco. Però il direttivo non specifica dove sia tenuto. Ma Tuti c’era. Quanto ci è rimasto? Chi lo ha invitato e perché? Nessuno parla. Ma il terrorista c’era, perché con Blocco studentesco ha contatti. Dalla destra estrema non si è mai dissociato. In un’intervista al Corriere, qualche anno fa di sé ha anche detto che non si ritiene una persona malvagia. Fascista, non pentito, ma buono. Se lo dice lui.
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