Italia
Pressione su Stellantis per salvare Gkn: il governo fa sua la richiesta della Fiom
La viceministra Todde ha proposto alla proprietà inglese 13 settimane di cassa integrazione. Ma c’è un piano B
FIRENZE. Intervenga Stellantis per salvare lo stabilimento di Campi Bisenzio che l’azienda inglese ha deciso di chiudere licenziando in tronco i 422 dipendenti. Stellantis è come dire Fiat, l’ex gruppo Agnelli, presieduto da John Elkann. La grande “mamma” sotto la cui costellazione si articola il mondo dell’auto e dell’automotive.
La Fiom Cgil lo ha chiesto a margine del tavolo organizzato dal Mise, il ministero per lo Sviluppo economico, mercoledì a Firenze, alla presenza della viceministra Alessandra Todde. «Non trattiamo sotto il ricatto di un interlocutore che vuol decidere a quale tavolo trattare – hanno commentato il segretario nazionale di Fiom Cgil, Michele De Palma, e il segretario generale Fiom-Cgil di Firenze, Daniele Calosi – . Occorre che il governo coinvolga le aziende per cui Gkn produce, tra cui Stellantis, per salvaguardare i lavoratori di tutta la filiera, in Italia». Ieri il governo Draghi ha raccolto l’assist. «Il governo sta cominciando a valutare di poter fare una forte pressione su Stellantis per mettere alle strette Gkn nel caso in cui non accettasse di accedere alle 13 settimane di cassa integrazione», secondo la proposta Todde. È quanto si apprende da “fonti di governo” che sottolineano come Stellantis sia il primo cliente della multinazionale inglese di cui copre circa l'80% degli ordini.
L'obiettivo dell'azienda che ha avviato le procedure di licenziamento per 422 lavoratori di Campi Bisenzio, sarebbe quello di spostare la produzione sullo stabilimento di Brunico per poi seguire Stellantis in Francia e Polonia. Mercoledì il tavolo del Mise si è concluso con una sospensione e la promessa di una nuova convocazione. La sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessandra Todde ha chiesto a Gkn di procedere con 13 settimane di cassa integrazione per dar tempo al governo di cercare una soluzione. Ora la palla è passata alla multinazionale del fondo Melrose. Se dirà di no alla proposta ponte di Todde, allora il governo si rivolgerà a Stellantis chiedendo di farsi portavoce di una moral suasion, un invito a Gkn affinché riveda le sue posizioni e strategie industriali. Forti del fatto che Stellantis copre l’80% delle forniture di Gkn.
Non è un caso che i lavoratori di Campi Bisenzio abbiano inviato in maniera simbolica un semiasse prodotto nello stabilimento chiuso lo scorso 9 luglio, alla Ferrari di Maranello, fuori da Stellantis ma fiore all’occhiello dell’impero auto presieduto da Elkann. Intanto l’assemblea dei lavoratori e il collettivo Gkn, con l’associazione nazionale partigiani di Firenze, organizzano un corteo per l’11 agosto, giorno in cui si commemora il 77° anniversario della Liberazione del capoluogo toscano dall’occupazione nazifascista. Il corteo sfilerà per le vie della città partendo da piazza della Signoria per arrivare in piazza Santo Spirito. “11 agosto 20.30, di nuovo in piazza #insorgiamo”, è il motto del collettivo di fabbrica. «Non crediamo ci sia nessuna reale apertura da parte di Melrose. Ma solo un tentativo di prendere tempo – scrive il collettivo – di valutare come sottrarsi alla pressione mediatica e gettare gli ingranaggi in una mobilitazione che non accenna a fermare la propria espansione. L’azienda ha ribadito più volte l’irreversibilità della distruzione dello stabilimento. Per questo la mobilitazione non deve rallentare di un millimetro. Il punto rimane il ritiro dei licenziamenti e la continuità produttiva».
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