Proteste
Gkn, primo spiraglio: 13 settimane di "cassa"
Proposta del governo, ora parola all’azienda. Todde: «Milioni di fondi pubblici a Melrose»
È solo un’ipotesi. Ma perlomeno un primo, timidissimo spiraglio di apertura da parte di Melrose Industries c’è stato. Il fondo d’investimento finanziario britannico valuterà la possibilità di far beneficiare di 13 settimane di cassa integrazione(quella introdotta dalla conversione del decreto Sostegni bis) ai 422 lavoratori licenziati con una mail, il 9 luglio. È solo una strategia per prendere tempo, dicono a gran voce i sindacati che non credono in una "redenzione" della società. «Hanno confermato la volontà di distruggere lo stabilimento - spiega Dario Salvetti della Rsu aziendale - e l’hanno fatto con una tattica subdola, constringendoci ad accettare ammortizzatori sociali. Forme di carità, in sostanza». Ma che il fondo proprietario dal 2018 di Gkn, azienda che produce componenti per auto, non abbia intenzione di fare dietrofront non è certo una novità. Intanto, il tavolo convocato per la giornata di ieri dal ministero dello Sviluppo economico - e presieduto dalla viceministra Alessandra Todde -, dopo l’incontro è stato sospeso. E in attesa che Melrose faccia le sue mosse e dichiari le proprie intenzioni sul futuro (a breve termine) di Gkn, i lavoratori continuano la loro lotta. Non si sono mai fermati, da quando la proprietà dello stabilimento di Campi Bisenzio ha annunciato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo dei suoi 422 dipendenti (più l’indotto).
IL TAVOLO
I vertici di Melrose ieri, in prefettura a Firenze, non si sono presentati. Ancora una volta (era già successo il 15 luglio, durante il primo tavolo) hanno preferito restare a distanza, dietro uno schermo. Collegati in videoconferenza, c’erano l’amministratore delegato di Gkn, Andrea Ghezzi, accompagnato dagli avvocati Francesco Rotondi e Alessandro Paone. Prima hanno tagliato corto, sottolineando di non voler tornare indietro. Ma la trattativa non si è fermata. E, alla fine, i rappresentanti italiani di Melrose hanno risposto che sì, avrebbero preso in considerazione la possibilità di usufruire della cassa integrazione crisi. A costo zero per le aziende, per 13 settimane, ma con un obiettivo fondamentale dal punto di vista dei lavoratori: il blocco della procedura di licenziamento.
I FINANZIAMENTI
E c’è un nodo su cui le istituzioni insistono: i finanziamenti pubblici di cui Melrose ha beneficiato negli ultimi anni. «Circa 3 milioni di euro, in totale - sottolinea Todde - di cui circa 140mila in Toscana, mentre gli altri 2,8 milioni di euro a Brunico, in provincia di Bolzano, dove la Gkn ha un altro stabilimento. Se si prendono soldi dallo Stato, si deve poi mantenere un atteggiamento coerente da parte del gruppo. Senza fare scelte unilaterali e coinvolgendo le istituzioni. Ora, attendiamo una risposta da parte dell’azienda. Non ci illudiamo, ma continueremo a lavorare».
LA PROTESTA PACIFICA
I lavoratori, ieri, hanno consegnato dei volantini in diversi angoli di Firenze, poi si sono avvicinati alla prefettura di Firenze, dove era in corso il tavolo, per manifestare. In modo pacifico, hanno fatto sentire la loro voce, cantando quella canzone che, ormai, è il loro grido di battaglia: «Oh sù, caporal, fino a che ce ne sarà. Che fatica che ti chiedo, oggi devi scioperar. Avanti insieme, uniti lì a lottare. Tutta la settimana la passo lì con te. E non c’è resa, non c’è rassegnazione, ma solo tanta rabbia che cresce dentro me». La lotta continua. --
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
