Il dolore
Gino, a 76 anni è quinto al mondo con la racchetta negli Over 75
Il tennista viareggino racconta la sua scalata e come non voglia fermarsi: prossima tappa internazionale i mondiali supersenior di Palma di Maiorca
Non rientra nella nouvelle vague del tennis italiano solo per una questione d’età, mica di livello. Perché come Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego o gli ancor più giovani Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, Gino Cerri vince partite e tornei. Si diverte ancora un mondo a farlo, e chissenefrega se gli anni sono 76, compiuti a marzo. Eccolo, il fattore determinante del suo successo, lo ammette lui stesso, a dispetto del tempo che passa e che schiaffeggia come le palline spedite nell’altra metà del campo, tramutate spesse volte in punto. Di Berrettini e gli altri “fratelli d’Italia” Cerri potrebbe essere il nonno. Con un po’ di azzardo e precocità d’azione, persino bis. A differenza loro, la scalata alle vette massime della classifica mondiale non è un obiettivo, figurarsi un ossessione, ma una conseguenza.
All’indomani dell’affermazione nel torneo internazionale di Umago, in Croazia, un mese e mezzo fa, è salito al quinto posto nel ranking riservato agli Over 75 con 2675 punti, piazzamento condiviso con un australiano che di nome fa Alan Walsh, due anni più grande. O longevo, giusto per tracciare i confini del contesto anagrafico senza sminuirne in alcun modo il valore di una carriera sbocciata sì ben oltre la biologica convenzione, ma guai a ridurre il concetto in una parola – “Tardi” – che striderebbe come un gesso sulla lavagna. Cerri ci teneva ad arrivare lassù in cima già da ragazzo, intenzione mandata all’aria da infortuni e problemi fisici sopraggiunti nel momento più sbagliato, quando comunque lo status di giocatore di prima categoria se l’era conquistato sul campo.
Avrebbe messo da parte le ambizioni di classifica, la racchetta però no. Quella non ha mai smesso di impugnarla, quasi fosse il prolungamento del suo braccio, con sotto le scarpe la terra rossa dei campi del Circolo Tennis Viareggio, immerso nella pineta di Ponente, dove dal 23 al 29 agosto si disputerà un torneo riservato ai Senior, occasione per festeggiare i 125 anni dalla nascita del circolo, era il 1896, per volontà di mister Cripps, giunto in città dall’Inghilterra per commerciare marmi. «Qui è dove sono fisicamente», rivendica con orgoglio e pure affetto Cerri, lasciando intendere che calcolare le ore trascorse in campo tra allenamenti e lezioni sarebbe soltanto tempo perso. E lui, di tempo da perdere, non ne ha, né vuole farlo: per restare al top nella sua categoria svolge tre sessioni a settimana, da sommare alle lezioni – è il decano dei maestri del circolo – spesso con i giovani. «È impegnativo, ma ne traggo vantaggio», ammette pensando ai benefici di quello sforzo supplementare quando invece durante i tornei gli avversari sono coetanei, o quasi. Solo nel 2021 Cerri si è aggiudicato tre titoli individuali: Alassio (ad aprile), Milano Marittima (maggio) e Umago (giugno). In Croazia, la finale con Massimo Montemezzi – con cui la settimana seguente avrebbe contribuito alla conquista dello scudetto a squadre del Ct Lucca – è durata tre ore circa, vinta proprio da Cerri. La stranezza, in quel caso, non riguarda tanto il verdetto quanto l’estensione temporale. «Sono abituato a praticare un gioco veloce, che dura non più di tre-quattro scambi: cerco di prevedere e anticipare le mosse dell’avversario». Non che difetti di preparazione fisica, anzi. Per «prevenire gli acciacchi» si concede persino qualche giro in bici sulle colline versiliesi. I benefici, è evidente, sono pure per l’anima. Come l’idea, portata avanti senza titubanze né preoccupazioni, di continuare a girare l’Italia e l’Europa – pandemia permettendo – a disputar tornei e spesso a vincerli: la corrispondenza è stretta, dato che Cerri non perde una partita ufficiale nel circuito internazionale da undici mesi. «Se succede, mi arrabbio», racconta scherzando giusto un po’. Eccezioni, rare, alla regola. «Quando sono in campo mi diverto, è la passione che mi spinge a proseguire», dice. E a cimentarsi ogni volta in una sfida nuova. La prossima, i Mondiali Supersenior di Palma di Maiorca, in Spagna, dal 10 al 15 ottobre. Schiaffeggiando ancora la pallina col prolungamento del suo braccio e il tempo che passa per tutti, ma per lui proprio no. —
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