Il dolore
Figlio del vento e... suo. La mamma di Jacobs: «Ci ho sempre creduto, ora può battere Bolt»
Viviana Masini: «Gli ho fatto anche da padre. La vittoria? Mi sono rovesciata addosso una bottiglia di vino...»
«Era settembre, Marcell ha preso in braccio Meghan, che era appena nata, e l’ho visto diverso. Mio figlio era cambiato. Siamo partiti tutti insieme – io, i due fratelli minori, la compagna Nicole con i tre bimbi, per Tenerife – e le mie sensazioni si sono rafforzate. Si allenava e capivo che potevano arrivare a grandi traguardi».
Viviana Masini, 45 anni, è la mamma del neo campione olimpico Marcell Jacobs.
Signora Masini, il cambiamento verso il successo di Marcell è iniziato quindi un anno fa?
«Sì, con una nuova consapevolezza, una maggiore maturità, l’amore della famiglia. È nato quando io avevo 18 anni e il padre (un ex militare Usa di stanza a Vicenza, ndr) 20, poi è cresciuto senza. Gli ho fatto da papà e da mamma. Ha superato tante difficoltà e ora si merita tutto» .
Quando ha tagliato il traguardo di Tokyo lei era nel suo albergo di Manerba del Garda, l’Hotel Florence. Cos’ha pensato in quei momenti?
«Mi hanno rovesciato addosso una bottiglia di vino (ride, ndr) . Andava bene, benissimo. Mio figlio aveva appena vinto una medaglia d’oro. Ho pensato che si meritava questa felicità dopo tanti sacrifici. Ha avuto una vita in salita ed è riuscito a raggiungere un sogno. Che è il suo, non il mio. Da piccolo gli dicevo che avrebbe raggiunto Usain Bolt, ce la stiamo facendo».
Ce la può fare? Il record di Bolt è lì, cristallizzato da Berlino 2009, un 9”58 che fa tremare i polsi.
«Domenica ha fatto 9”79 (poi ritoccato in 9”80, ndr) . Sì, ce la può fare, se non quest’anno l’anno prossimo. Avevo buone sensazioni dopo il mese trascorso a Tenerife. In quel periodo sono cambiati i suoi progetti».
Marcell è definitivamente esploso all’inizio dell’anno. Si è migliorato più volte nei 60 indoor fino al trionfo europeo di Torun (Polonia) a marzo, con 6”47. A maggio il sorpasso su Filippo Tortu, con il record italiano di Savona sui 100 metri (9”95) ...
«Non doveva fare gli Europei indoor inizialmente, invece era pronto e li ha affrontati in maniera straordinaria. Non ha potuto gareggiare agli outdoor per un leggero infortunio, da cui si è ripreso in tempi rapidi, fino a correre in 9”95 gli Assoluti di Savona. Alla Diamond League di Monaco si è confrontato con Fred Kerley, che poi ha battuto alle Olimpiadi. E con Akani Simbine, altro finalista domenica. Ha corso in 9”94. Mi aspettavo qualcosa di importante»
Marcell è tesserato dal 2012 per la Virtus Lucca. La società e il Comune vi hanno già contattati, vi vorrebbero a settembre in città.
«Quando Marcell è passato ai cadetti l’Atletica Brescia non aveva il settore maschile. Era il 2012. Il presidente dell’Atletico era amico di Sergio Martinelli, vicepresidente della Virtus, e del figlio Matteo, direttore tecnico della società, che hanno deciso di tesserarlo. Siamo grati a tutti per il supporto dato dalla Virtus. A Lucca Marcell ha trovato una squadra vera che lo ha accolto. Ha potuto allenarsi e gareggiare nei 100 metri, nei 200, nelle staffette, nel lungo. Siamo venuti molte volte per gli allenamenti, le premiazioni, le cene sociali. Considera Lucca la sua seconda casa».
Quindi possiamo pensare di vedere il neo campione olimpico in Toscana a breve?
«Il presidente della Virtus Nando Caturegli e il Comune ci hanno invitato per il 25 settembre all’inaugurazione del nuovo impianto di atletica. Vedremo di esserci. Prima però Marcell deve fare un po’di ferie. Staccare, riposarsi».
Appena tagliato il traguardo Gianmarco Tamberi è corso ad abbracciarlo. È un momento destinato a rimanere iconico nella storia dello sport italiano.
«Marcell seguiva la gara dell’alto prima della finale dei 100. L’ha visto vincere. L’energia che entra in circolo, l’adrenalina... Sicuramente gli hanno fatto bene. È stato un bellissimo abbraccio». —
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