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Gkn, Landini in fabbrica: "Trattamento antisindacale"

Samuele Bartolini
Gkn, Landini in fabbrica: "Trattamento antisindacale"

Lo scontro si fa più duro di giorno in giorno. La proprietà al prefetto: «La fabbrica va liberata, si interrompa l’occupazione»

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«Qui c’è stato comportamento antisindacale e la Fiom di Firenze si appellerà all’articolo 28». Lo dice senza esitare il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, davanti ai lavoratori della Gkn e ai microfoni dei giornalisti. Siamo andati troppo oltre. Lo pensano i lavoratori in presidio, lo pensa il sindacato che, il ripristino delle corrette procedure per la tutela dei lavoratori, lo chiederà direttamente al giudice del lavoro.

La speranza è arrivare al ritiro dei licenziamenti, appellandosi all’articolo 28 dello Statuto ma anche chiedendolo al ministero durante il prossimo incontro già fissato per il 4 agosto.

Il gruppo Melrose, holding di Gkn, del resto aveva già alzato il tiro sostenendo di aver sollecitato più volte il dialogo e di non aver intenzione di revocare i licenziamenti. Anzi, chiede con una lettera di “liberare” lo stabilimento.

In ballo c’è il futuro dei 422 dipendenti della Gkn di Campi Bisenzio e lo scontro sale ancora di livello.

COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

È il segretario della Cgil, Maurizio Landini arrivato a Campo Bisenzio per unirsi all’assemblea dei lavoratori a riferire le prossime mosse della strategia per sciogliere i nodi della vertenza di Gkn: «La Fiom di Firenze ha depositato un articolo 28 proprio perché contestiamo le procedure, il non rispetto degli accordi e della contrattazione nel nostro Paese che questa multinazionale ha fatto».

Ma quali sono i comportamenti che la Fiom fiorentina ritiene antisindacali?

Di fatto il non rispetto dell’iter previsto per le procedure di licenziamento non convocando le rappresentanze sindacali unitarie interne della fabbrica per comunicare la chiusura dello stabilimento e il non rispetto delle norme della contrattazione nazionale né tantomeno degli accordi aziendali. Si gioca sull’interpretazione di leggi e prassi con l’obiettivo di sospendere i licenziamenti.

La replica non si fa attendere: «La pre-condizione negoziale di revoca della procedura di licenziamento per i 422 dipendenti della Gkn – fa sapere Melrose – non può essere accolta, stante la decisione di chiusura assunta»

LA PROPRIETA' DI GKN VUOLE LO SGOMBERO

Ma la comunicazione più scioccante è scritta ed è stata spedita al prefetto di Firenze e al sindacato: «Melrose richiede l’immediata liberazione del sito con interruzione della occupazione in essere e il conseguente ripristino delle condizioni di legalità».

Una richiesta perentoria dell’amministratore delegato di Melrose Industries Andrea Ghezzi, in una mail inviata tramite pec. Il messaggio è chiaro. Dice: basta occupazione, stop alla presenza degli operai in quello che il fondo finanziario inglese considera l’ex sito produttivo fiorentino.

Gli operai della Gkn non ci stanno: non hanno alcune intenzione di interrompere l’occupazione. Unica condizione per farlo: il ritiro dei licenziamenti e la ripartenza della produzione.

È un dialogo tra sordi. «Siamo pronti a riprendere a lavorare anche subito», dice Massimo Barbetti, impiegato Gkn e rappresentante Rsu Fiom Cgil.

L'INCONTRO AL MINISTERO


È la viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde ci riprova. Annuncia in una nota la riconvocazione delle parti. «Riteniamo indispensabile fare il punto sulla situazione relativa alla vertenza Gkn, per questo abbiamo deciso di convocare il tavolo il 4 agosto a Firenze invitando tutte le parti coinvolte», scrive.

La riconvocazione delle parti è rivolta al ministero del Lavoro, alla Regione, al sindaco di Firenze, al sindaco di Campi Bisenzio, a Confindustria Firenze, a Gkn Firenze, a Gkn Automotive, Melrose, alle segreterie nazionali di Cgil Cisl e Uil, alle segreterie nazionali e territoriali di Fim Fiom e Uilm.

È la seconda volta che la viceministra Todde chiama al dialogo tutti i soggetti coinvolti nel caso Gkn dopo il tentativo andato a vuoto del 15 luglio. Una convocazione che arriva nel momento più alto dello scontro. –

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