Il dolore
Quella destra che parla alle "pance"
Bisogna riconoscere che il populismo delle destre, nell’arte di parlare alle "pance", è davvero insuperabile! Ha in questa materia, un’autorevolezza collaudata ed indiscutibile. Le "pance", come è risaputo, sono quella parte del corpo molto incline e sensibile al proprio ego, alle proprie passioni, alle proprie recondite ambizioni, che portano a voler primeggiare, non di rado con l’uso della violenza: in genere negative, quindi, e sempre e comunque lontane mille miglia, dagli autentici obiettivi morali e da tutte quelle sensibilità umane, nei confronti dei bisognosi, degli emarginati e dei diversi in genere! Ecco che queste pulsioni, tipiche appunto di certe destre, finiscono inevitabilmente per degenerare nella prevaricazione! Questo avviene addirittura nello sport, dove l’imperativo, come quello urlato da certi balconi, è "uno, solo, categorico": vincere e ... non tanto il principio decoubertiano: quello di partecipare.
Imperativo questo che però attraverso il tempo, ha finito per riscuotere le più plateali sconfitte. Quello che ti lascia con l’amaro in bocca, però (hainoi), è il fatto che tanti italiani si fanno irretire e finiscono per andare dietro ai vari pifferai di Hamelin, ai tanti "Omini burro e miele", di collodiana memoria, ai masanielli di turno che ci fanno scorgere terre promesse dove scorrono copiosi ruscelli di latte e miele e vigne cariche di dolci grappoli: vigne, rigorosamente legate con sfilze di salsicce.
Si prendono, per esempio, i consensi dicendo ai giovani di abbandonare la schiavitù delle mascherine, dell’isolamento, delle precauzioni che ancora il Covid con le sue varianti ci fa giustamente temere. Sembra davvero di sentirlo "l’Omino nurro e miele", del Paese dei Balocchi: "Venghino, venghino nel Paese dei Balocchi dove il Covid non colpisce più i giovani" (fatto, peraltro, smentito dai fatti)! Si, è davvero triste dover constatare la memoria corta degli italiani! Proprio l’altro giorno il direttore del Tirreno ricordava i fatti di Genova di un ventennio fa e la reazione nei confronti di chi manifestava (giustamente e legittimamente) contro la globalizzazione dell’economia! Quella globalizzazione che fa (come ricordo sempre) in modo che l’1% dei miliardari abbia di fatto il 50% delle ricchezze planetarie o che a loro piacimento "delocalizzano" mettendo sul lastrico centinaia di famiglie.
Quella memoria corta ed estremamente labile che fa dimenticare poi, agli italiani, le leggi ad personam, la Padania indipendente sotto la quale esisteva il sottosviluppo dall’allora irrise "Bischeride e Terronia" , alla aliquota unica da adottare per la tassazione (identiche da Berlusconi al portatore di pizze, alias rider, in barba al principio costituzionale che prevede la graduazione delle tasse in base al reddito), alla guerra più o meno evidente alla tracciabilità dei redditi per snidare l’evasione, il plauso ai muri di Orban e la politica antieuropeista.
Memoria corta e spaventosamente labile la memoria di tanti italiani e soprattutto di alcuni giovani che farebbero bene a ripercorrere, con spirito critico, la storia, anche quella recente. --
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