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La sinistra e la questione smarrita

marco susini
Una delle manifestazioni dei lavoratori Gkn
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Una delle manifestazioni dei lavoratori Gkn

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Nel corso delle ultime settimane sono avvenuti episodi che dovrebbero indurre la politica a riflettere con uno sguardo finalmente "lungo" sul futuro che ci aspetta.

In Italia si è di nuovo materializzata in modo dirompente un’acutissima questione sociale: Gkn, Whirlpool, Gianetti e altre aziende, per lo più multinazionali, hanno dato il via a una massiccia fase di licenziamenti, molti dei quali adottati senza la benché minima giustificazione di una caduta produttiva o di quant’altro.

Nei Paesi a noi vicini, Germania e Belgio in primis, gli effetti del maltempo dovuti ai cambiamenti climatici hanno provocato centinaia di vittime e gravissimi danni ambientali. Questi due avvenimenti, i licenziamenti di massa e le perniciose alluvioni, di per sé diversissimi tra loro, a guardar bene sono però legati da un unico comune denominatore: un modello di sviluppo che, se non adeguatamente corretto, provocherà ancora e in modo sempre più devastante, costi sociali altissimi, forse tali da minacciare le basi stesse della convivenza civile.

Che fare? Intanto c’è da considerare che aver ceduto al diktat di Confindustria sul blocco dei licenziamenti è stato un errore che va al più presto corretto. Io resto convinto che le forze del Centrosinistra che, pur con tutti i mal di pancia e i distinguo del caso, continuano ad avere, seppur in modo risicato, la golden share della coalizione di governo, dovrebbero vigilare con gran de attenzione circa l’utilizzo delle ingenti risorse del Recovery Fund.

Non dovrebbe ad esempio essere tollerato che si mettano insieme le necessarie iniziative per la transizione ecologica con le smanie del "partito del cemento" e delle grandi opere, spesso inutili se non dannose, di cui Salvini e parti dei cosiddetti "poteri forti" sono ferventi sostenitori. E non si faccia ridere correndo dietro a chi, come Renzi minaccia addirittura un referendum sul reddito di cittadinanza che, pur con tutti i suoi limiti, è stato certamente uno strumento utile per contrastare la crescente povertà.

Si pensi piuttosto a difendere e valorizzare il lavoro che, co me ci insegna la vicenda dei licenziamenti, viene spesso svilito alla stregua di merce avariata. E si capisca che se qualche giovane rifiuta un posto di lavoro non è perché è "choosy", come ebbe a dire Elsa Fornero, ma perché molto spesso gli vengono offerti salari e condizioni da vera e propria schiavitù. Si lavori dunque per una seria legge sulla rappresentanza, per un salario garantito, per disboscare finalmente la giungla delle innumerevoli tipologie contrattuali oggi esistenti se si vuole davvero fare qualcosa di utile per i nostri giovani. La necessità sacrosanta di sostenere l’opera del governo Draghi non deve in alcun modo far venir meno le istanze e le sensibilità della forze progressiste e di Sinistra. Salvini, a modo suo, recita la parte di chi sta con un piede nel governo e con l’altro all’opposizione.

La Sinistra deve semplicemente guardare agli interessi che tradizionalmente ha rappresentato i quali, come la Storia ci insegna, hanno in larga misura coinciso con quelli generali del Paese. --

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