Il dolore
Letta nel caos, è guerra sulla candidatura a Siena
La trattativa appare ancora in alto mare, tuttavia potrebbe essere possibile un accordo del centrosinistra sulla candidatura di Enrico Letta alle suppletive di ottobre per il collegio 12 Toscana della Camera dei deputati
SIENA. «Letta si ritiri da candidato alla Camera a Siena, troviamo un accordo su un altro nome». Ѐ la condizione che Stefano Scaramelli, consigliere regionale di Italia Viva, pone per siglare l’accordo per il turno suppletivo delle politiche a Siena. Si tratta del turno necessario a coprire il seggio lasciato vacante da Pier Carlo Padoan, oggi ai vertici di Unicredit. Matteo Renzi però frena l’irruenza di Scaramelli ma il clima fra Pd e Italia Viva (alleati anche al governo della Regione Toscana) resta teso.
La trattativa, dunque, appare ancora in alto mare, tuttavia potrebbe essere possibile un accordo del centrosinistra sulla candidatura di Enrico Letta alle suppletive di ottobre per il collegio 12 Toscana della Camera dei deputati. Le premesse non sembrano lasciare margini con Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva nel consiglio regionale toscano e vicepresidente della Regione che ha lanciato l'affondo: «Letta si ritiri poi ci potremmo mettere d’accordo su un candidato del Pd». Parole che hanno messo in allarme chi lavora nel partito per una coalizione larga di centrosinistra, ma il leader nazionale Matteo Renzi sembra avere smorzato la posizione di Scaramelli: «Un accordo per Siena sarebbe meglio per tutti», ha detto Renzi.
«Lavoriamo per trovare un accordo. Letta da segretario scioglierà i nodi - puntualizza Massimo Roncucci, segretario del Partito democratico di Siena città - bisogna cercare di stringere, anzi occorre accelerare. So benissimo che non è semplice ma siamo aperti al confronto con tutti. Allora capiremo chi ci sta». La realizzazione di una coalizione per sostenere Letta potrebbe essere anche la prova generale per capire come muoversi per riconquistare il comune di Siena alle amministrative del 2023, dopo la bruciante, e non inaspettata, sconfitta per 300 voti del 2018 da parte di una coalizione di centrodestra che ha eletto sindaco l'avvocato Luigi De Mossi. Che ovviamente appoggia la candidatura di Tommaso Marrocchesi Marzi, imprenditore vinicolo, residente a Castellina in Chianti (Siena), sostenuto da tutti i partiti del centrodestra. Sia quelli al governo, sia Fratelli d’Italia all'opposizione. I cui dirigenti senesi erano però assenti quando il leader della Lega, Matteo Salvini, è arrivato a Siena per sostenere la sua candidatura.
«Guardi - precisa Marrocchesi Marzi - è normale che a una manifestazione della Lega possano non esserci altri partiti. La coalizione che mi sostiene è coesa e ha trovato in me il candidato giusto». Marrocchesi Marzi ha iniziato da tempo la sua campagna elettorale nel collegio che comprende trenta comuni senesi e cinque aretini «con una attenzione particolare ai problemi del territorio portandoli a livello nazionale, in particolare quelli sulle infrastrutture. Ma c è un teatrino della politica nel centrosinistra che ha governato questo territorio, e che è molto lontano dalle esigenze delle persone».
L'imprenditore spera anche di incontrarsi in un dibattito con Letta. «Ci conto per parlare anche dei problemi locali. Alla fine comunque verrà fuori l'incapacità del centro sinistra di dare soluzioni con politiche pragmatiche».
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