Sicurezza
Detti non cerca alibi: «Ero macchinoso, ora aspetto gli 800»
Che flop per la Pilato, squalificata la baby-fenomeno. Molte speranze per i velocissimi finalisti della 4x100
Non cerca alibi Gabriele Detti, l’azzurro più atteso durante la prima sessione di finali al Tokyo Aquatics Center: nella notte fra sabato e domenica, il livornese – bronzo olimpico nel 2016 nei 400 e 1500 stile libero – si è dovuto accontentare della 6° posizione nei 400.
Un 3’44’’88 ben lontano dal primato personale (3’43’’23), al termine di una gara oggettivamente alla portata e vinta, dalla corsia 8, dal baby tunisino Ahmed Hafanoui in 3’43”’36: «Sono salito sul blocco teso, interpretando poi tutto nel modo sbagliato – ha commentato il bimbo di Ardenza –, in acqua mi sentivo macchinoso, ho provato ad accelerare come mio solito ma evidentemente gli altri ne avevano di più. Forse anche la disabitudine a gareggiare con regolarità a causa del Covid ha contribuito ad una prestazione che non mi soddisfa. Non cerco scusanti, non è da me. Ma continuo ad avere ambizioni sempre alte: prendo atto di questo risultato e adesso aspetto gli 800; poi faremo le valutazioni». Alberto Razzetti – mistista di stanza a Livorno, allenato dal tecnico labronico Stefano Franceschi – è ottavo nei 400 misti (come Ilaria Cusinato, mentre Sara Franceschi si era fermata alle batterie…), ha vissuto la sua prima finale olimpica, pagando un po’ di emozione: 4’11’”32, dopo aver nuotato la sera precedente il personale in 4’09”91, a soli tre centesimi dal record italiano di 4’09”88 di Luca Marin: «Non sono soddisfatto, ho fatto tanta fatica già nella frazione a farfalla e poi mi è mancata l’accelerazione nella rana; speravo di far meglio ma non è andata così – ha spiegato – sono comunque contento di questi 400, che ho “inventato” solamente due mesi fa prima degli Europei di Budapest. Fino all’anno scorso neanche pensavo di essere protagonista alle Olimpiadi. A prescindere da come proseguiranno, questi Giochi mi aiuteranno a maturare ulteriormente».
Faccia tosta e porte della finale spalancate per Niccolò Martinenghi nei 100 rana, autore del nuovo record italiano in 58”28. Assieme a lui vedremo una stratosferica staffetta veloce (4X100 stile libero, in finale con il record italiano e il primo tempo), mentre in semifinale nuoteranno Margherita Panziera e Thomas Ceccon (100 dorso), Stefano Ballo e Stefano Di Cola (200 stile libero) e Martina Carrato (100 rana). Clamoroso il flop del giovanissimo talento del nostro nuoto, Benedetta Pilato: la sedicenne tarantina è stata squalificata dal Var nelle batterie dei 100 rana, per sgambata irregolare. L’azzurra, primatista mondiale dei 50 rana, aveva chiuso con il 20° tempo complessivo e non sarebbe entrata comunque in semifinale (ne passavano 16). «È stata una gara orribile. Mi sono stancata tantissimo. Mi sentivo bene nel riscaldamento. Non ho idea di cosa è successo, è andata così. Se ho sentito troppa pressione? Può darsi». —
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