Gioco
Balzo dei casi in Toscana, è l’effetto Europei: «Contagiate intere famiglie»
Renzo Berti (Asl centro): i focolai dovuti alle feste per il calcio, lo abbiamo riscontrato dal tracciamento
FIRENZE. È colpa della variante Delta (ex indiana) molto più contagiosa di quella Alfa (ex inglese). Ma, soprattutto, è colpa dei festeggiamenti “pazzi” in occasione degli Europei di calcio in cui l’Italia ha trionfato. Queste le ragioni dell’improvviso picco di contagi. Anche in Toscana: 505 nuovi casi di positivi al Covid-19 nelle ultime 24 ore. Con l’età media di chi ha contratto il coronavirus che si abbassa sempre di più fino a toccare, questa volta, quota 31 anni. Ma c’è poco da gioire: per il dottor Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro, all’orizzonte si profila una situazione da non sottovalutare. «Anche se la pressione ospedaliera per ora non preoccupa, non significa che sarà così anche nelle prossime settimane», sottolinea. Anche perché la variante Delta – che già oggi è la causa del 60 percento dei contagi – diventerà predominante ad agosto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.40525320:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2021/07/23/news/l-allarme-dell-epidemiologo-arriva-la-quarta-ondata-dovrebbero-vaccinarsi-tutti-1.40525320]]
Dottor Berti, perché questo improvviso picco di contagi dopo un periodo abbastanza tranquillo?
«Senz’altro la responsabilità di questo aumento di nuovi casi è della variante Delta, molto contagiosa. Anche perché c’è una parte ancora significativa della popolazione toscana che il vaccino non l’ha ricevuto. Ma va detto: la variante ha trovato terreno fertile».
Cosa intende dire?
«Non dobbiamo dimenticare che, nella lotta al virus, un ruolo centrale lo ricopre l’atteggiamento delle persone. E ricostruendo i contatti dei casi positivi non è stato difficile capire come la maggior parte dei contagi si sia verificata in occasione degli Europei. Veri e propri focolai, famiglie intere contagiate, amici e parenti».
Colpa degli assembramenti, insomma.
«Esatto. Le persone si sono accalcate nelle piazze, davanti ai maxi-schermi. Penso, poi, alle bottiglie di spumante passate di bocca in bocca, agli abbracci, ai festeggiamenti. Un mix pericolosissimo se sommato alla maggiore contagiosità della variante Delta».
Quanto sta prendendo campo la variante Delta, anche in Toscana?
«Moltissimo, oggi è già al 60 percento. Ma presto diventerà la predominante e soppianterà anche la variante Alfa. Ma sia chiaro: la variante Delta è una delle tante mutazioni del virus. Ma non sarà neppure l’ultima».
Come mai l’età media dei contagiati si sta abbassando sempre di più?
«In linea di principio perché i più giovani non sono ancora vaccinati. E, infatti, i due terzi dei contagiati hanno meno di 34 anni».
I sintomi sono più lievi in questo caso?
«Sì, non solo per la fascia più giovane della popolazione toscana, ma anche per chi si è vaccinato. Il vaccino non protegge dall’infezione, ora lo sappiamo, ma limita l’aggravarsi della malattia. Ma non bisogna abbassare la guardia. Soprattutto ora che la corsa alle prenotazioni dei vaccini sta subendo una decelerazione».
Perché non c’è più una corsa alla vaccinazione come all’inizio della campagna vaccinale?
«Voglio sperare che si tratti di un disinteresse momentaneo, legato al clima vacanziero e alla voglia di ferie. Se invece il calo delle prenotazioni fosse da ricondurre a un disinteresse o a un rifiuto nei confronti del vaccino da parte dei toscani, il segnale sarebbe molto pericoloso».
Cosa si sente di dire ai toscani?
«Di correre a vaccinarsi: questo vale per chi ancora non abbia prenotato. L’unico modo per contrastare l’avanzata della variante Delta è contrapporle il vaccino. E raggiungere, il più in fretta possibile, l’immunità di gregge. Non sprechiamo questa opportunità». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
