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Sciopero Gkn, in 10mila in piazza a Firenze. Giani: "Faremo di tutto perché l'azienda ritiri licenziamenti"
Un lungo applauso ha accolto l'arrivo dei lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio
FIRENZE. "La lotta operaia non si ferma", "Siamo tutti Gkn". Questi gli slogan delle 10mila persone in piazza Santa Croce a Firenze, che stanno prendendo parte allo sciopero generale indetto a sostegno dei 422 lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio. La proprietà ha avviato le procedure di licenziamento collettivo pochi giorni fa.
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All'arrivo dei lavoratori della Gkn, dalla piazza si è alzato un lungo applauso. Fra le mani, stringono uno striscione con la scritta: "Insorgiamo!". Il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, ha commentato a margine, con i giornalisti, che "sulla vicenda della Gkn dobbiamo mantenere alta l'attenzione perchè non sarà breve". Molti i primi cittadini di vari comuni della provincia di Firenze. Insieme a loro, anche il sindaco di Prato e il presidente di Anci Toscana, Matteo Biffoni che ha detto: "Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Gkn, perché quello che è accaduto rappresenta uno strappo violento rispetto alle consuetudini e ai rapporti sindacali tra imprenditori, associazioni di categoria, lavoratori ed istituzioni che da sempre contraddistinguono il nostro territorio. E' una ferita profonda per il nostro sistema cancellare così 500 posti di lavoro tra addetti diretti ed indotto: dobbiamo fare di tutto per salvare la produzione a Campi Bisenzio, un territorio vicino a noi, ma nell'interesse dell'intera Toscana. E' giusto che le istituzioni siano qui oggi in piazza, per urlare che le relazioni sindacali non possono funzionare così, è impensabile".
"Chiediamo giustizia e dignità per i lavoratori della Gkn". Così il presidente della Toscana, Eugenio Giani. "Le istituzioni, con i loro gonfaloni, sono a fianco dei lavoratori che in questo momento si sentono offesi, come si sente offesa tutta la Toscana. Le istituzioni faranno di tutto per costringere l'azienda a ritirare i licenziamenti".
"Lo sblocco dei licenziamenti è stato un grave errore del Governo. Ha sbagliato, li ha sbloccati solo nell'industria e noi sapevamo che sarebbe successo questo proprio per il ruolo delle multinazionali e per la mancanza di politiche industriali", ha detto Francesca Re David, segretaria generale della Fiom, presente in piazza Santa Croce a Firenze. Per Re David prima di sbloccare i licenziamenti il Governo avrebbe dovuto "aspettare di fare la riforma degli ammortizzatori e quindi adesso ne paga le conseguenze rispetto a come le multinazionali lo stanno prendendo a schiaffi, ma noi ne paghiamo le conseguenze dirette".
"Tutta la Uil è al fianco dei lavoratori della Gkn - è intervenuto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, in una nota - che oggi scioperano a Firenze in difesa del proprio lavoro. Per la Uil è imprescindibile il rispetto delle persone, di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori e per questo continueremo a batterci. Chiediamo al Governo di insediare subito la cabina di regia per monitorare il rispetto dell'intesa raggiunta lo scorso 29 giugno e per evitare, quindi, che le aziende decidano unilateralmente di licenziare senza aver utilizzato gli strumenti messi a disposizione dall'avviso comune".
Inoltre, spiega il leader della Uil, "bisogna impedire che le multinazionali fruiscano di tutti i benefici e di tutte le agevolazioni per il loro insediamento e, poi, scappino via alla ricerca di migliori condizioni. Bisogna fare una scelta di civiltà economica: il solo profitto non può prevalere sulla dignità delle persone e sul valore del lavoro".
In piazza con i lavoratori c'era anche Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina.
"È giusto essere solidali con i lavoratori.Da parte mia c'è piena solidarietà", ha aggiunto Antognoni.
A pochi metri l'ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: "Veniamo - ha detto - da un trentennio che è stato di arretramento dei diritti dei lavoratori, soprattutto da quando a livello internazionale domina la finanza che nel momento stesso in cui decide di mettere a casa 500 lavoratori con una mail, guadagna in Borsa. È una finanza a cui non interessa i lavoratori, non ha come fine la produzione, ma che calpesta la dignità delle persone. Io giudico molto negativamente l'intervista al ministro Giorgetti secondo cui, proprio sulla Gkn, licenziare è normale: il Governo invece deve fare un piano, prevedere la possibilità di recuperare questo stabilimento e rilanciarlo".
Intanto a Brescia altri lavoratori del settore automotive erano in presidio dopo aver avuto la notizia
dell'apertura di un'ulteriore comunicazione di chiusura alla Timken di Brescia che ha deciso di licenziare 106 lavoratrici e lavoratori.Dopo la Gkn e la Gianetti Ruote è la terza multinazionale del settore automotive che decide di chiudere senza neanche l'utilizzo degli ammortizzatori sociali.
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