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Elezioni, Letta in corsa Siena: se perde se ne andrà dal Pd

Elezioni, Letta in corsa Siena: se perde se ne andrà dal Pd

Il segretario è candidato per il seggio lasciato libero alla Camera: «Se non vincessi nei trarrei le conseguenze»

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MONTALCINO. «Faccio questa battaglia con grande determinazione, sono convinto che potremo vincere ma sono abituato a essere di parola, se perdo ne trarrò le conseguenze: esistono i sì e i no, l’ho già fatto una volta». In fondo se finora Enrico Letta aveva temporeggiato era anche perché non voleva apparire “assetato” di una poltrona.

Certo, c’erano e ci sono molte altre incognite nella sfida alle suppletive per il seggio lasciato libero a Siena da Pier Carlo Padoan, ma il segretario dice di essere pronto anche al passo indietro se dovesse andar male. Un annuncio che il pisano lancia nella sua prima uscita nel collegio, in un dibattito organizzato in serata dal Pd a Montalcino.

Ha avviato la campagna elettorale dopo aver incontrato i sindaci delle province di Siena e Arezzo (il collegio alla Camera comprende comuni di entrambe), nel bel mezzo di una “lite” con Matteo Salvini sulla legge Zan. Se in mattinata il sovranista sembra alludere a una possibile mediazione, in serata il leader dem lo gela e respinge l’ultimatum del capo della Lega che gli offre un incontro, mettendolo in guardia, perché «altrimenti finisce male».

«Salvini – dice Letta – non è affidabile, ne discutiamo in aula». Insomma, la linea è ancora quella di cercare l’approvazione sul testo senza modifiche, ma anche Matteo Renzi torna a punzecchiare: «Ci sarà una mediazione, nel Pd sono stanchi dei diktat». Lo stesso Renzi che a Siena ha mandato a dire a Letta, attraverso gli emissari di Italia Viva, che l’alleanza per il collegio non è scontata. Addirittura c’è chi arriva a ipotizzare un appoggio renziano (fantapolitica per ora) a Tommaso Marrocchesi Marzi, il candidato del centrodestra.

Per Enrico Letta la corsa a Siena sarà «una bellissima battaglia», anche perché in Toscana, dice, la «destra ha preso troppo piede» . Dunque, da affrontare con «massimo impegno e umiltà». Non accettare questa candidatura sarebbe stata «diserzione», ha anche sottolineato il segretario del Pd che ha invitato il suo partito a «uscire dall’isolamento», ha detto rispondendo ad una domanda sul sostegno di Italia Viva e M5S alla sua corsa per le suppletive. In terra di Siena inevitabile poi parlare di Monte dei Paschi: un tema insidioso per il Pd, tra spinte contrapposte per la vendita e la statalizzazione. È «una risorsa fondamentale di questo territorio e dell’intera Toscana oltre che di Siena, che va sicuramente salvaguardata». —

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