Il Tirreno

Toscana

l'intervento

Servizi pubblici dobbiamo cambiare rotta

Fausto Bosco*
Servizi pubblici dobbiamo cambiare rotta

4 MINUTI DI LETTURA





Negli ultimi anni abbiamo constatato gli effetti del sistema misto pubblico-privato nella gestione dei servizi pubblici (in particolare nella gestione del Sistema idrico integrato) nel quale la logica privatistica delle aziende partecipate ha prevalso sulla capacità di indirizzo e controllo che la politica ha cercato, non sempre con successo, di esercitare. Questo sistema ha creato un indubbio sbilanciamento in direzione degli interessi delle aziende, con relativo sacrificio dell’efficienza ed economicità dei servizi offerti ai cittadini.

Per questo riteniamo che ora la politica abbia il diritto-dovere di riflettere sugli effetti delle scelte di privatizzazione delle aziende pubbliche e di riappropriarsi della sua funzione di piena rappresentanza degli interessi pubblici, per la gestione dei servizi di governo dei territori.

Risulta evidente che fino a oggi la gestione dei servizi pubblici locali abbia sofferto delle ambiguità del sistema misto, che se da un lato avrebbe dovuto garantire - attraverso il privato - le risorse necessarie agli investimenti, dall’altra ha determinato la prevalenza della logica di mercato, nel quale l’interesse primario dell’azienda è il profitto, spesso realizzato a spregio dell’efficienza e della cura delle risorse pubbliche e dei beni comuni. Con ciò determinando l’effetto, soprattutto per le piccole realtà territoriali, di mancate condivisioni dei piani industriali, degli investimenti e della gestione aziendale, tutta nelle mani della parte privata.

Con queste premesse riteniamo che nella creazione di una società multiutility Toscana sia indispensabile che questa operi nell’interesse primario dei territori e con il presupposto imprescindibile della proprietà interamente pubblica. È infatti del tutto evidente che, nel momento in cui vi siano uno o più soci privati, la logica del profitto da realizzarsi attraverso la distribuzione degli utili prodotti, prevarrebbe sull’esigenza dei Comuni di ricevere gli investimenti necessari e servizi adeguati, efficienti e rapidi.

In merito poi alla paventata necessità del ricorso al mercato per ottenere finanziamenti necessari per gli investimenti sui territori, sarebbe facilmente dimostrabile che una grande società di enti pubblici, in uno scenario di servizio con tariffe regolate, non avrebbe problemi ad ottenere aperture di credito dal sistema bancario, nel solco delle esperienze analoghe maturate negli ultimi anni per società di enti pubblici simili a quella da costituire.

Un ulteriore ma altrettanto fondamentale ruolo che la nuova multiutility dovrà sostenere è la "ripubblicizzazione" del servizio idrico, rispetto al quale dovrà essere chiaro e definito nei tempi il percorso di reinternalizzazione nei futuri assetti proprietari, di gestione e governance del ciclo integrato delle acque.

È infatti ampiamente condivisa, e sembra ormai entrata nell’agenda politica del governo, la necessità di prevedere un intervento ingente di messa in sicurezza della risorsa idrica, in coerenza rispetto alla volontà popolare espressa nel referendum sulla ripubblicizzazione e negli atti di indirizzo recentemente assunti da numerosi consigli comunali. Siamo consapevoli che la strada per la ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali è un processo graduale e complesso, ma tale percorso oggi non può più essere rinviato.

E riteniamo che solo la proprietà e la governance interamente pubblica di energia, acqua e rifiuti sia in grado di garantire il massimo contenimento dei costi in bolletta, i maggiori investimenti nella rete idrica, o nella raccolta differenziata e nelle politiche per la riduzione dei rifiuti e dell’utilizzo delle discariche, per non parlare della difesa della risorsa acqua e dell’ambiente.

Siamo convinti che i servizi pubblici locali debbano essere sottratti ad ogni logica di mercato e di realizzazione di profitti privati per tornare ad orientarsi esclusivamente a vantaggio dei territori e della collettività.

Infine, in merito all’architettura e alle dinamiche societarie, è fondamentale continuare a garantire a tutti i sindaci, anche a quelli dei Comuni di piccole dimensioni, di avere un ruolo attivo e significativo nella governance aziendale e nelle decisioni strategiche da assumere, in una logica di pari dignità tra i territori, attraverso meccanismi di garanzia nella composizione delle maggioranze societarie che regolano i procedimenti deliberativi nelle assemblee societarie, applicando il massimo criterio democratico di "una testa, un voto". È la strada giusta se vogliamo che in un ambito operativo di area vasta che coinvolga tutta la Regione, non solo si debbano pretendere tariffe equiparate, ma si riescano a garantire anche qualità, efficienza e gli investimenti da realizzare sulla base delle effettive necessità dei territori e non sulle priorità dettate dalla rilevanza dei comuni soci. --

*Progressisti in cammino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web