Attenzione
Quei bimbi maltrattati e la miseria della politica
Garantisti, certo garantisti fino in fondo. Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, ci mancherebbe altro. Mi ero ripromesso di stare un po’ alla larga dalla quotidiana dose di indignazione che, ingenuamente, in tanti crediamo di poter scaricare nello sfogatoio digitale. Ma a questo schifo non resisto. E, in effetti, non la voglio neanche fare troppo lunga di fronte all’ennesima testimonianza di un orrore che, un tempo neanche troppo lontano, qui in Toscana, nella cosiddetta Toscana felix, non avremmo mai immaginato neanche di sfiorare.
Garantisti, certo: aspettiamo che la Giustizia faccia il suo corso. Ma intanto perché dovrei considerare oltre mille pagine di lavoro investigativo fatto dai carabinieri come un fastidioso orpello utile solo al penoso baloccarsi di quattro politici da accatto? Eppure è quello che sta accadendo: alla vigilia dei rinvii a giudizio attesi per il 19 di questo mese, non si discute, a prescindere dalle responsabilità penali che sono esclusivamente personali, dell’abominio infernale di un sistema di potere che emerge dalle indagini sui maltrattamenti a danno di bambini e famiglie disperate già ampiamente segnate dalla vita.
No, a sinistra e a destra, non è questo il tema che appassiona. Ciò che appassiona la politica è solo la difesa di alcuni potentucoli locali citati nelle intercettazioni. Come accade per Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd, quello che nei penosi equilibri fatti di ricatti quotidiani tra dem e renziani, sarebbe dovuto diventare il nono assessore della giunta tenuta in piedi con gli spilli intorno alla poltrona del presidente Eugenio Giani. O come accade per il presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, di Forza Italia messo sotto scopa in "famiglia" dal sindaco leghista Francesco Persiani con la decisione da parte di quest’ultimo di costituire il Comune parte civile nel futuro processo. Tanto da far scoppiettare i consueti petardi del capo berlusconiano della Toscana, Massimo Mallegni, in una guerra tutta interna al centrodestra. Che si candida, in queste condizioni e con queste rappresentanze, a governare non si sa bene cosa in perfetta analogia con i percorsi suicidi di quella poltiglia di vendette quotidiane che qualcuno ha ancora lo humor di chiamare centrosinistra.
E là, sullo sfondo di questa miseria, politica e umana, ci sono le storie di decine e decine di bambini maltrattati ai confini dell’inimmaginabile.
Voglio ringraziare tutti i colleghi giornalisti che si sono impegnati e s’impegnano tuttora, nonostante le squallide minacce ricevute per strada, a raccontare una storia che, comunque vada a finire il percorso giudiziario, ha già macchiato la storia politica, sociale e culturale della Toscana di una vergogna che va ben oltre gli insignificanti protagonisti politici. Che della vergogna, ultimo appello della dignità, ormai dimostrano di non avere più neanche un vago sentore. --
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