Sicurezza
Ente Parco, avvio fra polemiche e tensioni
Il sindaco di Viareggio diserta l’insediamento per protesta contro Pisa e Regione, non convince la scelta di Bani presidente
PISA. Lo strappo, minacciato a più riprese, si è consumato ieri mattina. Con un’assenza che se non equivale ancora a una vera rottura rappresenta un forte messaggio che il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, ha lanciato al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. L’ennesimo contro una scelta che il primo cittadino viareggino non è riuscito a digerire, evidenziata dalla mancata partecipazione alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente dell’Ente Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, Lorenzo Bani, e del nuovo consiglio direttivo (composto da Maurizio Bandecchi, Alessandra Buscemi, Francesca Ceccarini, Letizia Checchi, Alessandro Corretti, Paola Nuvoli e Claudia Principe).
Un’assenza destinata ad alimentare ulteriormente le polemiche che hanno accompagnato la nomina di Bani al vertice dell’ente, una delle più travagliate dalla sua istituzione. L’auspicato dialogo da parte di Giani non si è trasformato in un passo indietro di Del Ghingaro, “fedele” a una linea che alcuni mesi fa ha inaugurato un braccio di ferro con la Regione rivendicando un ruolo apicale di Viareggio nel rinnovo della presidenza e del consiglio direttivo dell’Ente Parco dopo la presidenza di Giovanni Maffei Cardellini. La prassi vorrebbe l’alternanza dei presidenti pisani e versiliesi. Il primo cittadino di Viareggio non ha invece digerito il nome di un pisano per ricoprire la carica di presidente sostenendo che l’uscente Maffei Cardellini, nominato per un mandato dopo l’uscita dell’assessore viareggino Fabrizio Manfredi, non era da considerarsi in quota viareggina.
E se la minaccia di uscire dall’Ente in caso di nomina di un pisano non ha trovato per il momento atti concreti, l’assenza del sindaco o di un esponente della giunta viareggina accanto al sindaco di Pisa, Michele Conti, a quello di Vecchiano, Massimiliano Angori, all’assessore del Comune di San Giuliano Terme, Filippo Pancrazzi (assente il commissario prefettizio di Massarosa Giuseppina Cassone) è un chiaro messaggio di disapprovazione per una scelta che Giani invece rivendica.
«È una scelta basata sul principio dell’alternanza territoriale», prova a smorzare le polemiche il presidente della Regione. «Con Del Ghingaro ci siamo stretti la mano in mattinata in occasione dell’inaugurazione della mostra di Folon a Viareggio – continua Giani –. È una persona di forte autonomia e personalità, ma sono sicuro che riusciremo a trovare un punto di incontro».
«L’impegno e il lavoro non dipendono dalla provenienza. Sarò il presidente di tutti e ascolterò tutti per programmare un lavoro di sviluppo condiviso del Parco», la risposta di Bani, ex assessore del Comune di Pisa (prima allo sport, poi all’ambiente e infine alla cultura e alla pubblica istruzione), ex presidente dell’Apes (azienda pisana che gestisce l’edilizia sociale) e presidente della Uisp Toscana, chiamato a difendersi anche dalle accuse di mancanza «delle necessarie conoscenze scientifiche per guidare un’area protetta» a più riprese mosse negli scorsi mesi.
«Non ho competenze scientifiche, ma sensibilità ambientale – sottolinea il neo presidente dell’Ente –. Il Parco ha un comitato scientifico che chiederò di potenziare. Pisa ha inoltre tre università di eccellenza, il Cnr e altri centri di ricerca con i quali stringeremo le necessarie collaborazioni. Per ricoprire la carica di presidente occorrono visione politica ed efficienza di gestione».
«Le competenze scientifiche le deve avere il direttore del Parco – aggiunge Giani –. Un amministratore esperto come Bani è invece la figura idonea per coprire il ruolo di presidente. È uomo che conosce bene il tessuto sociale e amministrativo pisano e può traghettare nella guida dell’ente la ricchezza e gli stimoli dei territori e delle comunità del Parco. Bani possiede la giusta sensibilità per condurre il Parco nell’epoca dell’amministrazione diffusa, del coinvolgimento attivo delle persone e delle comunità. È la lezione che abbiamo appreso in epoca di pandemia e anche la scelta che oggi portiamo avanti con orgoglio e convinzione in ogni settore del governo regionale».
Partecipazione, vita fluviale nelle acque dell’Arno ed eventi di respiro regionale i tre obiettivi posti da Giani per il Parco del futuro. Una proposta arriva anche dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo: «Creare con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un centro per la transizione ecologica, dove si intercettano le nuove frontiere della green economy. La Toscana del 2050 dovrà essere una delle regioni più ecosostenibili d’Europa». —
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