Il dolore
Verso Italia-Inghilterra, le chiavi tattiche: decisivi Di Lorenzo e Jorginho
Scopriamo i duelli reparto per reparto della sfida di Wembley. Dal freno per Sterling, al pallino del gioco: ecco cosa serve
COVERCIANO (FIRENZE). The final countdown. La cantavano gli Europe, per cui quale colonna sonora migliore? Il conto alla rovescia sta per scadere, domani sera conosceremo la nuova regina d’Europa.
Ma quali saranno le chiavi della partita? Dove si può decidere la sfida? Quali duelli sono i più a rischio per noi e quali potrebbero esaltarci? Facciamo un quadro reparto per reparto.
LA DIFESA
Dubitiamo che Di Lorenzo stasera dorma beato tra due guanciali. Domani sulla sua strada troverà Sterling, il giocatore più pericoloso dell’Inghilterra, uno che quando accende il motore sembra uno in scooter che parte mentre gli altri sono a piedi. Sterling parte da sinistra e può puntare il fondo o accentrarsi, ha lasciato un timbro indelebile nella semifinale (senza l’autorete di Kjaer avrebbe segnato lui, in più ha conquistato il rigore) e l’azione offensiva parte spesso proprio dai suoi piedi.
Chiaro che Di Lorenzo avrà bisogno di aiuti, non tanto dei centrali (che già devono pensare a Kane) quanto dei centrocampisti e dunque di Barella che agisce da quella parte, col supporto pure di Chiesa. In questo Europeo Di Lorenzo ha sofferto contro il belga Doku, un altro che ama puntare il difensore in uno contro uno: quella partita può aiutarci a capire come risolvere il problema.
Sull’altra fascia l’Inghilterra schiera Saka, buon giocatore ma non uno che può farci tremare. Tra l’altro Emerson rispetto a Spinazzola spinge meno ma dovrebbe garantire un po’ più di sicurezza in fase di non possesso.
E Kane? Beh, su di lui ci sarà Chiellini, questo è chiaro. Dopo il duello con Lukaku, ecco un altro cliente simpatico come un tampone. Attenzione però perché Southgate potrebbe far uscir fuori Kane, portandolo tra le linee, un po’ come fosse un regista offensivo. E questo potrebbe creare problemi a Chiellini, che ama marcare l’uomo vicino alla porta o comunque in zone non trafficate. Anche qui, se Kane dovesse uscire a prendere palla sulla trequarti o comunque fuori dall’area, servirà l’aiuto dei centrocampisti.
IL CENTROCAMPO
I tre duelli saranno Verratti-Rice, Jorginho-Mount e Barella-Phillips. Qui il discorso è semplice semplice, non c’è bisogno di aver preso il patentino a Coverciano: il nostro reparto è migliore, ha più qualità, ma può spostare a condizione però di non giocare come contro la Spagna. Se lasciamo a loro il pallino del gioco, rischia di essere un guaio.
L’Inghilterra non ha grandi nomi come potevano essere i vari Lampard o Gerrard, ma Southgate ha voluto un centrocampo solido, roccioso, fisicamente costruito per accettare lo scontro. Occhio a Mount, uno che non ha paura di buttarsi dentro tra le linee, Jorginho comunque lo conosce bene visto che è suo compagno nel Chelsea.
Sulla carta l’Inghilterra gioca più in verticale rispetto alla Spagna e questo dovrebbe avvantaggiarci se è vero che fino a oggi abbiamo subito solo chi ci ha fatto il “torello” costringendoci a correre, gettare via energie, e soprattutto a non poter mai imporre il ritmo alla partita.
L’ATTACCO
I numeri dicono che la difesa dell’Inghilterra sino a oggi è stata mostruosa. Neanche un gol subito su azione, con Pickford che ha raccolto un pallone nel sacco solo sulla punizione di Damsgaard in semifinale. I centrali sono due colossi, Stones e Maguire. Soprattutto Maguire ha impressionato: giocatore di un metro e 94 per 100 chili che ama l’anticipo, avanza palla al piede, non ha paura a impostare. Chiaro che cede qualcosa in velocità, e infatti cerca sempre di giocare in anticipo.
Immobile si troverà una situazione simile a quella vissuta contro la Spagna, ovvero due centrali che vanno presi d’infilata. Fino a oggi non l’ha fatto benissimo, pur dannandosi l’anima tra scatti e pressione. E se fosse la volta buona?
I numeri messi insieme dalla difesa dell’Inghilterra sino a oggi non ci convincono, la sensazione è che si possa fare molto male là dietro, soprattutto se Insigne e Chiesa riusciranno ad aprire dei varchi. E anche il portiere, Pickoford, numero uno dell’Everton, non pare questo gran campione. La lettura per dare scacco matto all’Inghilterra potrebbe essere dunque in tre mosse: reggere dietro soprattutto a destra con Di Lorenzo su Sterling e al centro con Chiellini su Kane, tenere il pallino del gioco a centrocampo con Jorginho a dirigere, e aprire la difesa inglese sugli esterni trovando la giocata per la profondità di Immobile. E dove non basterà la tattica, bisognerà arrivarci col cuore. Come contro la Spagna. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
