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Finisce a Giacarta la fuga del broker che truffò Conte e l’ex ct Lippi

Massimo Bochicchio, il broker arrestato a Giacarta per una truffa milionaria
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Massimo Bochicchio, il broker arrestato a Giacarta per una truffa milionaria

Tra le vittime anche l’ambasciatore italiano a Londra. Prometteva maxi rendimenti, ha intascato decine di milioni

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MILANO. È finita a Giacarta, in Indonesia, la fuga di Massimo Bochicchio. Il broker era ricercato dalla giustizia italiana e da quella britannica per una truffa multimilionaria ai danni di decine di investitori a cui prometteva rendimenti a doppia cifra, che non sono mai arrivati.

Tra loro anche l’ex allenatore dell’Inter Antonio Conte (sarebbe di circa 30,6 milioni il patrimonio che gli avrebbe affidato), l’ex ct della Nazionale Marcello Lippi e il figlio Davide, i calciatori Stephan El Shaarawi e Patrice Evra, il loro procuratore Luca Bascherini a cui Bochicchio era stato presentato dal collega Federico Pastorello, uno dei più noti protagonisti del calciomercato internazionale anche lui tra i truffati.

Nella lista delle vittime del broker compaiono anche l’ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta, l’imprenditore Rodolfo Errani, ex patron della Cisa di Faenza e molti altri protagonisti del bel mondo milanese e romano.

Grazie a una conoscenza con il presidente del Coni Giovanni Malagò, Bochicchio aveva iniziato a frequentare il Circolo Aniene, uno dei club sportivi più noti ed esclusivi della capitale. Il broker era di casa anche a Cortina – dove aveva una casa che gli è stata recentemente sequestrata insieme a un vaso di Picasso e alcune opere di Giacomo Balla e Mario Schifano, foto di Richard Avedon, oltre che un milione di euro sui conti correnti e polizze – ed era un habitué della Versilia e di Montecarlo. Lo scorso febbraio la sezione di polizia giudiziaria della Gdf di Milano, coordinata dai pm Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, ha sequestrato a Bochicchio beni per oltre 11 milioni di euro. Un sequestro che è seguito a una precedente operazione in cui erano stati i giudici di Londra (30 giugno) a imporre la restituzione di 33 milioni di euro a diversi clienti, tra cui proprio Antonio Conte.

Il consulente finanziario è stato rintracciato e fermato mercoledì dall’Interpol, che ha eseguito un mandato d’arresto per riciclaggio internazionale, nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Milano, coordinata dai pm Paolo Filippini e Giovanni Polizzi e dall’aggiunto Maurizio Romanelli.

Bochicchio si era rifugiato all’estero già nel luglio di un anno fa per stabilirsi a Dubai, ma da qualche settimana aveva scelto di spostarsi verso le piazze finanziarie di Singapore e Hong Kong, per poi approdare a Giacarta, dove la sua corsa è arrivata alla fine. Il tentativo del finanziere era quello di investire l’oltre mezzo miliardo di euro – ma la somma potrebbe sfiorare i 600-700 milioni – affidatigli dai suoi clienti nel corso degli anni.

Solo nel triennio tra il 2007 e il 2010, per i pm milanesi, Bochicchio aveva ricevuto da «un centinaio di clienti» , non solo sportivi, «300 milioni sul fondo Tiber e almeno altri 200 milioni sulla società Kidman». Sfruttando il suo passato di banchiere alla Hsbc, Bochicchio aveva fatto credere che i fondi fossero riconducibili alla merchant bank, vantando anche le sue ottime relazioni con il numero tre dell’istituto, il banchiere franco libanese Samir Assaf.

Oltre ai clienti noti, però, l’elenco potrebbe essere più lungo. Alcuni di loro potrebbero aver evaso il Fisco e perciò potrebbero restare nell’ombra per non dover giustificare i capitali fin qui nascosti all’Erario. —

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