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Toscana

Over 60: in Toscana un quarto non si vaccina

Martina Trivigno
Over 60:  in Toscana un quarto non si vaccina

Sfiducia in J&J: in troppi non rispondono all’appello di 2.500 medici di base restano in frigo 30mila dosi mentre Pfizer scarseggia. Riaprono le agende

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FIRENZE. I circa 2.500 medici di famiglia toscani costretti a stare in panchina. Almeno fino agli ultimi giorni di agosto. Loro vorrebbero vaccinare, ma il condizionale, in questo caso, è Il vaccino che, in prid’obbligo. ma battuta, la Regione Toscana ha consegnato loro per immunizzare la fascia d’età 60-79 anni – il siero monodose prodotto da Johnson&Johnson – non è stato «gradito» dagli over 60. E quello di Pfizer – promesso per i primi giorni di luglio – non arriverà. Colpa dei tagli delle forniture annunciati dal generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, ma i medici di base ora hanno le mani legate. Eppure sono ancora tanti gli ultrasessantenni non vaccinati: 121.793 (pari al 26 per cento) – su una platea totale di 467.270 over 60 – devono ancora ricevere la prima dose; 274.980 (il 58,85 per cento), invece, devono completare il ciclo vaccinale. Per questo, i medici contavano sulla fornitura di Pfizer-BioNTech. Che, però, non ci sarà per via dei tagli: circa 200mila dosi in meno, rispetto alle consegne di giugno. «Questo era il momento in cui avremmo dovuto dare il massimo – spiega il dottor Vittorio Boscherini, segretario fiorentino della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) –. La Regione, infatti, ci aveva garantito che, dal primo luglio, avremmo avuto a disposizioni i vaccini Pfizer. Contavamo su questa tipologia di siero per coinvolgere i nostri pazienti, soprattutto quelli ancora scettici. E, invece, nulla».

J&J NON E' “GRADITO”

Eppure, le fiale, i medici di famiglia le avevano, potendo contare sulla disponibilità di circa 30mila dosi di Johnson&Johnson. Peccato che gli over 60 si siano dimostrati diffidenti. E non poco. «Quasi tutti i colleghi toscani hanno avuto difficoltà a completare le liste di pazienti per la vaccinazione – precisa Boscherini –. Per non sprecare le fiale, sono state raccolte le adesioni degli assistiti. Ma quasi nessuno è riuscito a raggrupparne almeno cinque, visto che ogni fiala di vaccino di J&J contiene cinque dosi. I pazienti hanno spiegato che il vaccino monodose non li fa stare tranquilli per la troppa “somiglianza” con quello prodotto da AstraZeneca: entrambi nascono da un virus vivo». E, in effetti, le prenotazioni non volano neppure sul portale della Regione Toscana (prenotavaccino. sanita. toscana. it), rimasto aperto (nonostante la chiusura generalizzata per altre fasce d’età e categorie) per chi abbia un’età compresa tra i 60 e i 79 anni. Su 30mila dosi disponibili, infatti, ne sono state prenotate poco meno di 2mila, che saranno somministrate nei centri vaccinali della Toscana. «Nelle ultime settimane – conferma l’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini – assistiamo a un rallentamento delle prenotazioni di over 60. Mancano all’appello oltre 100mila persone e, in questo caso, non ci sono problemi perché i vaccini usati sono AstraZeneca e Johnson&Johnson, di cui non c’è carenza. Sarebbe importante, invece, che le persone di questa età si vaccinassero».

VACCINI CONFERMATI

È vero, le dosi previste per luglio – circa 703.500 – saranno inferiori rispetto a quelle di giugno. Ma– sottolineano il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l’assessore Bezzini – non sono a rischio gli appuntamenti già fissati. «Abbiamo la quasi certezza –precisa Bezzini – di riuscire a garantire tutte le prenotazioni fatte da qui ad agosto. Questo se le forniture saranno quelle annunciate. Resta solo qualche piccolissimo margine di rischio per le somministrazioni di fine mese».

RIAPRE IL PORTALE

E, in settimana prossima, riaprirà anche il portale regionale per le prenotazioni, ormai chiuso da diverse settimane. Da quando, in pratica, il generale Figliuolo ha annunciato il taglio delle forniture di vaccini, anche in Toscana. «Questo ha creato un problema: tutti aspettavamo, se non un incremento delle dosi, almeno una stabilizzazione», conclude Bezzini. – RIPRODUZIONE RISERVATA

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