Il Tirreno

Toscana

LA TRAGEDIA

Chi erano Paola e Martina, le giovani morte sul Monte Rosa

Paola Viscardi e Martina Svilpo
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Paola Viscardi e Martina Svilpo

Amiche alla ricerca di avventure, unite da un legame profondo. Su Facebook durante la pandemia scrivevano: "Torneremo ad abbracciarci"

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Giovani. Sorridenti. Amanti della vita e della natura. Si volevano bene, tanto da scegliersi come compagne di avventura. Tra vette innevate, arrampicate e traguardi all'apparenza impossibili, tutti da superare. Passo dopo passo, sfida dopo sfida, con l'adrenalina a mille e il cuore che batte forte. Il destino le ha tradite. Loro sono rimaste insieme, accanto, fino all'ultimo. Due anime strappate alla terra, rimaste intrappolate nel velo candido della neve. Martina Svilpo e Paola Viscardi, 29 e 28 anni. Angeli volati in cielo troppo presto. Le due alpiniste piemontesi sono state trovate morte assiderate. Sabato 3 erano rimaste bloccate a causa del maltempo a 4.150 metri di quota, sul Monte Rosa, sotto la Pyramide Vincent. Un terzo alpinista, un ragazzo, invece, è stato portato dall’elicottero in ospedale in Svizzera.

Martina, originaria di Mondo, impiegata, amava viaggiare. Come tutti i giovani, era molto attiva sui social network. E spesso affidava i suoi pensieri a Facebook. Sul suo profilo c'è una riflessione che oggi assume un sapore amarissimo. «Quando la natura decide di alzare il sipario solo per te, unico spettatore, puoi solo piangere dall’emozione», scriveva Martina alla fine di maggio 30 maggio. Si trovava sull’alpe Devero, in provincia di Verbania. E poi le foto. Martina amava immortalare i paesaggi stupendi che le si spalancavano davanti agli occhi durante le sue avventure. Scatti anche dal simbolo delle Dolomiti, le Tre Cime di Lavaredo. Martina in molte immagini è con Paola Viscardi, l’amica 28enne di tante escursioni morta con lei sul Monte Rosa. Paola, originaria di Trontano, non distante da Domodossola, si era trasferita da un anno a vivere a Bellinzona, in Svizzera, dove lavorava come insegnante. Era professoressa di biologia in un liceo del canton Vallese. «Torneremo ad abbracciarci sulle nostre montagne», scriveva all’amica Martina nei mesi in cui l'Italia era chiusa in casa a causa della pandemia. Insieme a Martina e Paola c’era Valerio Zolla, di 27 anni, di Pettenasco, vicino a Novara: è ricoverato in Svizzera e le sue condizioni non destano preoccupazione. Dopo una prima chiamata al 112, avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato 3, di loro non si erano più avute notizie fino a sera, quando erano riusciti a contattare nuovamente la Centrale Unica del Soccorso. Raggiungerli in elicottero era impossibile a causa di una bufera; una squadra del Soccorso alpino valdostano si era messa in marcia per soccorrerli, partendo dal Rifugio Mantova 5. Le operazioni, però, sono state rese estremamente difficili dal buio, oltre che dal maltempo. I tre sono stati raggiunti verso le 21: una scalatrice è morta pochi minuti dopo l’arrivo dei soccorritori mentre l’altra è stata trasportata al rifugio Mantova dove il medico ha tentato invano di rianimarla.

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