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I QUARTI DI MONACO

Mancini suona la carica: «Nessuno tremi, siamo l’Italia»

dall’inviato Alessandro Bernini
Roberto Mancini
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Roberto Mancini

Chiesa preferito a Berardi, in difesa torna il gigante Chiellini che sfida l'implacabile Lukaku

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Monaco di baviera. Poteva essere la finale. Invece è solo l’unico quarto di finale annunciato. Italia-Belgio, ovvero la sfida messa in preventivo, le più forti dei loro gironi e dei rispettivi ottavi. Si dovevano scontrare qui, a Monaco di Baviera, e lo faranno. Al contrario di altre teste di serie cadute per strada, compresa la Francia che sulla carta era l’avversaria che attendeva la vincente di stasera. E invece, chi passa troverà la vincente di Svizzera-Spagna, e forse sarà tutta un’altra storia.

I FAVORITI

Motivo in più per provarci, per dare l’assalto al biglietto di sola andata per Wembley, al galà delle top-4 di questo Europeo.

Favorita l’Italia o il Belgio? Molto complicato... «Faremo la nostra partita», ripete Mancini. Non una, ma quattro volte lo ripete. Cercando di diffondere leggerezza nell’aria, perché sa che l’Italia gioca meglio senza pressioni. «Sappiamo di affrontare la squadra migliore in Europa assieme alla Francia, se sono in testa al ranking un motivo ci sarà. Faremo la nostra partita cercando di vincerla. Abbiamo grande rispetto per loro, ma dovremo fare il nostro gioco».

Già, il ranking Fifa mette addirittura il Belgio al primo posto mondiale, un mezzo mistero figlio dei numeri e non dei risultati visto che comunque loro non hanno vinto niente. Noi fino a oggi abbiamo spesso impressionato ma ci mancano dei campioni come possono essere De Bruyne e Lukaku. In compenso abbiamo almeno 15-16 giocatori di livello, mentre il Belgio contro il Portogallo nei 90’ ha sostituito soltanto i due infortunati De Bruyne e Hazard, e questo la dice lunga su quanto Martinez si fidi poco delle seconde linee.

SVOLTA AUSTRIA

E il Mancio spiega che la vittoria sofferta contro l’Austria potrebbe rivelarsi un valore aggiunto. «Ogni gara ti può rendere più forte se riesci a tirare fuori le cose in cui sei migliorato. Abbiamo sofferto con l’Austria, è vero, ma abbiamo anche fatto 26 tiri in porta. Ci sono stati momenti duri, ma abbiamo vinto con merito e non esistono gare semplici. Questo Europeo ce l’ha insegnato ancora una volta».

D’altronde basta vedere chi si gioca gli altri quarti di finale. «La Svizzera ha battuto la Francia, l’Olanda è andata fuori con la Repubblica Ceca: gare facili ora non ci sono. Con Martinez ci siamo incontrati tante volte e ora il Belgio con la Francia è forse la miglior squadra al mondo, ci sono dei giocatori straordinari e cercheremo di vincerla, magari anche aggiustando qualcosa in corso».

PRETATTICA A DISTANZA

Di solito siamo noi quelli dei ritiri a porte chiuse, dei campi blindati per non dare indicazioni all’avversario. Stavolta il Belgio ci ha battuto, Martinez ha giocato al “Piccolo depistatore” e questo potrebbe essere un sintomo di insicurezza. Giocatori nascosti, allenamenti spostati, interviste mirate: il Belgio ha tirato fuori un campionario che di solito non le appartiene. Paura? Sì, probabilmente sì.

Mancini comunque sorride a chi gli parla della pretattica di Martinez. «Mi sembra giusto che faccia, stanno preparando una gara importante come noi».

E sulla eventuale assenza dei due big, spiega: «Spero che Hazard e De Bruyne siano in campo. Vedere le squadre al completo è bello per tutti e loro stanno facendo un grande lavoro».

ITALIA QUASI FATTA

Le rivoluzioni non appartengono a Mancini. Quindi chi chiedeva di cambiare mezza squadra dopo la vittoria sofferta contro l’Austria, resterà deluso.

«Dubbi di formazione ne ho pochi – confida il Ct –. Dobbiamo fare delle scelte ma siamo già indirizzati abbastanza bene. Poi aspettiamo domani, vediamo le condizioni fisiche di tutti.

Per nove undicesimi l’Italia è fatta, gli ultimi nodi da sciogliere riguardano la difesa e un posto come esterno d’attacco. In difesa gioca Chiellini se è al massimo (stamani provino decisivo), altrimenti spazio a Acerbi; in avanti invece Mancini ha alternato tutta la settimana Berardi e Chiesa nel ruolo di esterno destro e il ballottaggio sarà svelato in extremis anche se lo juventino adesso sembra in leggero vantaggio.

Di certo sono due giocatori con caratteristiche quasi opposte: Berardi è mancino, cerca l’interno, punta sul dribbling più che sulla velocità e ama il tiro da fuori, mentre Chiesa è destro, predilige puntare la porta o crossare ma non rientra quasi mai sul sinistro. È un cambio che sposta anche nell’ottica dei movimenti Immobile, che con Chiesa avrebbe meno dialogo ma forse più rifornimenti.

La sensazione, come detto, è che al momento Chiesa sia leggermente avanti nella valutazione del Ct. Ma la staffetta nel corso della partita è sicura.

In difesa gli esterni saranno Di Lorenzo (preferito a Toloi) e Spinazzola, mentre a centrocampo si va verso la conferma del trio Verratti-Jorginho-Barella, ovvero l’asse con la quale sapevamo di affrontare l’Europeo. Strada facendo abbiamo scoperto che Locatelli e Pessina sono molto più di due riserve, sono armi tattiche pronte a far danni nelle difese avversarie se usate nel modo giusto. E Mancini sa che coi cambi potrebbe anche cambiare il volto della partita. Sia a centrocampo sia in attacco. —

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