Vaccini in Toscana: Johnson&Johnson non convince e gli over 60 restano al palo
Non si fanno avanti neppure con i medici di famiglia o i farmacisti che, al momento, possono somministrare il vaccino monodose
La variante Delta (ex indiana) è una presenza sporadica, in Toscana. Ma su un aspetto dubbi non devono essercene: l’unico modo per contrastarla è la vaccinazione. Eppure c’è una fascia d’età che ancora è restia alla vaccinazione: gli over 60. Di questi, il 73,88 per cento ha ricevuto la prima dose, ma solo il 35 per cento ha già completato il ciclo vaccinale.
Nonostante per gli ultrasessantenni (a differenza delle altre fasce d’età e categorie) il portale regionale sia aperto, le prenotazioni si fanno attendere. In circa dieci giorni, infatti, sono state solo 1. 700 le prenotazioni di siero monodose prodotto da Johnson&Johnson (a fronte di circa 30mila dosi messe a disposizione). E gli over 60 non si fanno avanti neppure con i medici di famiglia o i farmacisti che, al momento, possono somministrare il vaccino monodose. Ma con scarsi risultati. Proprio in questa fase, però, la vaccinazione torna a ricoprire un ruolo fondamentale. E così il portale regionale per le prenotazioni. Quando sarà riaperto, infatti, potrà essere riattivata anche la modalità “modifica”. Quella che consente, in sostanza, di anticipare la prenotazione. Un aspetto importante, soprattutto in questa fase, in cui anticipare la seconda dose può rappresentare il modo per rendere più efficace il vaccino contro gli attacchi della variante Delta.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha ammesso di non essere a conoscenza di un piano nazionale di contenimento della variante ex indiana. «Sicuramente vi sono studi che si stanno accumulando, anche su questa variante, ora che sta diventando sempre più presente in diversi Paesi del mondo – conclude Giani –. Anche perché la variante Delta, senza dubbio, rappresenta, anche per gli effetti che ha provocato negli altri Paesi, un grave pericolo. Abbiamo visto che le trasformazioni che si sono succedute sono state notevoli e questo configura, di fatto, il Covid-19 come molto suscettibile alle varianti. Nei nostri laboratori del Cnr di Sesto Fiorentino, al momento, sono censite più di 80 varianti» . –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
