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Toscana Pride: in migliaia nelle piazze per chiedere la legge Zan ora e senza tagli

Il Pride in Toscana: nella foto piazza dei Cavalieri a Pisa (foto Fabio Muzzi)
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Il Pride in Toscana: nella foto piazza dei Cavalieri a Pisa (foto Fabio Muzzi)

Eventi a Pistoia, Pisa, Arezzo, Livorno che nel 2022 ospiterà la grande parata contro le discriminazioni assente da due anni

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Questa volta a fare “coming out” – a rivelarsi in pubblico – sono stati due genitori. Scelgono per la loro dichiarazione un palco importante. Forse qualche mese fa non se lo sarebbero neppure immaginato tanto coraggio. Invece, eccoli lì, in piazza Duomo a Pistoia, uno dei luoghi toscani del Pride, dove si celebra la giornata dell’orgoglio di chi non vuole essere identificato per il genere né per le proprie preferenze sessuali, ma solo per quello che è. I due genitori, impugnano il microfono, forse anche un po’ per darsi coraggio e davanti a circa 300 persone, bandiere arcobaleno, famiglie di fatto, associazioni, raccontano: «Poco più di un anno fa nostro figlio più piccolo ci ha detto di essere omosessuale. Lui aveva 16 anni e per noi genitori è stato un fulmine a ciel sereno».

La piazza di colpo si fa attenta. La storia è vera e non è “piana”. I genitori raccontano delle rassicurazioni date al figlio che per loro nulla sarebbe cambiato, ma anche delle paure per una società ancora non accogliente e dello smarrimento iniziale provato rispetto a questa rivelazione. Del sostegno ricevuto da altri genitori come loro, quelli dell’associazione Agedo di Livorno, della nuova presa di coscienza raggiunta: «Nostro figlio non è cambiato, anzi, adesso è finalmente se stesso, addirittura più forte perché non più costretto a recitare una commedia. Il problema è solo nella nostra cultura ammuffita». Se esistono parole arcobaleno, sono queste. Sono dirette a tantissimi giovani che a Pistoia sono arrivati da tutta la provincia e anche da quella di Prato. C’è pure l’assessora regionale alle Pari opportunità Alessandra Nardini che ricorda come la Toscana sia da sempre terra di diritti e voglia continuare a esserlo «una regione che non accetta discriminazioni e violenze».

Lo dimostra la folla – quasi duemila persone – che si ritrova a Pisa, in piazza dei Cavalieri, la sede anche della Scuola Normale. Lo slogan più ripetuto è “Liberiamo i diritti. Facciamo rumore”. L’obiettivo è far sentire la propria voce e richiedere l’approvazione immediata e senza tagli del disegno di legge Zan, contro le discriminazioni e la violenza commesse per motivi di genere o di orientamento sessuale. Ci sono manifestanti che se lo sono impresso sulla mascherina: disegno di legge Zan, per non farlo dimenticare. «Siamo tornati finalmente in piazza» si sottolinea in apertura degli interventi, in attesa della grande parata prevista nel 2022 a Livorno dove comunque è in corso un altro assaggio di Pride, festa di tutta la comunità Lgtbq+(lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non-binarie e queer, dalla sessualità “liquida” non definita).

Sventolano vessilli e striscioni di Famiglie arcobaleno, Arcigay, Giovani democratici, formazioni studentesche, ci sono anche rappresentanti dell’Anpi, l’associazione partigiani. In lungarno Pacinotti, sul terrazzo del palazzo del rettorato è esposta una bandiera arcobaleno. «Un atto simbolico – dice Arturo Marzano, delegato del rettore alle questioni di genere e alle pari opportunità – che rimanda alle decisioni prese dall’ateneo nel sostenere e proteggere da discriminazioni». Manifestazioni analoghe anche a Firenze, Siena, Arezzo ma soprattutto a Livorno dove l’edizione “statica” del 2021 in Fortezza Nuova è una sorta di prova generale il 2022, quando (pandemia permettendo)– tornerà la grande parata secondo la formula già concordata ormai due anni fa: dalla stazione fino al mare. Parola del presidente di Toscana Pride, Luca Dieci. —

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