La manifestazione
Minaccia e picchia la madre: arrestato
Pistoia, la polizia accorre dopo l’allarme di una passante che aveva udito le urla provenire da un appartamento del centro
PISTOIA. È stata una passante a udire le urla provenire da una finestra del secondo piano e a telefonare al 113. Ed è stato proprio quando i poliziotti sono arrivati sul posto che dal portone d’ingresso è uscita una donna che a fatica si reggeva in piedi, con sul collo delle vistose macchie rosse, evidente segno di un tentativo di strangolamento. Erano all’incirca le quattro dello scorso venerdì pomeriggio. Poco dopo, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, a finire in manette è stato il figlio della donna. Non nuovo, tra l’altro, a quel tipo di violenze: in seguito alla denuncia sporta dai familiari il 9 giugno, proprio il giorno precedente, al termine di un’indagine d’urgenza, la procura aveva depositato contro di lui una richiesta di misura cautelare.
Misura cautelare che adesso è scattata indipendentemente dalla quella richiesta visto che sabato mattina, al termine dell’interrogatorio di garanzia, il giudice delle indagini preliminari Luca Gaspari, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto la custodia in carcere per il trentenne pistoiese, che era difeso di fiducia dall’avvocata Sara Mazzoncini, del foro di Prato, che aveva chiesto l’applicazione della misura meno restrittiva degli arresti domiciliari.
Come accennato, l’episodio avvenuto venerdì in pieno centro storico, a Pistoia, che ha portato all’arresto in flagranza, è solo l’ultimo di una serie di violenze da parte del giovane. Non solo nei confronti della madre, ma anche della propria compagna: offese, minacce di morte e percosse, negli ultimi tempi sempre più frequenti, come aveva denunciato ai carabinieri il 9 giugno lo zio del giovane, preoccupato per quello che stava accadendo in quella casa. Nei giorni successivi i militari dell’Arma aveva raccolto le testimonianze delle vittime e degli assistenti sociali che seguono il nucleo familiare, delineando il quadro che ha portato il pm a chiedere, giovedì, la misura cautelare. Ma il giorno dopo c’è stato l’intervento dei poliziotti della squadra volante della questura, che al loro arrivo si sono trovati di fronte la madre del giovane in stato di choc, che respirava a fatica, tanto che hanno dovuto farla sedere a terra davanti a casa. Per poi salire al secondo piano e prendere in consegna giovane, dopo aver aperto la porta con le chiavi della madre visto che lui non aveva nessuna intenzione di uscire. Una volta in questura, i poliziotti hanno raccolto le informazioni sui precedenti del trentenne pistoiese e il referto medico della madre, nel frattempo portata all’ospedale. Facendo scattare l’arresto per la reiterazione del reato di maltrattamenti in famiglia.
La madre del giovane ha poi raccontato che quel pomeriggio il figlio l’aveva aggredita: saputo che c’erano delle indagini nei suoi confronti, l’accusava di essere stata lei a denunciarlo. L’aveva spinta contro un armadio strappandole i capelli e agguantandola per il collo. Le urla della donna erano stata sentite da una passante, che aveva chiesto aiuto alla polizia. Quando il figlio era andato in bagno minacciando che quando sarebbe uscito l’avrebbe buttata giù dal terrazzo, la donna, a fatica, era riuscita a scappare in strada. —
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