Gioco
Gli over 60 rifiutano Johnson & Johnson. L’allarme dei medici: «Campagna frenata»
In Toscana su 40mila dosi in sette giorni fatti solo 3.415 vaccini: «I nostri pazienti hanno paura, scontano l’effetto AstraZeneca»
FIRENZE. I medici di famiglia dicono sia tutta colpa di John-son&Johnson. Di quel vaccino monodose – spiegano – «parente troppo stretto del temuto AstraZeneca» che la Regione Toscana ha assegnato a medici e farmacisti: 40mila dosi in tutto. Ma intanto la campagna vaccinale rischia di andare avanti con il freno a mano ti-rato. Con le persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni che snobbano John-son&Johnson. E non c’è neppure la possibilità di ampliare la platea dei vaccinandi: per disposizione del minist-ro della Salute, il siero di J&J (come quello di AstraZeneca) è destinato «in via preferenziale» a chi abbia più di 60 anni.
LA SVOLTA NON C’È STATA
Eppure poteva essere il modo per premere il piede sull’acceleratore. Un po’ come era già successo con gli over 80. Quando – in un momento di blocco della campagna scandito da scontri, critiche e polemiche – i medici di base scese-ro in campo, cogliendo nel segno e vaccinando, in tempi brevi, gran parte degli ultraottantenni. Così doveva andare. Anche questa volta.
LA SFIDUCIA
Vittorio Boscherini, segretario della Federazione italia-na medici di medicina generale di Firenze (Fimmg), spie-ga che, nelle previsioni, i medici di famiglia avrebbero dovuto somministrare 8mila dosi a settimana. Ma (almeno per ora) quei numeri sono solo un miraggio. «Peccato che, su un totale di 40mila dosi di vaccino pro-dotto da Johnson& Johnson consegnate alla nostra regione, nella scorsa settimana soltanto 3.415 pazienti siano stati vaccinati – spiega il medico – per un totale di 683 flaconi utilizzati». Le scorte di siero nei frigori-feri ci sono, ma gli over 60 non se le filano. «I pazienti ce lo dicono chiaro e tondo: non gradiscono il tipo di vaccino che ci è stato assegnato – sottolinea Boscherini – e comple-tare un’agenda di cinque persone (il numero di dosi che si possono ricavare da un singolo flacone di J&J, ndr) è complicatissimo. I pazienti non lo nascondono: dopo le notizie contrastanti, e anche contrad-dittorie, sul vaccino prodotto da AstraZeneca, sono preoccupati. Preferiscono prenotarsi sul portale della Regione e ricevere un’altra tipologia di vaccino: quello prodotto da Pfizer-BioNTech o Moderna».
CARENZA DI PERSONALE
Un’accelerata potrà arrivare (forse) dal 1° luglio, quando anche ai medici di famiglia (così come alle farmacie) sa-rà consegnato il vaccino pro-dotto da Pfizer-BioNTech. Ma, superato un problema, ne subentrerà a breve subito un altro. «Agosto è il mese in cui i medici di base vanno in vacanza – sottolinea il segretario della Fimmg – con una grave difficoltà: non c’è perso-nale per garantire le sostituzioni né la continuità assistenziale. Il rischio? Quei pazienti che hanno ricevuto la prima dose di vaccino nei primi 15 giorni di luglio dovrebbero avere il richiamo ad agosto. Ma, in quella data, il loro medico potrebbe non essere al lavoro. E, peggio ancora, potrebbe mancare anche chi lo sostituisce. Il risultato sarà l’ennesimo rallentamento a una campagna vaccinale che già sta procedendo a singhiozzo, per noi medici, tra molte difficoltà».
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