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Una Nazionale al top sulle ali dell’euforia: ora siamo i favoriti?

Una Nazionale al top sulle ali dell’euforia: ora siamo i favoriti?

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Un fuoco di paglia o la prima di sette notti magiche che potrebbero schiuderci le porte dell’Europa, 53 anni dopo la serata di Roma con i gol di Riva ed Anastasi? Favoriti o meteore? L’Italia del pallone un risultato lo ha già raggiunto: ha unito davanti alla televisione 14 milioni di persone. Con le bandiere, le urla, la gioia: non succedeva da cinque anni, visto che Russia 2018 ce lo siamo visto malinconicamente davanti alla tv. L’impressione è stata ottima. Un primo tempo complicato, davanti a una Turchia votata al catenaccio. Poi il caso, come spesso accade, ha messo la gara su un piano inclinato, l’autogol di Demiral ha fatto saltare il tappo di champagne. E così la creatura di Mancini è apparsa in tutta la propria bellezza. Ma basterà questo per vincerlo, questo Europeo?

Paolo Stringara (ex giocatore Inter): Inizio perfetto possiamo vincere noi

Era difficile immaginare un inizio migliore per gli Azzurri in questo Campionato Europeo. E il compito non era così semplice. Certo, la Turchia è una squadra mediocre, ma spesso sono proprio queste le partite più difficili. Un po’ perché l’esordio è sempre delicato e poi per il modo di giocare della formazione di Terim, così rocciosa e chiusa nella propria trequarti campo. Sono stati bravi i ragazzi di Mancini ad avere pazienza durante la manovra, cercando di sfiancare i turchi con un possesso palla di grande qualità e soprattutto senza mai essere frenetici. Sicuramente dopo aver trovato il vantaggio, la gara è andata in discesa. Loro erano molto stanchi e l’Italia con qualche spazio in più ha giocatori che possono fare davvero male in avanti. E’ stata davvero una bella partita, piacevole anche da vedere, per merito di questa Nazionale. Credo proprio per questo che il plauso più grande vada fatto al commissario tecnico. Questa squadra ha un’identità precisa. Mi spiego: al di là del risultato, noi quando ci mettiamo davanti al televisore, prima della partita, sappiamo già come giocherà la squadra. Una formazione molto tecnica, che si difende attraverso il possesso palla, cercando di cucire una fitta rete di passaggi con il doppio obiettivo di trovare il varco giusto, ma allo stesso tempo di tenere gli avversari lontano dalla porta. È qui che c’è l’unico punto interrogativo rimasto senza risposta dopo la prima sfida, vale a dire la fase difensiva che andrà misurata contro avversari di un’altra caratura rispetto alla Turchia. Non abbiamo ancora fatto niente, ma la partenza è stata sicuramente da applausi.

I SINGOLI

Mi piace molto questa filosofia di arrivare al risultato attraverso il gioco e non magari cercando di sfruttare una ripartenza e la giocata individuale di un singolo. Anche se dobbiamo dire che in caso di necessità, tra gli Azzurri ci sono anche molti giocatori che possono deciderla con una soluzione personale. Andando sui singoli, mi è piaciuto molto il centrocampo. Jorginho e Barella sono due giocatori di livello assoluto, il primo orchestra alla perfezione la manovra ed il secondo ha un’intensità pazzesca, nel finale aveva ancora la forza di spaccare le linee avversarie. Anche Locatelli, dopo un avvio diesel, è entrato molto bene in partita ed ha dimostrato qualità nelle giocate. E ricordiamoci che ci manca ancora Verratti, un giocatore fortissimo e con le caratteristiche che si sposano alla perfezione con questo modo di giocare. Credo che il centrocampo dell’Italia possa essere tra i tre più forti del mondo. Anche Berardi è andato benissimo, nonostante la poca esperienza a livello internazionale, ma anche Immobile che alla prima opportunità ha colpito. Se proprio devo scegliere uno su tutti però dico Spinazzola. Credo che sia uno dei giocatori più sottovalutati a livello europeo. E’ un terzino che crea sempre superiorità numerica, arrivando così da dietro le difese faticano anche a leggere il suo inserimento.

PERCHÉ POSSIAMO VINCERE

Siamo una Nazionale completa e con molto talento. Le scelte sono tutte orientate verso la tecnica e la qualità pura, penso a Bonucci in impostazione e Berardi magari preferito a Chiesa. Ecco, questo è un altro aspetto importante. Con l’esterno della Juve, Belotti e anche Raspadori che può essere la sorpresa, abbiamo tante soluzioni anche a gara in corso e con partite ravvicinate può essere un aspetto decisivo. Aspettiamo Verratti per fare ulteriormente il salto di qualità.

COSA CI MANCA

Rispetto alle altre squadre, penso magari alla Francia che è la favorita numero uno, ci manca forse un po’ di fisicità. In mezzo al campo i nostri sono fortissimi, ma non abbiamo un giocatore di stazza come potrebbe essere Pogba nei transalpini. E questo fattore potremmo pagarlo anche sui calci piazzati, visto che a parte Chiellini e Bonucci nella squadra scesa in campo contro la Turchia non avevamo troppi centimetri. E sappiamo tutti quante partite vengano decise proprio da un corner o da una punizione. E’ il momento di essere equilibrati: contenti per la prima prestazione, ma senza troppe illusioni.

Renzo Ulivieri (presidente Assoallenatori): Bravo Mancini ma è presto per illudersi

Venerdì sera ero a Roma e mi sono visto la partita in tribuna, ci tenevo a esserci per l’esordio della nostra nazionale. Il giudizio non può che essere positivo, su questo credo che tutti siano d’accordo: l’Italia è una squadra che va in campo e sa quello che vuole. Niente è affidato a caso. Prendete ad esempio appunto la partita contro la Turchia: ha preso atto che loro si chiudevano dietro, ha saputo aspettare, ha fatto girare la palla come sua abitudine, cercando di non affrettare mai i tempi. Guardando la partita, già intorno al 20’ del primo tempo avevo capito che la Turchia prima o poi ci doveva cedere il passo. Era troppo forte e troppo intensa la pressione della nostra nazionale. Se andiamo a rivedere la partita, la Turchia ha avuto soltanto un paio di ripartenze, ma niente di eccezionale. La verità è che avevano impostato la partita per non prenderle, per chiuderci gli spazi, ma nei fatti non ci hanno mai fatto paura dalle parti di Donnarumma.

Cosa ancora non riesco a valutare bene, è quanto l’Italia sia brava nel palleggio. Contro la Turchia l’abbiamo fatto davvero bene, senza mai affrettare i tempi e girando palla con intelligenza, ma non so se è una nostra caratteristica o in parte è dipeso anche da loro. Forse entrambe le cose.

I SINGOLI

Se devo fare un’analisi dei singolo, mi sono piaciuti tanto i due anziani dietro. Bravi davvero sia Chiellini che Bonucci. Forse Chiellini è stato anche una spanna superiore al compagno, perché oltre a chiudere bene nelle poche azioni offensive della Turchia, è stato molto utile in fase di impostazione. D’altronde l’impegno dietro era relativo e dunque era importante partecipare anche alla manovra. Bisogna anche essere obiettivi e capire che sia Bonucci che Chiellini non ce la faranno a giocare tutte le partite: nell’Europeo si gioca molto rapidamente, una partita ogni quattro giorni, e non c’è il tempo necessario per recuperare se sei avanti con l’età. Quindi il loro utilizzo andrà gestito bene.

Un pensiero particolare lo voglio rivolgere a Jorginho: giocatore fantastico nel dettare i tempi. Guardatelo quando gioca, il suo è un apporto sempre fondamentale sia in fase di possesso che quando c’è da spezzare il gioco avversario, è sempre il primo sul pallone. Spinazzola? Tanta roba davvero, mi è piaciuto molto. Bene anche Berardi ma secondo me con l’Italia bisogna fare un discorso di squadra e non di singoli. È stato davvero il collettivo a fare la differenza. In questo senso, l’Italia mi è piaciuta davvero tanto.

BRAVO MANCINI

Questa Italia ha firmato un periodo lungo di tante vittorie. Mancini è stato molto bravo nella costruzione di questa squadra, poi bisognerà vederla di fronte a impegni più complicati . Anche sotto il profilo fisico. Forse come struttura fisica non abbiamo grosse certezze ma questa è una situazione che andrà capita solo quando ci troveremo di fronte avversarie di prima fascia. Credo che più si va avanti, più la fatica si inizia a sentire, più in campo conta la tecnica. E noi sotto quel profilo abbiamo grandi qualità.

PERCHÉ VINCERE SARÁ DURA

Da qui a dire che possiamo vincere l’Europeo è comunque lunga. Giusto che tra i tifosi ci sia entusiasmo ma bisogna aspettare, mai come in questi casi bisogna pensare partita dopo partita. Vale per il campionato, figuriamoci per un Europeo dove si va avanti a eliminazione diretta.

Intanto comunque c’è da prendere atto di come l’Italia fa calcio. Mancini è partito con un’idea in testa, ha fatto scelte coerenti e c’è da essere molto contenti del percorso che ha fatto sino a oggi. Le avversarie più pericolose? Le solite di sempre, dalla Francia all’Inghilterra, fino alla Germania. Poi in ogni manifestazione ci sono sempre delle sorprese, come magari il Portogallo. Ora pensiamo comunque alla prima fase. Ho visto la partita tra Galles e Svizzera, oggettivamente mi sono sembrate entrambe inferiori rispetto alla nostra nazionale. --

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di Redazione web