Sicurezza
Mancio e quel Pozzo dei desideri: due partite al record del sor Vittorio
Una striscia di 28 gare iniziata nell’ottobre 2018. Difesa d’acciaio, gioco-champagne. E in tanti ci credono...
COVERCIANO. Gli amanti della matematica dicono che se qualcosa non può essere espresso in numeri, non è scienza ma è opinione. L’Italia di Roberto Mancini ha scollinato, non è più solo un’opinione e adesso ci sono pure i numeri a dimostrarlo.
LA STRISCIA RECORD
Dopo il successo contro la Turchia, l'imbattibilità degli azzurri ha raggiunto 28 partite. Una striscia iniziata i 10 ottobre 2018 (Italia-Ucraina 1-1), subito dopo il ko del 10 settembre precedente contro il Portogallo in Nations League. cIl record di imbattibilità degli azzurri oggi appartiene ancora a Vittorio Pozzo, tecnico col quale la nostra nazionale riuscì a non subire sconfitte per 30 gare consecutive. Va detto che quell’Italia visse una parentesi fantastica nel periodo di imbattibilità, trionfando nella Coppa del Mondo del 1938, alle Olimpiadi del 1936 e nella Coppa del 1933-35.
DIFESA D’ACCIAIO
Ma ci sono altri numeri che lasciano il segno. L’Italia infatti ha vinto le ultime nove partite senza mai subire gol. D’accordo, non abbiamo affrontato dei mostri del calcio mondiale, ma la Turchia (per dire...) era comunque la squadra che nel girone di qualificazione a questo europeo aveva strappato 4 punti su 6 alla Francia campione del mondo e favorita per il titolo.
BANDIERA BIANCA
E poi oltre alle cifre, ci sono anche gli occhi. E anche quelli spesso non tradiscono. L’Italia è stata terribilmente bella contro la Turchia: ha faticato, certo, nel primo tempo e non poteva essere diversamente visto che loro avevano parcheggiato il pullman davanti all’area. Ma quel muro l’abbiamo sgretolato con un martello pneumatico, facendo pressione senza sosta, chiudendoli negli ultimi 20 metri, costringendoli all’errore. E la ripresa è stata uno spettacolo. Sentite cosa ha detto Senol Gunes, il ct della Turchia. «Questa Italia è una grande squadra, ci aspettavamo un altro risultato. Ci hanno dominati, abbiamo perso il possesso palla troppe volte, hanno avuto tanti vantaggi e dopo aver preso il primo gol ci siamo distratti e abbiamo perso il controllo della partita».
LE FRECCE DI MANCINI
Presto per dire se ha ragione Caressa quando dopo il 3-0 grida “Siamo una macchina da guerra», ma di certo Mancini ha avuto tante ottime risposte dal match di esordio.
Tra l’altro i due migliori in campo sono stati giocatori tra i meno attesi. Berardi è stato eccellente, ha messo lo zampino su due dei tre gol e poteva pure lasciare il timbro personale con un sinistro nella ripresa. Ma una partita sontuosa l’ha giocata pure Spinazzola: spinta costante, duetti e sovrapposizioni da leccarsi i baffi con Insigne, penetrazioni e tiri in porta. E ora, col ritorno di Verratti, le frecce nell’arco di Mancini aumenteranno ancora. —
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