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Cento aziende per ogni scafo, Navigo “bussola” per i soci

Alfredo Faetti
Topeka, un prototipo di traghetto a idrogeno: anche per gli yacht si prospetta un futuro di questo tipo
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Topeka, un prototipo di traghetto a idrogeno: anche per gli yacht si prospetta un futuro di questo tipo

Il mercato chiede innovazione e sostenibilità: «Noi forniamo specialisti per ogni comparto»

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C’è un mare intero da esplorare. Non è quello fatto d’acqua, di cui ormai sono state disegnate tutte le rotte possibili, ma è quello del mercato, che se riferito alla nautica non si esaurisce alla semplice idea di barca. Attorno a ogni scafo, ci sono almeno cento aziende che ci lavorano attorno, tra fornitori, costruttori, porti, offerte di servizio. Un mercato che, con la ripresa del settore, si allarga sempre più ed è in questo mare che vuole fare da bussola alle varie realtà imprenditoriali Navigo, attualmente la più estesa rete di aziende della nautica da diporto della Toscana e una delle principali d’Europa.

I SERVIZI

«Offriamo sostegno alle aziende in tutte le direzioni – spiega il direttore generale Pietro Angelini – Dalla progettazione di barche e porti agli eventi fino ai servizi alle imprese». Ecco, salpiamo da qui: dai servizi. Esattamente come in ogni altro settore, il mercato della nautica è in continuo mutamento e segue quelle che sono le spinte del momento, come la sostenibilità e l’innovazione. Acque ancora non del tutto esplorate per le aziende che ruotano attorno al mondo dell’imbarcazione da diporto, non nella loro interezza quanto meno, ed è qui che Navigo entra in gioco.

Tra le prestazioni offerte ai propri clienti, questa rete di sviluppo della nautica offre un supporto per la crescita e organizzazione aziendale e per l’innovazione di processo che attraversa l’azienda stessa. «Abbiamo venti specialisti divisi ciascuno per ogni settore specifico – prosegue Angelini – Il nostro obiettivo è quello di accompagnare l’azienda, sia essa costruttrice, rifornitrice o altro, verso uno sviluppo che segua il passo con le nuove frontiere».

La nautica ha passato anni difficili nel recente passato, tant’è che si è parlato di una vera e propria crisi.

L’ultimo biennio però ha visto una notevole ripresa. «Ora è un mercato solido che sta crescendo sempre più», dice il direttore generale. Sono questi i mari inesplorati: i nuovi mercati. «Tra i servizi che offriamo c’è quello dell’internazionalizzazione – continua Angelini – Il nostro scopo è garantire all’azienda un posizionamento nel mercato».

Perché il fornitore toscano può trovare molti clienti nel Nord Europa ad esempio e viceversa.

La nautica, così come ogni altro settore, è ormai interconnessa e l’offerta di Navigo è destinata a far attraversare al cliente queste nuove correnti nella speranza di accompagnarlo quanto più lontano, attraverso un supporto a sua volta interconnesso, scandito dalla formazione di nuove figure professionali così come da eventi che siano in grado di mettere in contatto realtà che altrimenti difficilmente sarebbero riuscite ad incontrarsi. —

I PORTI

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«Dobbiamo valorizzare la sostenibilità, non temerla», dice il dg Pietro Angelini. Ed è qui che Navigo porta avanti la sua idea di porto green 4.0, in una visione della barca sempre più interconnessa tra acqua e terra (un po’ come accade con le macchine), dove acqua, vento e sole non sono soltanto gli ingredienti perfetti per un’uscita in mare, ma sono soprattutto fonti per rifornire di energia sostenibile i porti stessi per la loro gestione. Se tutto il mondo naviga verso la green economy, la nautica non può certo restare indietro. Ecco perché nel supporto ai porti che rientrano nella rete Navigo c’è la spinta in questa direzione, per fare in modo che l’approdo dell’imbarcazione sia già in linea con quelle che sono le aspettative. Già in molti lidi d’Europa le strutture sono dotate di impianti per l’energia sostenibile (sia essa fotovoltaica, eolica o marina) in grado di rifornire tutti gli apparati che ne scandiscono la gestione. Oltre all’indubbio vantaggio sul piano della sostenibilità ambientale, questa impostazione mira a garantire al fruitore (a chi insomma viaggia in barca, sia armatore che passeggero) tutte le comodità che esso si aspetta, comprese quelle legate alla propria visione di struttura. Ma le comodità non possono limitarsi a un singolo porto, perché chi viaggia per mare si muove necessariamente da un lido all’altro. Serve dunque una connettività, una rete che colleghi tutte le strutture. Da questo punto di vista Navigo viaggia in due direzioni: quella digitale e quella che potremmo definire materiale, intesa nel collegare lo stesso filo di standard a tutti i porti che comprende.

Partiamo dalla prima direzione, quella digitale. Qua l’azienda ripercorre la rotta già percorsa in molti altri settori in qualche modo simili: tecnologie di controllo e sicurezza degli oggetti (ossia delle imbarcazioni), cyber security, migliore gestione e telecomunicazioni, da intendere quest’ultima come potenziamento delle reti, wi fi e dei sistemi interconnessione Angelini lo dice chiaramente. «Sono i sistemi di interconnessione: gli oggetti nel fronte dei trasporti sono diventati tutti interconnessi quindi il lavoro sta su quel fronte lì». L’interconnessione però non è solo digitale, non viaggia soltanto nel mondo intangibile del web, ma sta anche nel contatto con la realtà, in questo caso dei porti. Nel rendere tutte le strutture portuali interconnesse tra loro, garantendo così una maggiore qualità di servizi e allo stesso tempo offrendo uno standard costante per l’utilizzatore che si trova a visitare porti simili. Non a caso Navigo rientra nel consorzio Le Marine della Toscana. Una costellazione di porti che dalla Versilia arriva fino all’Isola d’Elba e alla Maremma: 500 chilometri di sviluppo costiero che con il passare degli anni si sono arricchiti nel tempo di approdi, dapprima storici come Viareggio e i porti dell’Argentario e di moderni porti turistici che offrono un approdo sicuro a poca distanza l’uno dall’altro al diportista in crociera. Un sistema capace di attrarre turisti e visitatori facendosi vetrina per la toscana, il suo mare e come viverli al meglio entrambi.
Oltre 3.000 i posti barca complessivi a disposizione di imbarcazioni e yacht che vanno dai 5 metri a oltre i 100 metri, più servizi di qualità, colonnine intelligenti, smart mobility solution, sono alcuni dei plus dell’offerta Marine della Toscana. In alcune marine, sono inoltre disponibili posti barca in vendita per un totale di 500 postazioni sia per barche piccole che yacht.

L’obiettivo di una messe in rete simile, pronta a progetti di sviluppo, diventa quindi quella di promuovere e incentivare la collaborazione tra i porti toscani per rinforzarne la competitività a livello nazionale e internazionale, puntando su un turismo innovativo e integrato, sulla digitalizzazione della portualità e sull’eccellenza nei servizi per una gestione ottimale e la massima soddisfazione della clientela. —

LE BARCHE

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L’Agenda 2030 dell’Europa pone tre obiettivi: innovazione, sostenibilità ecologica e coesione sociale. Riguardo quest’ultima il dg di Navigo Pietro Angelini ricorda che su una barca ci lavorano anche cento aziende: la possibilità di mettere persone insieme non manca.

Riguardo la sostenibilità, poi, «lavoriamo con l’oggetto più sostenibile di tutti: il mare», per usare le sue parole.
Poi c’è l’innovazione ed è qui che Navigo sperimenta davvero, dalla propulsione a idrogeno all’alleggerimento delle imbarcazioni attraverso nuovi materiali. L’idea di applicare l’idrogeno a barche e navi è piaciuta anche all’Europa, che vede in questa direzione la svolta green predicata su più parti al mondo industriale.
Un sistema, quello della propulsione a idrogeno ma anche ibride, che può essere applicata a navi cruise, mega-yacht, traghetti, ferry e navi da ricerca oceanografica, capace di portare con sé la riduzione delle emissioni di gas-serra, degli ossidi di azoto e zolfo, e di particolato.

Un sistema basato sue due gas, l’aria e l’idrogeno, che entrano all’interno di una cellula combustibile, dove avviene una reazione chimica: l’idrogeno si scompone nel protone e nell’elettrone, creando elettricità, che può andare direttamente a fornire il motore. Altri progetti legati alla costruzione delle barche riguardano gli strumenti di controllo, legati alla tracciabilità e sensoristica, altri all’alleggerimento delle imbarcazioni e altri ancora sono legati alla possibilità di utilizzare nuovi materiali sempre più sostenibili.

Per fare un esempio, Navigo è in collaborazione con il progetto europeo Revyta (nato in Toscana di cui è capofila il cantiere navale Effebi di Viareggio), rivolto al riciclo della vetroresina.
L’obietto è quello di creare una piattaforma integrata per gestire l’intero processo di riciclo, utilizzando al meglio le tecnologie già oggi sviluppate, partendo dalla robotica per il disassemblaggio e la selezione dei materiali, fino al loro trattamento.

Un progetto tuttora in fase di perfezionamento, sebbene ben avviato visto che ci sono già delle sperimentazioni che hanno dato risultati.

Ad esempio, è stato progettato un processo in grado di recuperare non solo la fibra di vetro, ma anche la parte organica contenuta nel rifiuto, generando un prodotto liquido ancora capace di polimerizzare e che può essere, quindi, nuovamente riciclato, in miscela con resina vergine, per la produzione di nuovi manufatti in vetroresina, un metodo insomma per riuscire a recuperare quanto più possibile delle barche ormai giunte alla fine della loro vita per creare nuovi materiali, a impatto praticamente zero. —

GLI EVENTI

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Per mettere in connessione realtà differenti, porti con porti, fornitori con costruttori, progettisti con ricercatori, occorre creare le condizioni per queste possano incontrarsi. Questo è lo scopo degli eventi organizzati da Navigo. L’emergenza sanitaria causata dal covid ne ha messi molti sotto naftalina, in quanto è difficile poter mettere in piedi occasioni in cui centinaia di persone possano stare insieme: sono questi i numeri degli eventi organizzati dalla rete toscana. «Se dobbiamo organizzare eventi tanto per organizzarli preferiamo farne a meno», taglia corto il dg Pietro Angelini. Ma ce n’è uno che in questo biennio di pandemia non conosce soste: è Yare (Yachting Aftersales and Refit Experience), l’appuntamento internazionale tra i comandanti e la yachting industry. Si è svolto regolarmente l’anno scorso e si svolgerà anche quest’anno.

Nel 2020 ha contato cento comandanti, oltre duemila partecipanti collegati da venti Paesi di tutto il pianeta. In questo 2021 non sarà da meno: l’evento, pensato in considerazione del perdurare dell’emergenza covid, è in programma dal 20 al 22 ottobre abbandonando, per il momento, il consueto periodo di svolgimento di fine marzo. Il sistema di supporto digitale contribuisce a ottimizzare l’evento e la tempistica degli incontri e consente, in modo semplice ed intuitivo, la selezione della tipologia di meeting desiderata o un argomento da approfondire.
L’evento offre alle aziende partecipanti e ai Comandanti intense giornate di business, networking, informazione e discussione sull’industria dei Superyacht. Se ci saranno le condizioni adatte e nel rispetto delle normative, Yare avrà eventi in presenza a Viareggio, uno dei più importanti distretti nautici al mondo, con la partecipazione dei comandanti di Superyacht ospiti della rassegna e delle imprese di servizi del settore refit e dopo vendita provenienti dall’estero (paesi europei del Mediterraneo e del nord Europa, Usa, Asia e Medio Oriente).

L’intenzione è, dunque, quella di organizzare un evento mix tra incontri in presenza, soprattutto per quanto riguarda gli incontri business faccia a faccia tra comandanti e aziende del format B2C -Meet the Captain,accanto a live streaming, podcast, workshop e meeting digitali. Confermati gli appuntamenti collaterali quali il Passarelle Pitch in cui aziende leader internazionali si sfideranno con progetti innovativi, il Rina Awards dedicato ai comandanti e il Superyacht Captains Forum – organizzato da The Superyacht Media Group – media partner internazionale – in programma nel corso della prima giornata con approfondimenti sul mercato mondiale dei Superyacht.

La scorsa edizione, interamente digitale, ha avuto numeri importanti di partecipazione: un pubblico on line di 2.000 persone da oltre 25 paesi, 1.000 incontri business, 102 speaker, 19 eventi proposti per oltre 13 ore di live streaming dove si sono confrontati i maggiori protagonisti della nautica internazionale. «Nel corso dell’edizione passata, la tecnologia ci ha dato una grande mano nello sforzo organizzativo di proporre un evento innovativo che ha riscontrato un grande successo – sottolinea Vincenzo Poerio, presidente Yare - ed è stata la prima volta che questa tipologia di rassegne nautiche si confrontava interamente con il digitale. La nostra speranza è, in primis, quella di avere superato l’emergenza e di poter avere a Viareggio una edizione che preveda il contatto personale e lo stare insieme, ma i risultati raggiunti, anche in termini di partecipazione da ogni parte del mondo, ci hanno convinto a proseguire anche con un formato digitale».

Ma ci sono altri eventi nel cantiere di Navigo, come la possibilità di organizzare incontri come quelli già visti nel 2020 tra realtà distanti, come in Olanda o Germania, dove le aziende toscane possono mettersi a confronto con altre ditte affini, come ad esempio fornitori olandesi e costruttori toscani e viceversa. —

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