Il Tirreno

Toscana

l'opinione

Suggerimenti da considerare per la ripresa

FRANCO ALFREDO GRASSINI
Suggerimenti da considerare per la ripresa

3 MINUTI DI LETTURA





Nei giorni scorsi il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha pubblicato un consistente rapporto dedicato all’Italia in cui a precise analisi si accompagnano preziosi suggerimenti. Si parte dalla costatazione che il Covid-19 ha dato brutti colpi sia alle persone come all’economia. Questa già soffriva per la lenta ripresa dopo la crisi finanziaria dei primi anni del secolo. Il reddito nazionale lo scorso anno è calata di quasi il 9% e ancora più colpiti sono stati settori, si pensi al turismo, nei quali i rapporti umani sono fondamentali.

Il Fondo monetario internazionale riconosce che, per contenere tali guai, c’è stata una reazione da parte del governo che non è solo rapida, ma nel complesso ben congegnata tanto da meritare, oltre alla sua approvazione, un plauso anche se non mancano le critiche. In particolare il Fmi è preoccupato per il blocco dei licenziamenti, la moratoria dei crediti e le garanzie pubbliche. Gli stessi possono «nascondere la misura della debolezza finanziaria di molte imprese, la fragilità di molti crediti e quella del mercato del lavoro».

Come se non bastasse va tenuto presente che nell’ultimo decennio la produttività ha stagnato, il debito pubblico è cresciuto a livelli molto elevati ed i divari tra le diverse zone del Paese aumentati. I crediti dubbi delle nostre banche si sono ridotti, ma siamo ancora a livelli superiori a quelli medi europei. Va, infine, pensato che la sconfitta del Covid-19 non è ancora sicura. Nuove forme del germe stanno diffondendosi in tutto il mondo e la capacità dei vaccini nei loro confronti ancora da dimostrare.

Tale preoccupante quadro è di fatto capovolto dal buon andamento delle vaccinazioni, ma sopratutto dalla comparsa del Programma Europeo per le nuove generazioni, delle risorse che mette a disposizione e della capacità di realizzarlo che il nostro governo sta mostrando.

Per il 2021 il Fondo monetario internazionale prevede una crescita del 4,25, subordinandola a una serie di scelte. La spesa pubblica deve continuare a sostenere i consumi sino a quando non si avvieranno gli investimenti da realizzare nell’ambito del piano nazionale di ripresa, ma occorre mettere a punto un programma per la riduzione in tempi non troppo lontani dell’eccessivo debito pubblico. Vanno rafforzate anche finanziariamente le imprese capaci. Il Fmi non lo dice chiaramente, ma lascia capire che, per potenziare le stesse, sarebbe opportuno lo Stato fornisse del capitale di rischio. Un punto, invece, trascurato riguarda perché manchino grandi multinazionali e le poche che c’erano siano fuggite. Analogamente occorre snellire e velocizzare la liquidazione di quelle senza futuro.

Anche il mercato del lavoro va riformato, per migliorare la produttività, con forme diverse di miglioramento delle capacità professionali e garanzie di protezione sociale. In sostanza il Fmi ha sottolineato e messo in evidenza le molte cose che dobbiamo cambiare se vogliamo non solo una ripresa, ma un Paese che torni a essere veramente dinamico. Lo è stato in molti periodi di un passato non troppo lontano. Sta alla nostra volontà e a quella dei politici non perdere una buona occasione. --

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web