Il Tirreno

Toscana

il dibattito

Io, avvocato e juventino vi dico che...

Renato Luparini*
Luciano Moggi e Gianni Agnelli
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Luciano Moggi e Gianni Agnelli

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Egregio direttore, sono un avvocato juventino, due categorie che Il Tirreno da qualche tempo ha preso di mira. Non bastavano i commenti al vetriolo di Enzo Bucchioni sulla mia squadra del cuore; ora ci si è messo anche lei con dure critiche alla mia categoria professionale. Fino a qualche tempo fa gli amici mi prendevano in giro con accuse, ovviamente prive di fondamento, di favoritismi arbitrali a vantaggio della Juve; adesso, oltre a quello rincarano la dose con il riferimento a vaccini presi in modo furbesco, complici alcune distrazioni di amici nelle stanze che contano, anche se non sono quelle del Var.

Lo potrei mettere sul minaccioso, avvertendola che noi avvocati siamo tanti e ancora di più molti siamo ad avere il cuore bianconero lungo il mare di cui il suo giornale porta il nome.

Ma siccome fin da bambino uno juventino si abitua alle lamentele altrui e un avvocato deve rispondere alle obiezioni avversarie , provo a cercare una spiegazione del perché a molta gente avvocati e juventini stanno sulle scatole. Secondo me è perché la gente non fa abbastanza mente locale all’importanza nostra (intendo come categoria professionale e squadra di calcio).

Se non ci fosse la Juventus il campionato non saprebbe di niente: nessuno in campo, in televisione e sui giornali direbbe di esser stato derubato anche dopo un 5-0 e nessuna squadra avrebbe la scusa per giustificare i suoi insuccessi.

Se non ci fossero gli avvocati non potrebbero esser fatti i processi e non si riuscirebbe a stabilire, dopo aver sentito tutte le campane, chi ha torto e chi ha ragione anche a proposito di tante vicende, anche calcistiche.

Un esempio per tutti : un notissimo arbitro livornese (il primo ad aver organizzato gli arbitri come una vera squadra con tanto di preparatori atletici) fu accusato di designare arbitri accomodanti nei confronti di una certa squadra. Il processo penale è finito nel nulla, senza alcuna condanna anche perché i giudici che lo dovevano giudicare si erano dimenticati di tener conto del legittimo impedimento (concetto caro anche a chi tifa Milan o Monza) del suo avvocato.

In sostanza se non si mettono gli avvocati in condizione di salute, anche attraverso i vaccini come ha fatto meritoriamente la Regione Toscana (insieme con la Sicilia) non si può fare giustizia e senza giustizia non ci può essere uno Stato di diritto e non può esserci nemmeno il campionato di calcio.

Quello, salvo contentini decennali alle altre squadre, lo vince sempre la Juventus. Non a caso è sempre stata la squadra dell’Avvocato.

Cordiali saluti.

(*avvocato)

Caro avvocato, apprezzo il tono leggero e ironico della sua missiva che però non nasconde una sorta di irritazione di fondo. Ma credo non sfugga anche a lei come sia innegabile che gli avvocati non abbiano diritti superiori a quelli di altre categorie egualmente esposte e in molti casi anche maggiormente esposte al rischio contagio. E che, grazie a un sapiente lavoro dietro le quinte (documentato), siano riusciti a saltare la fila. In modo formalmente, legale, certo. Ma indubbiamente antipatico. Credo non le sfugga che ci sono categorie che devono essere difendibili ben oltre la legge, e gli avvocati rientrano ampiamente nel novero. Quanto alla Juventus, come per gli avvocati, non si può generalizzare. La Juventus ha avuto modo di essere rappresentata da gentiluomini come Dino Zoff, Gaetano Scirea e Giovanni Trapattoni. E anche da Luciano Moggi, esattamente l’opposto. Non si può generalizzare e neanche mescolare le carte. Solo raccontare come stanno le cose. Anche per certe vittorie un po’ così, come quella del vaccino prima degli altri.

(s.t.)

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