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Gli Ufo visti dagli Usa sono anche alieni? I dubbi e le certezze
Ma, insomma, gli Ufo esistono o no? Anzitutto una premessa: "ufo" è l’acronimo di oggetto non identificato, non di presenze aliene. Detto questo, c’è un fatto inoppugnabile: un video fatto dalla Marina americana che riprende strani oggetti volanti volteggiare sopra la portaerei americana Uss Omaha, nel Pacifico. Il Pentagono ha affermato che si tratta di "oggetti non identificati", è atteso un rapporto per il 25 giugno. Ma non è detto che sopra vi fossero i nipotini di Et... Tra le ipotesi quella di velivoli "ipersonici" russi e cinesi. Quanto basta, però, per riaccendere quella che non è solo una suggestione ma materia di studio.
Abbiamo chiesto un parere a Marco Bianchini, rappresentante toscano del Cisu (il Centro Italiano Studi Ufologici) e Vladimiro Bibolotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale.
(hanno collaborato Samuele Bartolini e Gabriele Buffoni)
Marco Bianchini (Centro Italiano Studi Ufologici): Poco per dire che sono extraterrestri
Gli Ufo, ovvero gli "oggetti volanti non identificati", non hanno alcuna correlazione con la vita extraterrestre o la tecnologia aliena. Bisogna distinguere attentamente questi due concetti. Un conto è la cosiddetta esobiologia, ovvero la scienza che studia l’origine, l’evoluzione e la distribuzione delle forme di vita nell’universo: credo che ormai tutti ritengano che non siamo l’unica forma di vita presente nell’intero universo e che la presenza su altri pianeti di vita unicellulare o anche in forme più complesse sia addirittura probabile, oltreché possibile. Con questo però l’ufologia non c’entra niente. Gli Ufo sono un fenomeno che in meno di cento anni - il primo avvistamento ufficiale risale al 24 giugno 1947: si verificò vicino al Monte Rainier nello stato di Washington, negli Usa, e fu effettuato dal pilota statunitense Kenneth Arnold che per la prima volta utilizzò il termine "flying saucers", da cui la definizione di "dischi volanti" - si è attestato come assolutamente reale e comprovato da milioni di persone che sostengono di aver visto nel cielo oggetti che non riuscivano a riconoscere. Il ruolo dell’ufologia è proprio quello di trattare queste testimonianze in maniera critica, seguendo metodologie scientifiche: un compito che in Italia è svolto dal Cisu, il Centro Italiano Studi Ufologici. Nel 95 per cento dei casi trattati dal Cisu, quest’operazione ha portato ad una spiegazione del fenomeno che dunque viene classificato come Ifo (oggetti volanti identificati). La maggior parte delle segnalazioni - fatta eccezione per pochi casi di mitomani - sono fatte in buona fede: l’errore più comune è ad esempio non riconoscere il pianeta Venere, che attraverso la fotocamera di un cellulare spesso subisce distorsioni nella forma, o i rientri di satelliti nell’atmosfera. Molto comuni di recente sono gli avvistamenti dei satelliti Starlink lanciati dalla SpaceX di Musk: il loro passaggio nel cielo crea delle scie di luci visibili anche ad occhio nudo. Alcuni anni fa, d’estate, ci fu il boom delle lanterne cinesi: anche in quel caso, tante furono le segnalazioni di oggetti che compivano strane traiettorie nel cielo. C’è però pur sempre una buona percentuale, il 5 per cento rimanente, che rientra effettivamente sotto la denominazione di Ufo. Non si tratta di un numero irrisorio: se pensiamo che solo in Italia il Cisu ha rilevato ed indagato dal Dopoguerra ad oggi circa 30mila avvistamenti, si parla di circa 1500 casi di oggetti non identificati.
È qui però che bisogna fare il distinguo più importante: gli Ufo sono oggetti "non identificati", non "non identificabili". Cambiano poche lettere, ma nella sostanza c’è un abisso tra i due termini. Nel parlare di Ufo, gli ufologi ammettono che con i mezzi e le conoscenze a loro disposizione, e quindi i dati a cui si può accedere, alcuni oggetti volanti visti dal testimone intervistato restano senza identificazione ufficiale. Questo non significa che in realtà il fenomeno non sia spiegabile accedendo ad ulteriori dati e conoscenze: potrebbero essere droni di ultima generazione, progetti aeronautici non resi noti, o anche distorsioni nella taratura dei radar. Non lo sappiamo, e senza prove si possono solo fare teorie. Chi però, da questa "non identificazione", passa a dire che si tratta di tecnologia aliena compie un salto a dir poco proibitivo: una cosa è affermare che non sappiamo cosa siano, ben altra dichiarare che si tratta di qualcosa di extraterrestre. E anche l’idea che esistano programmi aeronautici dedicati allo studio degli Ufo, è perfettamente comprensibile e non riguarda la presenza di alieni sul nostro pianeta: gli Ufo sono comunque oggetti che transitano in uno spazio aereo controllato da uno Stato che dunque si interessa nel dar loro un’identificazione.
Credere agli alieni è, con tutte le distinzioni del caso, più simile ad un atto di fede che a un’opinione fondata su basi solide. Ad oggi infatti non c’è alcuna prova scientifica che dimostri l’esistenza sulla Terra di astronavi provenienti da altri pianeti o che presentano tecnologia aliena. Un’immagine certamente folkloristica, valida per il mondo cinematografico e che riconosco sia certamente più suggestiva e divertente. Ma che resta una fantasia, senza alcun fondamento scientifico.
Vladimiro Bibolotti (Centro Ufologico Nazionale): Ma io ci credo: fenomeni inspiegabili
Ritengo che sia possibile la visita di entità extraterrestri sul nostro pianeta e che quindi gli oggetti extraterrestri esistano. Guardiamo al fenomeno degli Ufo. Lo studio di questi oggetti volanti non identificati si fonda sul metodo "ad excludendum", ovvero eliminando via via le cause conosciute, ritenute non iscrivibili al fenomeno degli oggetti volanti non identificati. In tutti gli avvistamenti segnalati la casistica segnala un 23% di fenomeni non corrispondenti a quelli convenzionali conosciuti. Di questo 23% almeno la metà rimane Non Identificato e le spiegazioni più plausibili, visto le rilevazioni strumentali, avvalorano l’ipotesi di oggetti volanti tecnologici di natura non terrestre. I rimanenti sono così ripartiti: il 27% sono fatti dall’uomo (fari da discoteca, lanterne cinesi, droni), il 23% sono oggetti spaziali (Russia, USA, Cina..) e il restante 27% sono di natura terrestre o astronomica (meteore, bolidi, congiunzioni planetarie).
Questa casistica rispecchia i dati del Project Blue Book, a quelli dell’ente spaziale francese Cnes e del Ministero della difesa britannico. Nella maggior parte dei casi Ufo, certe precise e costanti modalità sembrano indicare che ci si trova di fronte a manifestazioni controllate da intelligenze coscienti. Spesso gli Ufo hanno inseguito mezzi di superficie ed aerei disimpegnandosi poi in caso di tentata intercettazione, come i recenti casi che hanno coinvolto la US Navy. Il responsabile del progetto della AATIP creata ad hoc dal Pentagono, Luis Elizondo, afferma che tali oggetti rilevati e registrati con i più moderni ritrovati della tecnologia militare, non sono compatibili con nessun prodotto costruito da nessuna nazione della Terra. L’aveva affermato anche Truman nel 1952.
Cade dunque l’ipotesi delle armi segrete, per molti motivi. Stiamo parlando infatti di oggetti volanti che possono manifestare cinque diverse caratteristiche osservabili: estrema manovrabilità (curvare ad angolo retto, salire o scendere in quota in pochi istanti); velocità ipersonica senza la generazione del "bang sonico"; bassa osservabilità; capacità di viaggi "transmedium", cioè viaggiare nello spazio, in atmosfera, immergersi in acqua senza creare lo splash od onde; ascesa positiva senza alcun tipo di evidenti tracce di aerodinamica, spinta o propulsione. Questi oggetti mostrano caratteristiche che superano di gran lunga qualsiasi cosa che conosciamo attualmente nell’inventario mondiale.
Pure il segreto militare non avrebbe più senso dopo 70 anni di evoluzioni tecnologiche. Le armi segrete vengono costruite come armi di primo colpo, per cui l’avversario non deve conoscere tali oggetti, né forma né filosofia di ingaggio. Eppure esistono filmati certificati autentici dal Pentagono dove si vedono oggetti che hanno comportamenti non compatibili con la nostra fisica, ripresi da piloti espertissimi a bordo di velivoli con apparati di rilevamento avanzatissimi, abbinati a quelli della squadra navale. Violerebbe tutti i principi della sperimentazione di armi segrete far volare tali oggetti sopra luoghi abitati come città rischiando di essere fotografati e rilevati dallo spionaggio nemico. Il caso Washington del 1952 (inseguimento di caccia sopra il Campidoglio e tracce radar) o il caso Bruxelles del 1989/90 (già allora il Gen De Brower non escluse l’ipotesi extraterrestre) e i recenti avvistamenti delle squadre navali USA ne sarebbero un esempio.
Un altro fattore indispensabile per comprendere tale fenomenologia è che attualmente gli americani viaggiano per raggiungere la stazione spaziale ISS con le Sojuz russe. E ora la NASA andrà alla conquista di Luna e poi Marte con i nuovi missili di Elon Musk, versione modernizzata delle V2 di Von Braun. Ma se gli americani avessero mezzi basati su una fisica sconosciuta con le prestazioni fuori dall’ordinario, avrebbero già colonizzato lo spazio... Il tema sugli oggetti volanti non identificati affascina e ci porta alla possibilità di visite extraterrestri sul nostro pianeta. La civiltà umana potrebbe essere di fronte ad altre civiltà con millenni di sviluppo tecnologico, talmente avanzato da far sembrare le loro tecnologie come magia. Non sarebbe strano visto il numero di miliardi pianeti presenti nella nostra galassia. Non rimane dunque che aspettare il rapporto che verrà presentato a giorni al Senato Usa. --
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