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«Lo sfratto, poi la chiusura ora riapriamo speranzosi»

M.S.
«Lo sfratto, poi la chiusura ora riapriamo speranzosi»

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«Abbiamo patito la gogna morale dello sfratto per morosità nonostante una richiesta di sospensione dell’affitto e quindi la promessa non di ridurre il canone ma di restituire la cifra pattuita più in là nel tempo», racconta Francesco Bechi, presidente di Federalberghi ma prima ancora – in questo caso – titolare dell’hotel Paris di Firenze. Poi prosegue: «Fortunatamente il tribunale ha deciso diversamente e ce l’abbiamo fatta, a differenza di altri colleghi che invece hanno dovuto restituire le chiavi».

Oggi il Paris è chiuso. Dopo una parentesi da luglio a ottobre scorsi riaprirà mercoledì 16 «con tanta paura, nonostante la consapevolezza che la campagna vaccinale ci riporterà alla normalità». «Sono stati quasi otto mesi in cui il personale ha avuto accesso al fondo integrativo salariale. E ripartire sarà come varare una nave», aggiunge il presidente, che tornando – inevitabilmente, dato il ruolo che ricopre – sulle difficoltà del settore auspica «da parte del governo, se non il Superbonus che era stato ventilato, almeno il tax credit». L’alternativa, prosegue Bechi, si chiama «aprire la porta agli investimenti dei grandi gruppi, alla ricerca del solo profitto a scapito dell’identità di un intero settore molto spesso gestito per tradizione familiare; come è successo al comparto del settore della moda». —

M.S.

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