Attenzione
Dopo 17 anni cerca il padrone del suo cagnolino
La nuova proprietaria ha scoperto per caso che era stato rubato
Sono passati 17 anni da quando ha trovato quel batuffolo di pelo ridotto a un ammasso di forasacchi, in fin di vita dentro a una scatola di cartone nella pineta di Marina di Carrara. Quel trovatello, che ha chiamato Illy, è diventato il suo adorato barboncino. Un amore a prima vista, tra il cane e la sua salvatrice, la psicologa 51enne Jutta Bologna Andresen, un amore cementato da anni di convivenza. E di cure costanti. Ora, dopo 17 anni, la padrona di Illy ha scoperto per caso mentre gli faceva una radiografia dal veterinario, che forse il cane non era stato abbandonato, ma rubato. E così Jutta non ha esitato a mettersi alla ricerca del primo padrone del suo barboncino.
Ma andiamo per ordine. Il veterinario giovedì scorso, dopo una radiografia, si accorge che il cane era stato curato per una frattura alla zampa anteriore destra, dove si distingue chiaramente una placca. Era il 16 giugno di 17 anni fa quando da una scatola di cartone di una friggitoria, nella pineta di Marina di Carrara, spunta un ammasso di pelo e sangue che mugola e si lamenta. È un cagnolino, sembra cieco, perché ha le croste sugli occhi. Non si distingue neppure il colore, il pelo è annodato e forasacchi lo ricoprono dappertutto. Jutta Bologna Andresen, psicologa di Parma ma originaria di Marina di Carrara dove vive ancora la sua famiglia, sta portando insieme alla madre il suo cane a fare una passeggiata nella pineta. Un signore lancia l'allarme e chiama le due donne ad alta voce, loro subito accorrono verso lo scatolone e quando Jutta vede la scena non ci pensa neppure un attimo. «Era chiaramente in fin di vita - racconta Jutta -. Il circo allestito a pochi metri mi ha fatto partire il pregiudizio, perdonate: ho pensato che ad abbandonarlo fossero stati proprio loro». Ma non c'è tempo da perdere, il cane non si muove più, sta morendo. Lei prende la scatola fra le braccia e di corsa lo porta dal veterinario. «Appena ho tirato fuori il cane il medico ha alzato mani e sguardo al cielo - si commuove Jutta -. Non serviva molto per capire che la situazione era disperata. I forasacchi erano entrati nel corpo del cagnolino. Man mano che cercava di tosarlo per raggiungere la pelle, veniva via pelo e carne. È stato terribile». In tre mesi Jutta va almeno una volta alla settimana dal veterinario, che ogni volta deve sottoporre il piccoletto a un'operazione per estrarre dalla pelle i forasacchi. «È stato un miracolo, tanto amore nostro e la bravura del dottore a salvare il cane - ricorda Jutta -: l'impresa era al limite, ma ce l'abbiamo fatta». Sono trascorsi 17 anni da quel giorno. Il barboncino ha avuto una vita felice, circondato dall’amore della sua famiglia adottiva. Un cane malato abbandonato e sopravvissuto, questa era la storia breve del suo passato prima di Jutta. Fino a giovedì.
«Ho dovuto portarlo dal veterinario - continua la padrona - perché ha qualche problema nella deambulazione. Ed è stato proprio durante la radiografia che il dottore ha notato una cosa strana: il cane ha una placca nella zampa». Il veterinario avverte subito la donna e insieme a lei comincia a fare delle riflessioni. «Questo significa che nella prima parte della sua vita è stato amato, che ha avuto dei padroni che lo hanno curato - immagina Jutta -: mi sono fatta subito un film nella testa. Avevamo sempre pensato che qualcuno lo avesse abbandonato perché troppo malconcio». All'epoca del ritrovamento la donna aveva chiesto in giro, mettendo dei cartelli per sapere se qualcuno aveva smarrito il barboncino. «Ma nessuno mi contattò - racconta Jutta - così decidemmo di dargli un nome. Siccome quando dicevamo Billy si girava, per cominciare con lui una nuova vita l'ho chiamato Illy». Dopo la scoperta del veterinario, la psicologa usa subito i social per lanciare un appello. «In tutti questi anni non ho mai lontanamente pensato che fosse stato rubato a qualcuno. Era così ridotto male che la mia idea fu subito che lo avessero abbandonato per non doverlo curare. Ma nel momento in cui scopro che ha una vecchia placca ho capito che qualcuno per un certo periodo si è occupato amorevolmente di lui. E 17 anni fa un'operazione del genere non era poi così banale: hanno speso dei bei soldi, mi ha confermato il veterinario. Voglio che questa notizia possa arrivare al suo precedente padrone, a cui probabilmente è stato rubato. Mi piacerebbe far sapere che io l'ho trovato, curato e amato per tutto questo tempo. È tuttora in vita e compatibilmente all'età sta bene, gioca, passeggia, mangia e ama tanto essere coccolato. Quante persone perdono un animale oppure gli viene rubato e non sanno più che fine ha fatto! Sarebbe bello ritrovare la sua prima famiglia e farle sapere che il cane sta bene». Il cold case del piccolo Illy comincia adesso. Anche se per lui ormai la casa è quella della sua amata padrona Jutta. —
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