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Vaccini in Toscana, boom di prenotazioni per i promessi sposi: già 500 coppie hanno fatto richiesta
Partite le chiamate al call center della Regione: i primi a fissare un appunatamento sono due fiorentini, un ragazzo di 29 anni e una ragazza di 27
Un boom. Cinquecento coppie di promessi sposi hanno chiesto di potersi vaccinare in Toscana. Mille persone che aspettano un matrimonio libere dalla paura di poter contrarre il Covid e dall'assillo di dover annullare tutto, cerimonia o viaggio, magari a causa di un tampone positivo ad appena 48 ore dal sì.
Tante sono state le telefonate arrivate in Regione da parte di chi sta per convolare a nozze nel primo giorno di apertura del servizio voluto dal presidente Eugenio Giani, che ha deciso di riservare a chi si sposa un canale di prenotazione prioritaria. La prima coppia che ha telefonato è di Firenze, lui ha 29 anni, lei 27 anni.
Chi sta per unirsi in matrimonio, infatti, da oggi può chiamare il centro Covid, dove lavorano 40 operatori (numero 055-9077777, attivo tutti i giorni dalle ore 9 alle 16) comunicando i propri dati tra cui gli estremi delle pubblicazioni. Poi le Asl li richiameranno per la data della prenotazione. Il giorno del vaccino sarà necessario portare con sé copia delle pubblicazioni.
«La Toscana ingrana le marce per raggiungere la più ampia copertura vaccinale. Ho atteso di avere la certezza di poterlo fare, ma mi pareva giusto agire per dare a chi progetta le nozze e chi affronterà la maturità la possibilità di vaccinarsi velocemente – aveva spiegato Giani – Altre regioni lo stanno facendo e, trattandosi comunque di giovani, poteva succedere che dovessero aspettare ancora seguendo il calendario delle fasce d’età. Per i futuri sposi questo significava rischiare di far saltare le cerimonie; e uno dei momenti più importanti della vita non può essere rovinato da un tampone negativo».
In queste settimane il presidente non è rimasto indifferente alle richieste di sostegno arrivate da chi lavora proprio nel settore dei matrimoni, dai catering ai fiorai, fino a ristoratori e albergatori. Un’economia, quella del wedding, che con il Covid è crollata e ancora non ha una prospettiva di ripartenza a stare al calendario di riaperture fissato dal governo, se non in modo indiretto legata proprio al vaccino. Cerimonie, buffet e feste infatti sono consentite a chi possiede il green pass, cioè si è vaccinato almeno con la prima dose, è guarito dal Covid o è risultato negativo al tampone due giorni prima dell’evento. Non solo. Una volta ottenuta la seconda dose, i promessi sposi così potranno anche intraprendere il viaggio di nozze all'estero, sfruttando il certificato verde europeo.
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