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Toscana

Dietrofront sui ristoranti: a tavola massimo in quattro

Claudio Maddaloni
Dietrofront sui ristoranti: a tavola massimo in quattro

Il ministero della Salute ribadisce la norma sia nelle regioni bianche che gialle 

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Nei giorni del primo vero banco di prova per la ripartenza del turismo, con il ponte del 2 giugno, continua a calare la curva dei contagi in Italia. Con 2.483 nuovi casi in ventiquattro ore, il tasso di positività crolla all’1,1 per cento. Risale leggermente il numero delle vittime, 93, mentre dagli ospedali continuano ad arrivare dati positivi: per la prima volta in oltre sette mesi le terapie intensive sono sotto quota mille, calano anche i ricoveri nei reparti ordinari. Così, in un quadro in cui da questa settimana tutte le regioni sono in fascia gialla o bianca, e da ieri si può mangiare nei ristoranti anche al chiuso, complice il ponte del 2 giugno riparte il turismo.

ADDIO TAVOLATE

A pesare resta il limite, confermato dal ministero della Salute, per la consumazione al tavolo nei locali al chiuso: quattro persone - salvo che siano tutti conviventi - sia che il servizio di ristoranti e bar si trovi in zona bianca sia in zona gialla. Sono però in corso interlocuzioni tra il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e il Governo: secondo i presidenti di Regione infatti «l’interpretazione è ritenuta troppo restrittiva». Ed è in corso anche un ulteriore approfondimento, perché questo limite, secondo l’ufficio legislativo del ministero per gli Affari regionali, si dovrebbe applicare «solo in zona gialla». La questione ha fatto irritare la Fipe-Confcommercio: «Passano i mesi, ma non la confusione successiva a ogni provvedimento. È inaccettabile che, nel giorno in cui bar e ristoranti possono riprendere a lavorare a regime, non ci sia ancora una linea chiara sul numero di commensali permessi a ogni tavolo». Mentre per Coldiretti, col limite dei quattro posti a sedere salteranno le tradizionali tavolate estive, dalle feste di fine anno scolastico ai pranzi aziendali fino ai pranzi in riva al mare e alle cene tutti insieme in vacanza, che sono una priorità per quasi un italiano su tre dopo le riaperture.

NOVE MILIONI IN VACANZA

Segnali positivi arrivano però dai flussi turistici, con nove milioni di italiani che per il ponte si sono spostati da casa per trascorrere almeno una giornata di relax fuori porta dopo mesi di clausura. «C’è il ritorno al viaggio, la volontà di spostarsi, uscire, ma è chiaro che stiamo parlando di un turismo di super prossimità, anche perché questo ponte viene di mercoledì. Siamo felici di ricominciare», spiega la presidente di Federturismo Marina Lalli.

MANCANO GLI STRANIERI

Manca ancora il turismo straniero: «Per questo primo pezzo di giugno siamo a quasi zero. Ma abbiamo già prenotazioni significative dalla seconda metà di luglio, anche perché per il momento c’è ancora un po’ di incertezza sulle regole per gli spostamenti tra Stati», sottolinea Lalli. E Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, spiega che sotto questo aspetto a soffrire sono soprattutto le città d’arte: «Al momento manca il turismo internazionale, soprattutto americano. Il turismo italiano sta performando bene nei weekend, vediamo una ripresa del turismo europeo».

VOGLIA DI MARE

In generale, comunque, sta esplodendo la voglia di mare, scelto da oltre sei italiani su dieci, mentre tutte le altre tipologie di destinazione perdono un po’ di terreno rispetto a maggio 2019, secondo quanto emerge dall’indice di fiducia dei viaggiatori italiani di Confturismo-Confcommercio. —
 

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