Il Tirreno

Toscana

Il Pd in pressing sul ministro: «Sblocca subito la Tirrenica»

Mario Neri e Federica Scintu
Il Pd in pressing sul ministro: «Sblocca subito la Tirrenica»

La battaglia per le infrastrutture, i parlamentari dem scrivono una lettera a Giovannini: "Senza costa, votiamo no al tuo decreto"

3 MINUTI DI LETTURA





Firenze. Non sono solo i forzisti capitanati dal senatore Massimo Mallegni a spingere per le infrastrutture toscane, ma anche il Pd da giorni è in pressing sul ministro Enrico Giovannini per convincerlo a inserire la Tirrenica nel prossimo decreto con cui il governo nominerà i commissari per le opere strategiche. La nomina è la chiave per far partire i lavori di adeguamento della Aurelia che da San Pietro a Palazzi arriva a Tarquinia. Dopo mezzo secolo di polemiche, progetti lanciati e poi abortiti, a fine 2019 sembrava essere arrivato il passaggio decisivo: un emendamento al Milleproroghe promosso dal deputato dem livornese Andrea Romano che sanciva il passaggio di competenze sui cantieri da Sat ad Anas. Insomma, il progetto tornava in mano pubblica.

A luglio 2020, poi, arriva il decreto Semplificazioni con l’elenco delle opere strategiche per il Paese, i lavori da finanziare e affidare a un commissario. In Toscana, oltre alla Grosseto-Fano e alla Darsena Europa, c’è anche il corridoio sulla costa, ma prima di far partire i lavori – è la tesi del ministero dei Trasporti – Sat va risarcita dei mancati introiti per una concessione trentennale venuta meno e un pedaggio che non incasserà mai. La società controllata da Autostrade per l’Italia (Aspi) ha chiesto 300 milioni. Una condizione che Giovannini ha posto anche stavolta, tanto da escludere dall’elenco di opere da dotare di un commissario nel dpcm in preparazione. Ma con una lettera dura i gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato giorni fa hanno posto la Tirrenica come prioritaria.

«La nomina del commissario per la Tirrenica – dice Romano, che è presidente dei dem in commissione Infrastrutture – deve essere svincolata dalla questione della trattativa con Sat. A Giovannini lo ab biamo detto: senza la Tirrenica, il decreto uscirà dalla commissione con un parere negativo». Non è vincolante, ma verrebbe meno per il ministro il sostegno di un partito “forte” di maggioranza. E sul piede di guerra c’è pure Forza Italia, che il 20 maggio con una lettera al ministro ha stigmatizzato «l’assenza di finanziamenti per la Tirrenica». Tanto che Mallegni, coordinatore regionale e presidente degli azzurri in commissione lavori pubblici, annuncia battaglia. In realtà, fa notare Romano, la questione dei soldi potrebbe essere superata.

«Una volta nominato il commissario, i soldi ci sono, fermi nel fondo infrastrutture». Ma c’è chi teme che pesi sul no di Giovannini anche l’ambientalismo dichiarato del ministro. Un’accelerazione potrebbe arrivare dall’intesa appena raggiunta fra Cassa depositi e prestiti e Aspi per l’acquisto della società ai Benetton con buona pace di chi aveva invocato la revoca della concessione. Pure in Regione giurano di essersi fatti sentire: «Abbiamo chiesto più volte – dice l’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli – di essere coinvolti nella scelta delle opere da commissariare indicando la Tirrenica come una priorità. Ma non è affatto vero che la Toscana sia una regione di serie B, sono già molte le opere finanziate».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa