Il dolore
I giovani privati del futuro
"La Repubblica agevola con misure economiche la formazione della famiglia, protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo". Sono parole scritte nell’articolo 31 della Costituzione della Repubblica Italiana. Corrispondono alla realtà odierna del nostro Paese? La risposta è un gigantesco No. Basta guardare alle reazioni alla modesta proposta di Enrico Letta di introdurre una tassa sulle successioni di patrimoni superiori a cinque milioni di euro, da inserire nella riforma complessiva del Fisco, con lo scopo di dotare i più disagiati dei nostri giovani di almeno 10.000 euro per aiutarli nella formazione e nella ricerca di un lavoro.
Si sono subito alzate alte grida di sdegno: «Non si alzano le tasse!». E queste grida in prevalenza provengono da coloro che con la introduzione di Quota 100 hanno commesso un vero e proprio crimine sociale a danno delle nuove generazioni caricandole di ulteriore debito pubblico per favorire la pensione anticipata di gruppi sociali già ampiamente favoriti dal welfare e dal destino. Dove era la Corte Costituzionale quando questa decisione è stata presa? Dove la magistratura che, resa ebbra dal potere acquisito al tempo di Tangentopoli, ha smarrito la via del corretto uso della Giustizia?
Come si fa a non rendersi conto che nei confronti delle giovani generazioni si sta consumando un crimine gigantesco: l’impossibilità di costruirsi un futuro e la necessità di ripagare l’enorme debito pubblico costruito dalla irresponsabilità dell’intera classe dirigente del Paese. Che fine hanno fatto gli intellettuali? Stanno comodamente seduti in silenzio dietro le scrivanie delle Università. Non so se esistono oggi i presupposti di quello che un tempo si chiamava "lotta di classe"; di certo esiste un divario intergenerazionale che va da subito riequilibrato per cercare di salvare il Paese. Occorre, però, che i giovani trasferiscano la loro insoddisfazione e la loro rabbia dalle parole dei social, che diventano soltanto frustranti, alla organizzazione di una lotta radicale per rivendicare il loro sacrosanto diritto al futuro. Mi auguro che trovino nel rinnovamento profondo di idee e di dirigenti del Pd co un punto di riferimento e di appoggio.
*segretario circ. Centro storico Lucca Pd
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