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Opere pubbliche, Toscana depennata dai lavori prioritari. Tirrenica: fondi zero

Federica Scintu
La Tirrenica a Vada
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La Tirrenica a Vada

Mallegni: «Non ci sono ancora i soldi perché manca il progetto» Buratti: «Ci sono ancora i termini per trattare sul piano»

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La Toscana resta fuori dalle grandi manovre. Almeno per ora. Non ci sarebbero infatti opere toscane fra le dieci individuate dal governo come “super prioritarie”, con una corsia preferenziale per la realizzazione. E anche dall’elenco “allargato” delle 58 considerate strategiche, e già commissariate, ne mancano alcune fondamentali per il territorio, come ad esempio la Tirrenica ma anche gli Assi viari di Lucca. E se è vero che la discussione è ancora in corso e che non tutti i giochi sono ancora fatti, di certo il turno della Toscana arriverà – se va bene – al secondo giro.

Di questo la Regione, al momento non ha detto niente. L’assessore alle Infrastrutture, Stefano Baccelli, si è riservato di commentare oggi, anche se il tema dell’esclusione della Toscana dai grandi finanziamenti gira da alcuni giorni. Ma per i parlamentari toscani Umberto Buratti (Pd) e Massimo Mallegni (Forza Italia) – rispettivamente membri della commissione parlamentare Lavori pubblici di Camera e Senato – ci sarebbe ancora un po’ di margine per trattare su tempi e fondi per le opere toscane. E anche per la possibilità di realizzare il corridoio tirrenico, atteso dagli anni Sessanta da San Pietro a Palazzi a Tarquinia.

La Tirrenica, infatti, non è inserita nel primo elenco delle 58 opere pubbliche considerate prioritarie dal governo, finanziate con 40 miliardi e già commissariate ma risulta inserita in un secondo elenco di 54 interventi ritenuti comunque cruciali e da affidare anch’essi a un commissario. Tuttavia a al momento non è finanziata. Il problema sarebbe la definizione del rapporto fra lo Stato e la concessionaria (Sat) della strada: la società fa parte del gruppo Aspi (controllato dalla Atlantia/Benetton) che il governo dovrebbe acquistare per 9 miliardi, malgrado il crollo del ponte Morandi. Un grande pasticcio, insomma.

In compenso, nell’elenco delle opere importanti (ma non prioritarie) ci sono anche gli assi viari di Lucca – che risultano invece finanziati con 111 milioni a fronte di un costo complessivo di 120 milioni e il raddoppio del viale Leonardo Da Vinci, compreso tra via Marx e via Nenni (cosiddetta Declassata) a Prato finanziati con oltre 38 milioni. L’obiettivo è che anche questo secondo elenco venga inserito all’interno del nuovo decreto Sblocca cantieri annunciato dal governo. Per quanto riguarda invece le opere toscane per le quali è già stato nominato un commissario e inserite nel primo elenco di 58 interventi ci sono la superstrada Grosseto-Fano, il raddoppio della Pontremolese, e la Darsena Europa di Livorno.

«Il finanziamento per gli assi viari di Lucca copre più del 90% dei costi necessari per realizzarli – assicura Massimo Mallegni – Nelle prossime settimane sarà nominato il commissario. Per quanto riguarda invece la Tirrenica è inserita nelle opere da commissariare: il finanziamento invece non c’è perché manca il progetto». Non un dettaglio da poco.

Resta anche da capire che fine abbia fatto il potenziamento della ferrovia Tirrenica che in questi elenchi non figura da nessuna parte. «Noi avevamo rappresentato l’esigenza di alcune opere in Toscana e ci dovrebbe essere ancora del margine di trattativa ma bisogna aspettare i prossimi giorni – ribadisce Umberto Buratti – la pressione l’abbiamo fatta e ora vedremo se il nostro impegno è servito». Il secondo decreto Sblocca cantieri dovrebbe essere pronto entro mercoledì 30 giugno. —

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