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Rider, approvata in Toscana la prima legge a tutela dei lavoratori
Il consiglio regionale si è espresso a maggioranza. Cgil Toscana: "Fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori"
FIRENZE. Il consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge regionale a tutela dei rider con 24 voti favorevoli e 7 astensioni.
La norma, che garantisce maggiore tutele lavorative ai fattorini e impone una salario svincolato dal "cottimo", è la prima sul tema in Italia e anticipa la legislazione nazionale. La legge - dal titolo "Disposizioni per la tutela e la sicurezza del lavoro dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali" - era di iniziativa del presidente dem del consiglio regionale, Antonio Mazzeo, e aveva ricevuto il via libera dalla commissione Sanità, presieduta dal consigliere Pd Enrico Sostegni, pochi giorni fa.
In aula i consiglieri del Partito democratico e di Italia Viva si sono espressi a favore, Forza Italia e Lega si sono astenuti. Divisi, invece, i gruppi consiliari Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia: Silvia Noferi e Francesco Torselli hanno votato a favore della legge, gli altri consiglieri hanno scelto l'astensione.
La norma regionale interviene in tema di tutela e sicurezza del lavoro dei rider, su cui la Regione esercita potestà legislativa concorrente, prevedendo un salario minimo, ferie e riposi garantiti, il Tfr (trattamento fine rapporto) e varie forme di supporto previdenziale. Al suo interno si prevede che la giunta regionale approvi un progetto di analisi e valutazione dei rischi sul lavoro che porti all'elaborazione di un documento tecnico per la categoria. L'obiettivo è sperimentare un nuovo modello di assistenza che si traduca in una maggiore tutela per i lavoratori del settore. "La Toscana vuole fare la propria parte a sostegno di una battaglia giusta, quella dei rider, per il pieno riconoscimento del diritto al lavoro sicuro, dignitoso e di qualità", commenta l'assessore regionale al lavoro, Alessandra Nardini.
Sono davvero felice, non era scontato questo risultato a larga maggioranza - rivendica il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo - . Oggi un rider viene visto come un algoritmo, ma in realtà è una persona e un lavoratore, e come tale devono essergli riconosciuti i diritti più basilari di salute e sicurezza. Sono orgoglioso perchè la Toscana è la prima Regione a intervenire su questo tema e spero che possa fare da apripista per tutele nazionali sempre maggiori".
Soddisfazione anche da parte del consigliere regionale del Pd, Enrico Sostegni, che sottolinea: "L'obiettivo è quello di aumentare la sicurezza sul lavoro, argomento di cui in questo periodo si è tornati a parlare molto, per una categoria che di tutela ne ha davvero poche. La nuova normativa permette l'analisi dei rischi, percorsi formativi mirati, dotazioni dei dispositivi di sicurezza".
Ed esultano i sindacati toscani: "L'intesa con la Regione è un grande risultato e da un contributo a rendere piena ed efficace la tutela anche di questi lavoratori". La legge è stata preceduta nelle settimane scorse dalla svolta di un accordo sindacale con la multinazionale "Just Eat" che prevede, per i suoi rider, l'inquadramento come lavoratori subordinati.
Per CgilToscana, che insieme alle categorie Nidil e Filt Cgil ha partecipato alla discussione del provvedimento, questo è "un risultato importante e molto atteso per garantire le necessarie misure di prevenzione e favorire l'attività di controllo dei rappresentanti dei lavoratori".
Auspichiamo adesso che tutte le piattaforme si rendano disponibili a collaborare per garantire l'applicazione della normativa e la piena partecipazione dei rappresentanti per la sicurezza che saranno designati.
Il primo accordo del genere in sede locale c'era stato a marzo, in Toscana, per i 70 rider di "Tadan", prima piattaforma digitale di food delivery al 100% toscana, sottolineato con soddisfazione dalla Cgil. Un capitolo importante della nuova legge regionale sui rider riguarda l'azione delle Asl, con interventi mirati di prevenzione e controllo, monitoraggio, per "correggere ed eliminare comportamenti pericolosi" a tutela dei lavoratori.
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