Il Tirreno

Toscana

Sepolti nella casa esplosa, un difetto all'impianto gpl o la perdita dalle bombole - Video

Matteo Leoni
I vigili del fuoco tra le macerie in fumo della villetta nel Chianti che ha travolto Fabio Gandi, la sua compagna Giuseppina Napolitano (insieme nella foto a fianco) e l’ex marito di lei, Giancarlo Bernardini
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I vigili del fuoco tra le macerie in fumo della villetta nel Chianti che ha travolto Fabio Gandi, la sua compagna Giuseppina Napolitano (insieme nella foto a fianco) e l’ex marito di lei, Giancarlo Bernardini

Tragedia nel Chianti: tre morti, tutti pratesi. Una fuga di gas l’innesco. Fabio e Giuseppina erano andati alla casa per fare lavoretti, presto ci si sarebbero trasferiti

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GREVE IN CHIANTI. Polvere ovunque, fumo e fiamme che si alzano da un cumulo di macerie. Quel che resta di una villetta a Borgo di Dudda, un pugno di case sulle colline nei pressi di Greve in Chianti. Sotto ai detriti tre persone: Fabio Gandi, la sua compagna Giuseppina Napolitano, entrambi di 59 anni, e l’ex marito di lei, Giancarlo Bernardini, 64 anni.

I cadaveri dei due uomini sono stati trovati dai vigili del fuoco a distanza di 4 ore uno dall’altro, mentre quello della donna è stato rinvenuto solo alle 23,30.

L’esplosione – fortissima, tanto che i detriti della casa sono stati trovati nei campi sul retro dell’edificio a decine di metri di distanza – è stata provocata da una fuga di gpl. Per avere risposte certe sull’esatta dinamica dell’incidente, però, occorrerà attendere l’esito dei rilievi svolti dai vigili del fuoco. Ieri mattina Fabio e Giuseppina, entrambi di Prato, erano arrivati a Borgo di Dudda di buon mattino. Avevano acquistato l’appartamento al primo piano della villetta lo scorso aprile e stavano facendo dei lavoretti per sistemare alcune cose in attesa di trasferirsi.

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Avrebbero dovuto mettere le tende alle finestre e, per farlo, avevano chiesto l’aiuto dell’ex marito di lei, col quale erano rimasti in ottimo rapporti. Lui era bravo coi lavoretti, raccontano i vicini di casa, e così lo avevano ingaggiato. Poco dopo le 8 del mattino i tre sono arrivati, hanno salutato i vicini e sono entrati in casa. Pochi istanti dopo si è scatenato l’inferno. L’ipotesi ritenuta più probabile da vigili del fuoco e carabinieri intervenuti, sebbene non ci siano ancora certezze, è che i tre abbiano accesso un interruttore della luce, innescando così una violentissima deflagrazione in un ambiente che era ormai saturo di gpl.

I vicini hanno raccontato di aver sentito nei giorni scorsi un forte odore di gas. In base ai primi rilievi, la fuga di gas potrebbe essersi prodotta dall’impianto a gpl che era installato in un altro appartamento, anche questo al momento disabitato, che si trovava al piano terra dell’edificio, esattamente sotto a quello acquistato dai 59enni pratesi. Col passare dei giorni il gas si sarebbe diffuso nella villetta disabitata, infiltrandosi anche nell’abitazione di Fabio e Giuseppina, riempendone a poco a poco tutti i locali. Una bomba che aspettava solo di essere innescata.

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Per ora, tuttavia, è escluso del tutto neppure un altro scenario: la perdita potrebbe essersi verificata proprio nell’abitazione delle coppia, che potrebbe aver portato di recente delle bombole per cucinare e scaldarsi. Ma i parenti, ascoltati dai carabinieri, hanno detto che i due nella casa appena comprata si arrangiavano ancora con un fornellino elettrico. Quella casa, Fabio e Giuseppina l’avevano presa per trasformarla finalmente nel loro nido d’amore. Giuseppina, dopo il matrimonio, è andata a vivere col marito a Carmignano, nel comune di Prato. Hanno avuto una figlia, ora trentasettenne, poi si sono trasferiti a Prato.

Alla fine le loro strade si sono separate ed è arrivato il divorzio. I due ex però sono rimasti in ottimi rapporti, tanto da continuare a vivere nella stessa casa. Quando Giuseppina ha conosciuto Fabio, anche lui si è trasferito nell’abitazione con loro. Le cose andavano bene, ma la coppia voleva una vita indipendente. E così, dopo il pensionamento di Fabio, hanno acquistato la casa nel pittoresco Borgo di Dudda, dove stavano progettando di andare finalmente a vivere.

Ieri era una giornata come tante, in cui avrebbero dedicato un po’ del loro tempo a sistemare la loro nuova sistemazione. E invece è accaduto l’impensabile.

I vicini di casa hanno parlato di un boato improvviso. I primi residenti che sono accorsi sul posto per dare una mano sono stati travolti da un senso di impotenza. Volevano aiutarli, soccorrerli, portarli in salvo. Ma, di fronte a quel cumulo di macerie, non potevano fare nulla, se non guardare immobili la nube bianca di polvere e fumo che si alzava dalle macerie, interrotta a tratti dal fuoco che consumava la travi in legno di quello che una volta doveva essere stato il tetto della villetta. –

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