Il Tirreno

Toscana

L’impresa di John in bici a Capo Nord contro la distrofia

Simona Peselli
John Biagini a Montecatini prima  di partire per il suo viaggio (Foto Nucci)
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John Biagini a Montecatini prima di partire per il suo viaggio (Foto Nucci)

Montecatini: il viaggio solitario di un 29enne

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Dovrà percorrere diecimila chilometri fra andata e ritorno da Montecatini Terme a Capo Nord. È partito il 3 maggio e pedalando pedalando in sella alla sua bicicletta John Biagini, 29 anni, è arrivato in Germania e da Monaco sta per raggiungere Berlino. Il suo ritorno in Toscana è previsto per settembre dove sarà accolto in pompa magna dalle autorità di Montecatini, dagli amici e dai parenti, davanti alle Terme del Tettuccio.

Per la prima parte del suo viaggio l’obiettivo è raggiungere Capo Nord entro il 20 luglio, anche se farà di tutto per arrivare il 9, per l’anniversario della vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 2006. In Valdinievole lo chiamano “il pedalatore”, perché nonostante faccia di lavoro il cameriere nel locale dei genitori si muove solo in bicicletta da sempre. Non sono lontani i tempi in cui John, dopo aver scoperto una vecchia bici arrugginita della nonna nel garage, ci montò sopra e cominciò a fare la spola tra Chiesina Uzzanese e il ristorante di famiglia “Da Sandra” a Montecatini. Una Graziella, che lui battezza “Queen of the road” che resiste solo pochi anni alla super prova di forza a cui la sottopone. La potenza nelle gambe di John è incredibile e più pedala più vuole andare.

Salite, percorsi difficoltosi, lunghe distanze, pioggia, neve, vento e sole cocente, nulla lo spaventa. Per mettersi alla prova “il pedalatore” tre anni fa decide di partire per Barcellona e completò l’itinerario in solitaria senza difficoltà. «Ho capito subito – racconta John – che con l’allenamento giusto, la passione e la forza di volontà si può arrivare ovunque. Così ho alzato l’asticella ponendomi come obbiettivo un viaggio in bicicletta fino a Capo Nord e ritorno. Ho trovato tanti aiuti da sponsor e amici e sono diventato con orgoglio testimonial dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm, nda)».

Anche se nello zaino John ha portato la tenda fino ad oggi è riuscito a trovare sempre ospitalità. «Ho ricevuto un’accoglienza straordinaria – dice John – ogni volta mi sembra di arrivare in casa di un parente e mi commuovo quando il giorno dopo devo ripartire. Grazie a una app riesco a trovare dei ragazzi che mi accolgono a casa loro. Ho avuto una bella esperienza a Monaco di Baviera, a Trieste con alcuni studenti e fino a oggi in tutte le mie tappe. I paesaggi sono bellissimi, quello del Brennero è stato un tratto molto duro, le Alpi prima di arrivare in Austria. Dopo è stato tutto abbastanza “pari”. Bellissima la pista ciclabile da Verona a Innsbruck, ho costeggiato anche il fiume Adige, una vista meravigliosa».

Tante le calorie che il giovane consuma ogni giorno, e non avendo certezza su dove troverà da riposare e neppure troppi soldi in tasca deve accontentarsi di quel che c’è. «In Germania ho mangiato sushi per tre giorni, dal momento che lo trovavo nei supermercati a un prezzo basso – aggiunge John -. Quando le persone mi ospitano a casa invece mi siedo a tavola e mangio quello che mi offrono, spesso la pizza, altre volte quello che c’è. L’importante è fare una colazione abbondante e poi solo frutta. La sera un pasto caldo, qualcosa che non costi molto e mi riempia».

Anche se il navigatore segna come distanza percorsa mille chilometri, sono già di più. «Mi sono ritrovato spesso a transitare per strade secondarie, allungando il tragitto – aggiunge il ciclista – spesso mi faccio incantare dai paesaggi che mi circondano e imbocco altri sentieri. Penso fino a oggi di aver percorso molto di più di mille chilometri, ma non li conto».

Il giovane stavolta non è partito con una semplice Graziella, ma grazie a uno sponsor che ha creduto nella sua stramba idea viaggia in sella a una fuoriserie. «La bici della mia avventura è una Bianchi – dice orgoglioso John – che per questa impresa mi è stata affidata gratis da Giovannelli cicli di Montecatini. Non sono mancati gli imprevisti, ma è normale sulle lunghe distanze. Ho forato, mi si è rotto il copertone davanti, ma l’ho cambiato e risistemato da solo. Ho avuto un piccolo problema con il cambio che sono riuscito ad aggiustare con le istruzioni telefoniche di Giovannelli stesso. Appena arrivo a Berlino, dove mi fermerò almeno per quattro giorni, farò alla mia bici un check up completo. Problemi grossi per ora non ne ho avuti».

Allora vai John, pedala. La Toscana tifa per te. — RIPRODUZIONE RISERVATA

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